Tra le conseguenze del boom dell'intelligenza artificiale, una di quelle che sta avendo effetti più rilevanti è il forte aumento dei prezzi dei chip di memoria e archiviazione. La domanda elevata da parte dei produttori di hardware ha letteralmente surclassato l'offerta e questi si trovano di fronte al dilemma se aumentare i prezzi, con il rischio di perdere clientela, oppure ridurre i propri margini di profitto, con il rischio di alimentare le preoccupazioni degli investitori.
Chip di memoria: chi perde dall'aumento dei prezzi
Alcune aziende risentono in modo particolare della pressione esercitata dall’aumento dei prezzi dei chip di memoria, che rende più costose le componenti necessarie per i dispositivi hardware. Tra queste troviamo Apple, Hewlett Packard (HP) e Dell Technologies.
Le azioni Apple sono salite dell’8,6% lo scorso anno, ma la performance è poco più della metà dei guadagni dell’S&P 500 ed è la peggiore per la società dal 2022. Inoltre, il titolo del colosso dell’iPhone ha perso il 4,4% dall’inizio del 2026, collocandosi tra i 20 peggiori titoli dell’indice Nasdaq 100.
“Nei prossimi due anni, l’aumento del costo dei componenti di memoria sarà tale da colpire persino un’azienda delle dimensioni di Apple”, ha affermato Paul Meeks, managing director e responsabile della ricerca tecnologica di Freedom Capital Markets. “La buona notizia è che i prezzi delle memorie sono ciclici, ma c’è una tale scarsità di offerta che non mi aspetto un’inversione di tendenza nel breve periodo”.
Le azioni HP hanno chiuso l’ultima seduta a Wall Street ai minimi da novembre 2020, portando il passivo da inizio anno al 6,8%, dopo aver perso quasi un terzo del loro valore nel 2025. La situazione di HP è particolarmente critica. In occasione dell’ultima trimestrale, pubblicata a novembre, il management ha stimato che l’aumento dei costi della memoria ridurrà l’utile rettificato per azione del 2026 di 30 centesimi.
Secondo Katherine Murphy, analista di Goldman Sachs, HP è “il nome più esposto alle pressioni strutturali sui margini e sulla domanda dei PC”. A suo avviso, l’aumento dei prezzi dei PC per compensare i maggiori costi degli input, come i chip di memoria, avrà un “impatto significativo” sugli acquisti dei consumatori di fascia bassa nella seconda metà del 2026. Nell’ultimo mese, gli analisti hanno ridotto la stima per l'EPS (Earnings Per Share) 2026 di HP del 7,1%.
Per quanto riguarda Dell, il titolo è sceso di circa il 28% dal massimo storico raggiunto lo scorso ottobre. L’azienda ha segnalato l’impatto dell’aumento dei costi della memoria sui propri risultati; tuttavia, le stime risultano meno pessimistiche grazie alla forte domanda del business dei server, trainata dallo sviluppo dell’AI, che funge da fattore compensativo.
“Finché i prezzi della memoria resteranno elevati - e ci aspettiamo che lo rimangano ancora per un po’, vista la domanda legata all’AI - il mercato potrebbe continuare a penalizzarli”, ha detto Thummel di Tortoise Capital riferendosi ai produttori di hardware. Tuttavia, l’esperto è positivo su Dell, poiché “la crescita del business dei server compensa il vento contrario rappresentato dai costi della memoria”.
Chi vince
Se da un lato l’aumento dei prezzi dei chip di memoria mette in difficoltà le aziende che subiscono maggiori costi, dall’altro avvantaggia i produttori di semiconduttori. Aziende come Sandisk, Micron Technology e Western Digital sono state grandi protagoniste in Borsa nell’ultimo anno. Il rally sta proseguendo anche nel 2026, con Sandisk che guida l’S&P 500 dall’inizio dell’anno con un rialzo superiore al 60%, mentre Western Digital e Micron figurano tra i primi 20 titoli dell’indice.
Tra i grandi vincitori emerge anche il colosso sudcoreano Samsung Electronics, che la scorsa settimana ha mostrato prezzi medi di vendita dei chip di memoria DRAM (dynamic random-access memory) in aumento di oltre il 30% su base trimestrale e quelli delle memorie flash NAND in crescita di circa il 20%. L’azienda ha dichiarato che i prezzi più elevati hanno contribuito a più che triplicare gli utili e prevede che il trend prosegua per tutto il 2026.
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