Quando ormai gli operatori avevano fatto il callo alle tariffe nei confronti dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, da Trump è arrivato il “solito” colpo di teatro: dazi sul settore auto al 25%. Associazioni di categoria, produttori e consumatori non ci hanno messo molto ad evidenziare le storpiature di una simile misura che, inevitabilmente, porterà ad un incremento sia dei prezzi delle auto importate che di quelle di produzione nazionale.
Le nuove tariffe, che entreranno in vigore domani, potrebbero, a dirlo è Joseph Spak di UBS, azzerare gli utili 2025 di Ford e GM. GM importa circa il 45% delle auto che vende negli Stati Uniti dall'estero, principalmente da Canada e Messico. Nel caso di Ford la percentuale si attesta a circa il 20%. Nel complesso, l'America ha importato più di 7 milioni di auto nel 2024, principalmente da Messico, Giappone, Corea del Sud e Canada.
Dazi auto Trump: un settore potrebbe trarne vantaggio
"L'implementazione di tariffe del 25% su tutte le automobili importate è inequivocabilmente negativa per l'ecosistema della vendita al dettaglio di auto nel breve e medio termine", ha scritto Rajat Gupta di JP Morgan.
Anche i rivenditori si trovano a fronteggiare un contesto sfidante. Attualmente il prezzo medio di un auto nuova è di 48 mila dollari ed i dazi porteranno ad un incremento di circa 5 mila dollari. 26 mila dollari è invece il prezzo medio di una vettura usata.
I dazi in un primo momento dovrebbero far aumentare lo “spread” nuovo-usato ma con il passare dei mesi è probabile che i prezzi di queste ultime tenderanno salire per incorporare la maggiore domanda dei consumatori. "Prevediamo che l'impatto inflazionistico sulle auto nuove si riverserà immediatamente su quelle usate", ha aggiunto Gupta.
I titoli che capitalizzeranno i dazi sul settore auto
Difficile dire cosa accadrà nelle prossime settimane: gli acquirenti di auto nuove potrebbero precipitarsi ad acquistare le vetture attualmente in stock portando ad una riduzione dell’offerta. Le case automobilistiche potrebbero anche decidere di eliminare gli incentivi e aumentare immediatamente i prezzi, rallentando la corsa all'acquisto.
L’analista di JP Morgan evidenzia che i concessionari di auto usate sono nella posizione migliore in questo momento. Si tratta di una notizia relativamente positiva per Carvana, AutoNation e CarMax.
Di queste tre, è Carvana la preferita dall’analista di JP Morgan, con una valutazione delle azioni fissata a “buy” e un obiettivo di prezzo di 325 dollari, +55% rispetto all’ultima chiusura. Giudizio “hold” per AutoNation con target a 175 dollari (-8%) mentre su CarMax il rating è “sell” con prezzo fissato a 65 dollari (-16,5%).
Le indicazioni che arrivano dalla piattaforma Forecaster.biz
Indicazioni differenti arrivano dalla piattaforma Forecaster.biz: guardando al prezzo delle azioni, Carvana è sopravvalutata del 58,6%, il prezzo del titolo AutoNation è di oltre il 50% inferiore al “Fair Value” mentre nel caso di CarMax la sottovalutazione è di oltre il 70%.
Per quanto riguarda le valutazioni del Forecaster AI Agent (AI Agent: il Forecaster Terminal ci porta nel futuro del trading), nel caso di Carvana emerge che “la società dimostra solidi attributi operativi con un ROE sano (16,67%) e un profilo di debito conservativo (rapporto debito/patrimonio netto di 0,33). Tuttavia, la sua redditività rimane sotto pressione, come dimostrato da un margine di profitto esiguo (2,93%) e valutazioni intrinseche (circa 91,37 USD) suggeriscono che il titolo è significativamente sopravvalutato”.
Per AutoNation, l’AI Agent rileva che si tratta di un “rivenditore solido e ben gestito con un portafoglio diversificato di flussi di entrate e una forte presenza sul mercato. Parametri finanziari come margine di profitto, ROE e un rapporto debito/patrimonio netto conservativo sottolineano la sua prudente gestione finanziaria. La valutazione fondamentale suggerisce che il titolo è valutato equamente, mentre gli indicatori di valutazione del rischio (Altman Z, Piotroski e Beneish M) confermano la solidità operativa senza segnali d'allarme significativi per quanto riguarda l'integrità della rendicontazione finanziaria”.
CarMax invece “presenta diversi punti di forza nel posizionamento di mercato e nel valore del marchio, ma la leva finanziaria e i moderati guadagni di efficienza rimangono rischi notevoli. Il titolo è fondamentalmente sottovalutato rispetto ad alcuni modelli intrinseci e offre un potenziale per gli investitori, a condizione che i rischi di mercato e le sfide operative siano attentamente monitorati”.