Con il focus sempre rivolto al conflitto in Medio Oriente, i mercati azionari europei dopo il rimbalzo di ieri inaugurano le contrattazioni all'insegna delle vendite. In questo contesto il focus odierno degli operatori sarà anche rivolto al dato macro in arrivo nel pomeriggio da oltreoceano e riguardante l'inflazione a stelle e strisce. Le attese sono per una crescita a livello annuale del 2,4%, in linea con il dato registrato nel precedente mese di gennaio.
Con i futures americani in guadagno dello 0,3%, grazie ai buoni conti presentati da Oracle, il FTSE Mib apre la terza seduta della settimana tornando sotto i 45 mila punti. Dal punto di vista operativo il mancato recupero di questi livelli dovrebbe far proseguire la fase discendente dell'indice italiano prima in direzione dei 44.550-44-500 punti e a seguire i 44.300-44.250 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Banca Mps, dopo che il Cda ha dato l'ok alla fusione con Mediobanca. Andiamo a vedere i dettagli di questa operazione.
Banca MPS: sì alla fusione con Mediobanca
Nella serata di ieri i Consigli di Amministrazione di Banca Mps e Mediobanca hanno approvato la fusione per l'incorporazione di Piazzetta Cuccia nell'istituto senese. Il via libera che porterà al delisting di Mediobanca, prevede un concambio in 2,45 azioni di Banca Mps per ogni azione di Mediobanca, superiore al rapporto di 2,2 volte che si attendeva il mercato. Il premio è del 12% sui prezzi correnti con una valorizzazione delle azioni Mediobanca a 18,1 euro rispetto ai 16,16 euro della chiusura di ieri.
Per dare attuazione all’operazione la banca senese procederà a un aumento di capitale fino a circa 1,6 miliardi di euro, mediante l’emissione di un massimo di 272 milioni di nuove azioni ordinarie da assegnare agli azionisti Mediobanca nell’ambito del concambio.
La fusione dovrebbe consentire di dare attuazione sia al conseguimento dei 700 milioni di euro di sinergie promesse da Banca Mps che degli obiettivi industriali e finanziari presenti all'interno del piano industriale 2026-2030. Ricordiamo che l'istituto senese conta di distribuire ai soci quasi 16 miliardi di euro in dividendi nel corso dei prossimi cinque anni.
La fusione rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione che prevede la concentrazione delle attività di corporate & investment banking e private banking di fascia alta in una “nuova” Mediobanca, controllata al 100% da Mps. All’interno di essa sarà presente anche la partecipazione in Generali.
La riorganizzazione prevede inoltre l’integrazione delle reti di consulenti finanziari, retail e affluent, di Mediobanca Premier e Banca Widiba, che assumerà una nuova denominazione “con il brand Mediobanca”.
Con la conversione del 13,65% del capitale di Mediobanca in azioni Mps ci sarà una leggera diluizione degli attuali soci della banca senese. Nello specifico Delfin scenderà al 16,1% del capitale, il gruppo Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, il Mef al 4,5%, Banco Bpm al 3,4% mentre il flottante sarà rappresentato dal 62% del capitale.
Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese nel breve e medio periodo sulle azioni Banca Mps. Con volumi pari alla media giornaliera mensile è stata una seduta all'insegna degli acquisti quella di ieri per il titolo Banca Mps che, con un guadagno del 4,95%, ha terminato le contrattazioni a 7,394 euro.
Con un'impostazione di medio periodo che rimane discendente, il movimento di ieri ha arrestato la fase correttiva che aveva contrassegnato le azioni nelle passate giornate. Nel breve periodo per dare seguito al rimbalzo i prezzi dovrebbero portarsi sopra gli ex supporti di dicembre 2025 situati in area 7,50-7,55 euro. Il superamento di questi livelli dovrebbe far proseguire gli acquisti prima in direzione degli 8 euro e successivamente verso gli 8,25-8,30 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciate alle spalle si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico di breve periodo. I prossimi obiettivi sarebbero posti sugli 8,65 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e successivamente la soglia dei 9 euro.
Al contrario il mancato ritorno oltre i 7,50-7,55 euro verrebbe letto negativamente dal mercato, aprendo di conseguenza le porte a nuove vendite. Il primo obiettivo del ribasso sarebbe posto sui 7,20 euro e successivamente i 7 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di dicembre 2023 e congiunge i minimi di agosto 2024.
L'eventuale perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica, con prossimi obiettivi il bottom degli ultimi 8 mesi situati sui 6,85-6,80 euro.
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