Le azioni Seagate (NASDAQ: STX) arrivano alla seduta di mercoledì 28 ottobre dopo una trimestrale che lascia pochi argomenti ai venditori: ricavi in crescita del 61%, redditività record e stime per il trimestre in corso sopra le attese. Eppure, a circa 30 minuti dall'avvio delle contrattazioni a Wall Street, il titolo segna un -3,5% a 644,58 dollari. Seagate produce gli hard disk ad alta capacità in cui i grandi operatori del cloud conservano i dati dell’intelligenza artificiale, e da inizio anno le sue azioni sono salite di circa il 134%. È probabile che il mercato non dubiti della domanda attuale, ma si chieda quanto durerà, ora che Toshiba vuole raddoppiare la produzione.
Quanto sono andati bene i conti di Seagate?
Molto bene, su quasi ogni voce. Nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027, chiuso il 2 ottobre, Seagate ha registrato ricavi per 4,23 miliardi di dollari, contro i 2,63 miliardi di un anno prima, e un utile per azione rettificato di 7,68 dollari, quasi triplicato. Il dato contabile, 7,59 dollari, è molto vicino.
Il margine lordo rettificato è salito al 57,8%, dal 40,1% di un anno prima, e il free cash flow ha toccato il record di 1,48 miliardi di dollari. Con quella cassa Seagate ha rimborsato 1,2 miliardi di debito nel trimestre e altri 750 milioni dopo la chiusura, secondo il comunicato depositato alla SEC.
Per il trimestre che si chiude a dicembre la società prevede ricavi di 4,8 miliardi di dollari, con un margine di 100 milioni in più o in meno, e un utile per azione rettificato di 9,20 dollari. Dave Mosley, presidente e Amministratore delegato, ha parlato di “un altro trimestre di redditività record e il free cash flow più alto di sempre”.
Perché le azioni Seagate scendono dopo la trimestrale?
La spiegazione più probabile è che le attese fossero già molto alte. Alla fine del 2025 il titolo valeva circa 275 dollari; martedì 27 ottobre ha chiuso in area 668 dollari, in rialzo di circa il 4% nella seduta che ha preceduto i conti. Dopo una corsa simile, chi è entrato nei mesi scorsi ha un guadagno da mettere al sicuro.
Le prese di profitto spiegano però solo una parte della storia. Tra il 1° e il 27 ottobre le azioni hanno perso circa il 29%, e dal massimo di seduta del 18 giugno, in area 1.145 dollari, la distanza è di circa il 42%. Il calo di ottobre è cominciato prima dei conti, con una notizia che riguarda l’offerta, non la domanda.
Quanto pesa la concorrenza di Toshiba sulle azioni Seagate?
Pesa sui prezzi futuri degli hard disk. Per i data center li producono in pratica tre società, Seagate, Western Digital e Toshiba, e i margini attuali dipendono dalla scarsità di capacità produttiva. Funziona come gli alberghi di una città durante una fiera: finché le camere sono poche le tariffe restano alte, almeno fino all’apertura di un nuovo albergo.
Il nuovo albergo è giapponese. Il 2 ottobre il quotidiano Nikkei ha riportato che Toshiba investirà circa 60 miliardi di yen per raddoppiare, entro l’esercizio fiscale 2027, la capacità produttiva di hard disk per i data center, anche ampliando gli impianti nelle Filippine. Quel giorno le azioni Seagate hanno perso circa il 10%.
Secondo il management di Seagate, gran parte della capacità per i data center è già assegnata con accordi pluriennali fino al 2028, e i dischi Mozaic, che usano un piccolo laser per scrivere più dati sullo stesso piatto, aumentano la capacità senza aumentare le unità prodotte. Bank of America, secondo quanto riportato da TheStreet il 24 ottobre, ha confermato il giudizio Buy (cioè positivo) e alzato il prezzo obiettivo da 1.150 a 1.200 dollari, indicando come rischio la velocità con cui Seagate migliora le rese produttive dei dischi Mozaic 4+.
È già successo dopo i conti di Seagate?
Un anno fa è andata al contrario. Dopo i conti pubblicati la sera del 28 ottobre 2025, le azioni Seagate erano salite di circa il 19% nella seduta successiva, da una chiusura in area 223 dollari a una in area 266 dollari.
Più utile il confronto con Western Digital: dopo i conti sopra le attese del 5 agosto il titolo aveva perso circa il 16% in due sedute, e dopo la trimestrale del 22 ottobre ha perso circa il 3% nella seduta successiva. Due cali dopo trimestrali in crescita, nello stesso settore, suggeriscono che, a questi prezzi, il mercato giudichi i produttori di hard disk più sulla durata del ciclo che sul singolo trimestre.
Cosa dicono i dati di Forecaster.biz sulle azioni Seagate?
Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz il 28 ottobre, il Market Mood Meter di Seagate, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un titolo è ipercomprato o ipervenduto, segna -45,8 sulla chiusura del 27 ottobre: un valore che la piattaforma classifica ancora come neutrale, ma più vicino all’ipervenduto che all’ipercomprato dopo il calo di ottobre.
L’analisi di Seagate su Forecaster.biz indica un fair value di 499,90 dollari con il modello dei flussi di cassa scontati, il più prudente: con la chiusura del 27 ottobre il prezzo è superiore di circa il 34%. L’AI Agent di Forecaster.biz assegna a Seagate un punteggio qualitativo di 8 su 10, e tra i rischi indica proprio l’aumento di capacità dei concorrenti e un calo dei prezzi.
Azioni Seagate, quali livelli guardare adesso?
Le azioni Seagate hanno chiuso la seduta di martedì 27 ottobre in area 668 dollari, prima del calo dopo la chiusura.
Scenario rialzista
Se il titolo assorbisse il calo e tornasse sopra l’area 697 dollari, la chiusura del 21 ottobre, il riferimento successivo sarebbe l’area 715 dollari, il massimo di quella seduta, e poi l’area 750 dollari, dove il titolo aveva chiuso il 12 e il 13 ottobre.
Scenario ribassista
Se il calo si confermasse in apertura, il primo riferimento è l’area 621 dollari, il minimo del 23 e del 26 ottobre e il livello più basso da fine aprile. Sotto, il riferimento successivo è l’area 579 dollari, la chiusura del 28 aprile, prima del rialzo del giorno successivo.
Il prossimo segnale non arriverà da Seagate ma dai grandi operatori del cloud: Microsoft e Alphabet oggi pubblicano i conti dopo la chiusura di Wall Street, l'appuntamento con Amazon è invece fissato per domani. Le loro stime sugli investimenti nei data center diranno se gli hard disk hanno davanti un altro anno come questo.