Bitcoin è tornato a superare quota 80.000 dollari ed il saldo dell'ultimo mese resta ampiamente positivo, con un rialzo di oltre il 23%. Dietro il movimento rialzista riaffiora una delle strategie che più avevano caratterizzato le fasi di tensione sulla credibilità delle valute: il Debasement Trade.
A riaccendere l'interesse degli investitori sono soprattutto gli Stati Uniti. Il debito federale ha superato ad agosto la soglia record dei 40.000 miliardi di dollari, circa il doppio rispetto al 2016. Un livello che ha riportato al centro delle sale operative il tema della sostenibilità fiscale e delle possibili conseguenze sul valore del dollaro.
A rendere il quadro ancora più delicato è arrivata la decisione del Tesoro statunitense di aumentare i riacquisti di debito con l'obiettivo di contenere i rendimenti obbligazionari. Una mossa che ha alimentato le aspettative di un progressivo indebolimento del biglietto verde. Bitcoin è tornato così a intercettare i flussi diretti verso gli asset percepiti come scarsi.
Cos'è il Debasement Trade e perché favorisce gli asset scarsi
Il Debasement Trade è una strategia costruita sulla ricerca di protezione dalla perdita di potere d'acquisto della moneta. Quando aumentano i timori legati a deficit elevati, crescita del debito pubblico, inflazione persistente o politiche capaci di comprimere il valore reale della valuta, una parte degli investitori tende a spostarsi verso beni la cui offerta non può essere aumentata con la stessa facilità.
È qui che Debasement Trade e Bitcoin si incontrano. La scarsità dell'offerta della criptovaluta diventa uno degli elementi utilizzati dal mercato per contrapporla alle valute tradizionali.
Nel caso statunitense il meccanismo sta tornando d'attualità per la combinazione fra debito federale record e un'inflazione che continua a rappresentare un elemento di attenzione. Le operazioni del Tesoro sui titoli pubblici hanno aggiunto un altro tassello al quadro.
Il recente balzo mensile di BTC indica che questa narrativa ha ricominciato ad avere peso sui prezzi. Per il mercato la questione diventa ora capire se il movimento rappresenti una semplice rotazione tattica o l'avvio di una fase più ampia.
Bitcoin a 300.000 dollari: la scommessa di Bernstein
Bernstein propende per la seconda ipotesi. Gli analisti della casa d'investimento ritengono che Bitcoin possa recuperare un nuovo massimo storico di 150.000 dollari entro la metà del 2027 e raggiungere un picco di 300.000 dollari entro la fine del 2029, circa 280 punti percentuali in più rispetto ai livelli attuali.
La previsione nasce dal modello utilizzato da Bernstein basato sul rapporto tra prezzo di Bitcoin e costo marginale. Secondo l'analista Gautam Chhugani, la ripresa del Debasement Trade potrebbe fornire il carburante necessario per accompagnare BTC verso una nuova fase del ciclo rialzista.
Il movimento avrebbe effetti diretti anche su Strategy, il maggiore detentore corporate di Bitcoin, che secondo Bernstein possiede circa il 4% dei BTC esistenti. La struttura finanziaria della società si è stabilizzata e la copertura annuale in contanti dei dividendi è salita a circa 3,9 volte.
Anche STRC, il titolo perpetuo preferred ad alto rendimento di Strategy, è risalito verso 97 dollari. Bernstein ritiene che un ritorno a quota 100 accompagnato da ulteriore forza di Bitcoin potrebbe consentire alla società di accelerare nuovamente gli acquisti di BTC.
Debasement Trade, Bitcoin e Strategy: cosa guarda ora il mercato
Bernstein mantiene su Strategy un giudizio "outperform", pur riducendo il target price a 350 dollari dai precedenti 450. Anche dopo il taglio, il prezzo obiettivo incorpora un potenziale rialzo del 176% rispetto alla chiusura di martedì citata nella nota.
La view resta allineata con Wall Street: secondo i dati LSEG, 18 dei 20 analisti che seguono Strategy assegnano al titolo una raccomandazione "buy" o "strong buy". Il mercato azionario, per ora, racconta però una storia molto meno brillante. Le azioni perdono il 9,6% da inizio anno e quasi il 59% rispetto ai livelli di dodici mesi fa.
Il nodo ruota ancora una volta attorno a Bitcoin. Se il Debasement Trade continuerà a guadagnare terreno, la criptovaluta potrebbe beneficiare della ricerca di asset scarsi e Strategy tornerebbe a essere uno dei principali strumenti quotati attraverso cui Wall Street amplifica questa esposizione.
La previsione di Bernstein a 300.000 dollari resta lontana e richiede un movimento di quasi quattro volte rispetto alle quotazioni attuali. Il primo banco di prova è molto più vicino: capire se il ritorno sopra 80.000 dollari sia stato soltanto un'accelerazione di breve o il segnale che debito americano, dollaro e Bitcoin hanno ricominciato a muoversi lungo la stessa traiettoria.