Il secondo semestre del 2026 si apre con un'eredità pesante da gestire. Il Dow Jones Industrial Average ha appena archiviato il miglior primo semestre dal 2021, mentre S&P 500 e Nasdaq Composite hanno messo a segno, nel trimestre chiuso a giugno, il guadagno più ampio dal secondo trimestre del 2020.
Un contesto quasi euforico, in cui UBS ha scelto di muoversi con una nota diffusa mercoledì, aggiornando la selezione dei titoli preferiti per il terzo trimestre. Tra le azioni da acquistare, due nomi emergono con una certa evidenza: Vertiv e Nvidia, protagoniste indiscusse della corsa legata all'intelligenza artificiale.
Vertiv, la corsa silenziosa delle "picks and shovels" dell'AI
Il titolo che più di ogni altro racconta la febbre da data center è Vertiv, salita del 85,5% da inizio anno. La società, con base in Ohio, viene definita da UBS un classico gioco da "picconi e pale" della corsa AI: non produce i chip, ma fornisce l'infrastruttura che li tiene in funzione.
L'espressione "picks and shovels" indica le aziende che forniscono le infrastrutture, i componenti e i servizi tecnologici necessari per sviluppare l'AI, piuttosto che i prodotti finali. Come nella celebre Corsa all'Oro californiana, i cercatori d'oro rischiavano di non trovare nulla, mentre chi vendeva loro picconi e pale guadagnava in modo sicuro.
Gli analisti motivano l'ottimismo con una combinazione che giudicano rara, quella tra un CFROI robusto (Cash Flow Return on Investment, l'indicatore che misura la redditività reale e la capacità di generare cassa di un'azienda, rapportando il flusso di cassa generato dalla gestione al capitale investito) e tassi di crescita degli asset elevati.
Secondo la banca, i venti favorevoli legati al boom dell'intelligenza artificiale restano intatti e le stime di consenso indicano che la traiettoria di creazione di valore di Vertiv non si è ancora esaurita. Il giudizio del mercato appare largamente allineato: su trenta analisti censiti, ventisei assegnano un rating "strong buy" o "buy", mentre soltanto quattro si fermano a "hold". Il "Fair Value" assegnato dalla piattaforma Forecaster.biz è di 304 dollari, non lontano dai 300,53 dollari dell'ultima chiusura.
Nvidia, tra Economic Profit da record e margini sotto pressione
Nonostante Nvidia abbia guadagnato appena il 4,5% nel 2026, una performance modesta se paragonata al resto del comparto, resta uno dei nomi cardine nella lista UBS. La banca la descrive come un compounder di ricchezza esemplare, capace lo scorso anno di generare l'Economic Profit più alto mai registrato da un'azienda, con stime che ne indicano il raddoppio entro il 2027.
Il merito, secondo gli analisti, va attribuito soprattutto alla piattaforma Vera Rubin, motore della creazione di valore recente. Resta però un nodo valutativo: il mercato sta scontando un CFROI in calo dagli attuali livelli previsti dell'81% fino al 21%, valore tipico dell'era pre-AI, entro il 2030.
Assumendo il consenso degli analisti per i prossimi tre anni, Nvidia viene prezzata per una crescita del fatturato del 7%, accompagnata da margini in progressiva compressione. Il consenso resta comunque nettamente favorevole: su 63 analisti che coprono il titolo, 59 lo valutano "strong buy" o "buy", tre optano per "hold" e uno soltanto per "underperform". Il target price di consenso implica un potenziale rialzo superiore al 50%. Indicazioni simili arrivano da Forecaster.biz, che fissa il "Fair Value" a 331,87 dollari, +70% rispetto al valore attuale.
Ralph Lauren e gli altri nomi in corsa tra moda, retail e consumer staples
Tra le sorprese della selezione UBS compare anche Ralph Lauren, che ha guadagnato il 13% da inizio anno. Negli ultimi cinque anni il CFROI del gruppo è rimbalzato con decisione dai minimi legati alla pandemia, superando ormai i livelli pre-Covid grazie a un percorso di miglioramento strutturale fondato su elevazione del brand, riduzione degli sconti e maggiore controllo della distribuzione.
UBS prevede che il CFROI raggiunga un massimo decennale al 15%, mentre il mercato sconta un ritorno verso il 14% nel lungo periodo. Se l'azienda riuscisse a centrare le stime di consenso nei prossimi tre anni, le attese implicherebbero una crescita del fatturato dell'8% nel lungo termine.
Anche qui il sentiment degli analisti resta costruttivo: diciassette rating "strong buy" o "buy" contro soli tre "hold", con un target price medio che lascia intravedere un ulteriore 7% di rialzo rispetto ai livelli attuali. Per la piattaforma Forecaster il titolo è invece sopravvalutato del 7%.
Completano il paniere Spotify, Boston Scientific, Target e Coca-Cola, nomi che testimoniano come la selezione UBS non punti esclusivamente sull'AI, ma cerchi valore anche in settori più difensivi, in un mercato che dopo un semestre di fulgore dovrà ora dimostrare di reggere il passo.