Il percorso legislativo del CLARITY Act subisce una brusca battuta d’arresto negli Stati Uniti dopo che Coinbase ha ritirato ufficialmente il proprio supporto alla versione riscritta del disegno di legge presentata al Senato.
La decisione, annunciata di recente dal CEO Brian Armstrong, ha spinto il Senate Banking Committee a rinviare il markup previsto, riaprendo l’incertezza sul futuro della regolamentazione crypto. Vediamo cosa sapere.
Coinbase: via dal CLARITY Act, il Senato degli Stati Uniti rinvia il voto
Secondo il CEO Armstrong, la nuova bozza elaborata dal Comitato Bancario “compromette elementi fondamentali della struttura di mercato” e introduce rischi rilevanti per equity tokenizzate, DeFi, stablecoin e mercati crypto aperti.
In particolare, Coinbase contesta quattro aspetti chiave: un divieto di fatto sulle azioni tokenizzate, l’estensione delle norme antiriciclaggio ai protocolli DeFi con un maggiore accesso governativo ai dati, l’ampliamento dei poteri della SEC sui mercati crypto e disposizioni sulle stablecoin che favorirebbero le banche a scapito della concorrenza.
Il punto centrale dello scontro è che il Senato non sta lavorando sulla versione del CLARITY Act già approvata dalla Camera, ma su una riscrittura completa sotto forma di “emendamento sostitutivo”. Questo testo modifica in modo sostanziale l’assetto regolatorio previsto, riaccendendo timori di un ritorno a un approccio più restrittivo e simile all’era Gensler, basato su enforcement caso per caso.
Il ritiro del sostegno da parte di Coinbase, il più grande exchange regolamentato degli USA e uno degli attori più influenti a Washington, rappresenta un segnale politico rilevante. Senza l’appoggio dell’industria, il disegno di legge rischia di perdere il consenso bipartisan necessario per avanzare nei comitati Banking e Agriculture del Senato.
A conferma delle difficoltà, il presidente del Senate Banking Committee, Tim Scott, ha annunciato il rinvio del markup, spiegando che le trattative bipartisan sono ancora in corso e che tutte le parti restano al tavolo.
Il rinvio arriva anche in un contesto di forte pressione da parte del settore bancario, impegnato a limitare la possibilità per le piattaforme crypto di offrire ricompense sulle stablecoin, considerate assimilabili a interessi sui depositi.
Per ora, il CLARITY Act resta in una fase di stallo. Il rinvio prolunga l’attesa dell’industria per un quadro normativo unitario che possa sostituire anni di incertezza regolatoria. In questo contesto, vediamo ora il quadro grafico e la possibile strategia.
Azioni Coinbase: analisi tecnica e strategie operative

Nelle ultime sedute di contrattazioni, le azioni Coinbase hanno recuperato terreno dopo il test del supporto orizzontale in area 230 dollari. Da luglio dello scorso anno, tuttavia, il quadro rimane orientato al ribasso, in particolare dai massimi segnati in zona 444 dollari.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una potenziale fase di rialzo fino ai primi giorni di febbraio, seguita da una possibile fase di debolezza fino alla fine della prima decade di marzo. Vi è da considerare tuttavia che le indicazioni stagionali si basano su uno storico non sufficientemente ampio.


Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con scadenza a un mese, evidenzia – nello scenario “best match” e “short”, rispettivamente le linee blu e rossa, un possibile ribasso che potrebbe portare i prezzi in area 218 dollari (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la nuova funzionalità di Forecaster Terminal).

Si potrebbero dunque valutare strategie short in caso di segnali di debolezza in area 260 dollari. In tal caso, il primo obiettivo di profitto di breve termine potrebbe essere posto in area 235 dollari e un secondo target in area 220-218 dollari.
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