Porsche: riscatto in Borsa con focus su costi e motori a combustione? | Investire.biz

Porsche: riscatto in Borsa con focus su costi e motori a combustione?

10 mar 2026 - 18:00

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Il rimbalzo odierno non cambia il trend ribasissta presente sulle azioni Porsche. Scopriamo quali sono le aree da superare per avere un segnale di forza.

Dopo le vendite che hanno contrassegnato le passate giornate arriva il rimbalzo sui mercati azionari europei, che hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio positivo. A sostenere l'appetito per il rischio non solo le parole di Trump, secondo cui la guerra in Iran potrà chiudersi presto, ma anche l'accordo sempre più vicino per il rilascio delle scorte di petrolio da parte dei paesi del G7.

Con un S&P 500 e un Nasdaq in guadagno rispettivamente dello 0,45% e dello 0,5%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in guadagno del 2,67% a 45.201,69 punti. Dal punto di vista operativo il ritorno dell'indice italiano sopra i 45 mila punti ha allentato la pressione ribassista di breve periodo. Le attese sono per una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 45.500 punti e successivamente verso i 45.750-45.800 punti. Al contrario il ritorno delle quotazioni sotto i 44 mila punti andrebbe a riattivare il trend ribassista, con primi obiettivi i 43.500 punti e a seguire i 43.300-43.250 punti.

Tra le azioni che in Europa hanno sfruttato il rimbalzo odierno troviamo Porsche, con il nuovo numero uno del Gruppo, Michael Leiters, che sta cercando di mettere in campo nuovi iniziative per recuperare quote di mercato. Andiamo a scoprire quali sono i piani di rilancio.

 

 

Porsche: nel 2026 focus su taglio dei costi e motori a combustione

L'introduzione dei dazi statunitensi, la maggiore spesa per nuovi modelli a combustione e ibridi, la più lenta adozione dei veicoli elettrici e le pressioni competitive in Cina, hanno impattato negativamente sui conti di Porsche nel 2025.

Con le consegne scese del 10%, un utile netto in contrazione del 98% a 90 milioni di euro, a far scattare ulteriormente l'allarme tra gli investitori è stato anche il crollo del margine passato dal 14,5% del 2024 all'attuale 0,3%.

In questo clima gi investitori aspettano le prossime decisioni che verranno prese dal nuovo amministratore delegato, Michael Leiters, che ha preso il posto di Oliver Blume.

Dopo aver lavorato fino al 2013 nell'azienda, ricoprendo ruoli di primo piano nello sviluppo dei modelli Macan e Cayenne, il manager dovrà riconquistare la fiducia degli investitori, rilanciare le vendite nei mercati chiave, come Stati Uniti e Cina, e guidare una transizione tecnologica che finora ha mostrato più ombre che luci.

In un contesto geopolitico che rimane decisamente instabile, su cosa si concentrerà Michael Leiters per rilanciare il Gruppo? Un obiettivo potrebbe essere la continuazione del taglio della forza lavoro. Ricordiamo che l'azienda dopo aver licenziato quasi 2 mila lavoratori nel corso del 2025, ha dichiarato di voler eliminare ulteriori 1.900 posti di lavoro durante i prossimi anni.

Inoltre è possibile che Porsche si affidi ancora una volta all'iconico modello 911 con motore a combustione, per cercare di ricostruire quel "legame emotivo" con la base dei fan del marchio.

Ricordiamo infine che la casa automobilistica ha comunicato che offrirà modelli ibridi plug-in e a combustione fino al 2030, oltre a modelli completamente elettrici.

 

 

Azioni Porsche: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Porsche sul mercato tedesco. E' stata una giornata all'insegna degli acquisti per il titolo Porsche che, con un guadagno del 3,76%, ha chiuso le contrattazioni a 37,82 euro.

Dal punto di vista operativo il movimento odierno dobbiamo leggerlo come un normale rimbalzo tecnico all'interno di un trend primario ribassista. Per avere un primo segnale di forza almeno nel breve periodo, le quotazioni dovrebbero spingersi oltre gli ex supporti e minimi di febbraio 2026 situati in area 39,50 euro.

Il superamento di questi livelli dovrebbe aprire le porte a un recupero più corposo, prima in direzione dei 40,41 euro e successivamente verso i 41 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo.

Nel caso in cui questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, potremmo assistere a ulteriori apprezzamenti fin verso i top degli ultimi due mesi in area 43,30 euro.

Al contrario la perdita dei minimi di assoluti situati sui 36,45 euro, andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico di fondo. In questo caso il prossimo obiettivo sarebbe situati sui 35 euro e successivamente la soglia dei 34 euro. La mancata tenuta di questi livelli farebbe proseguire il trend ribassista fin verso l'area dei 30 euro, con target intermedi sui 32,5-32 euro.

 

 

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