Recentemente, le azioni software hanno trovato una boccata d'ossigeno dopo un periodo di forti vendite iniziato nella seconda parte del 2025. Da lunedì si è registrata una lieve correzione, ma la sensazione generale a Wall Street è che il settore abbia toccato il fondo e si appresti a una risalita.
Alcuni segnali mostrano che il posizionamento degli investitori sta cambiando. Secondo i dati forniti da Deutsche Bank Securities, gli hedge fund hanno invertito la rotta dopo che le scommesse ribassiste avevano raggiunto il livello più alto degli ultimi 17 anni. Un paniere di Goldman Sachs, che confronta software e semiconduttori, rileva che gli investitori stanno coprendo le posizioni short sui primi e riducendo i long sui secondi. Nel mercato delle opzioni, inoltre, si nota un aumento delle call sulle azioni software.
Azioni software: i motivi del risveglio
Gli operatori di mercato avevano attaccato in maniera aggressiva le azioni legate al software quando la startup di intelligenza artificiale Anthropic ha presentato strumenti in grado di sostituire il software di aziende come Oracle o SAP. Questo metterebbe seriamente a rischio il business tradizionale delle società, in quanto le aziende potrebbero fare affidamento su suite interne piuttosto che acquistare prodotti all'esterno.
Tuttavia, durante un evento di Anthropic del 24 febbraio, la società ha presentato nuovi strumenti in collaborazione proprio con diverse software company che nell'ultimo periodo erano diventate bersaglio degli investitori. Da quel momento, le azioni del comparto hanno ripreso la strada dei rialzi a Wall Street.
Un altro fattore che ha indotto gli investitori a comprare è che ora le azioni sono diventate più economiche rispetto al passato. Un paniere software di Goldman Sachs è scambiato a circa 22 volte gli utili attesi, più o meno in linea con i multipli dell'indice S&P 500, ma ben al di sotto della media degli ultimi dieci anni, pari a 52 volte.
Questo assume ancora più importanza se si guardano i fondamentali delle aziende. Secondo quanto riportato da Bloomberg Intelligence, le società di software e servizi dell’S&P 500 dovrebbero registrare una crescita degli utili del 21% quest’anno, in rialzo rispetto al 17% alla fine del 2025.
"Vediamo un grande divario tra valutazioni e fondamentali di alta qualità, dove i rischi sembrano esagerati", ha detto Hua Cheng, gestore di portafoglio di Mirova. In una nota diffusa ieri, gli strategist di Goldman Sachs hanno affermato che non esiste una singola software company che preveda un effetto negativo sui ricavi dall’AI nel 2026. Questo significa che "i timori per la disruption dell’AI hanno raggiunto il picco", hanno sottolineato.
A migliorare il sentiment sulle azioni software ha contribuito recentemente anche il piano di riacquisto di azioni proprie da parte di alcune società. Ad esempio, Salesforce prevede di finanziarsi fino a 25 miliardi di dollari per sostenere i programmi di buyback. Anche Wix.com ha avviato la scorsa settimana un’offerta di riacquisto per 1,75 miliardi di dollari, mentre Intuit ha dichiarato, durante la presentazione dei risultati dello scorso mese, che intende "incrementare significativamente" i buyback quest'anno.
"Questi annunci sono generalmente segnali positivi", ha detto Chris Galipeau, senior market strategist di Franklin Templeton. Se avvengono è perché si ritiene che "il business sia ben posizionato, le preoccupazioni siano esagerate e questo sia il miglior utilizzo del capitale".