Cosa sta succedendo alle azioni Netflix? Dal massimo storico toccato il 30 giugno scorso, il gigante dello streaming ha perso circa un terzo della propria capitalizzazione. L’ultima trimestrale ha sollevato preoccupazioni sulla crescita futura dell’azienda e, il 22 ottobre, le azioni sono affondate di circa il 10%, registrando il peggior crollo giornaliero in oltre tre anni.
La vittoria di Netflix - almeno per ora - su Paramount Skydance nella corsa all’acquisizione di Warner Bros. Discovery non convince Wall Street. Gli investitori temono che l’offerta da 82,7 miliardi di dollari per acquisire gli studi cinematografici e televisivi di Warner sia troppo elevata, soprattutto alla luce del rischio di una battaglia regolatoria e della limitata esperienza di Netflix nelle grandi fusioni.
Questa settimana, il Consiglio di amministrazione di Warner ha respinto la proposta di Paramount da 108,4 miliardi di dollari, giudicandola rischiosa dal punto di vista finanziario e critica sotto il profilo industriale. Con questa decisione, il board ha confermato la propria fedeltà all’accordo con Netflix siglato alla fine dello scorso anno.
"Questo accordo sembra destinato a frenare l’entusiasmo per mesi", ha affermato Joel Kulina, managing director del trading TMT (Technology, Media & Telecommunications) di Wedbush Securities. "Prima del rumore legato all’operazione c’era interesse, data la qualità degli asset di Netflix, ma ora la storia è diventata troppo complessa. E gli investitori tech non hanno mai mostrato molta pazienza con storie complicate".
Tuttavia, ha aggiunto Kulina, anche prima dell’operazione Warner la situazione non era particolarmente entusiasmante. "L’assenza di una guidance esplicita per il 2026 è stata un freno per il titolo fin dall’ultima tornata di risultati", ha sottolineato.
Della stessa opinione è Conrad van Tienhoven, portfolio manager di RiverPark Capital, secondo il quale, anche se Netflix fosse un partner migliore per Warner, il prezzo pagato, insieme ai rischi regolatori e di integrazione, continua a pesare sull’andamento del titolo.
Le azioni Netflix sono sopravvalutate?
Dopo la correzione registrata dalle azioni Netflix negli ultimi mesi, gli investitori potrebbero essere tentati di entrare in acquisto approfittando di prezzi più bassi. Tuttavia, il titolo appare ancora caro, considerando i multipli.
Attualmente Netflix scambia a circa 28 volte gli utili attesi nei prossimi 12 mesi, un multiplo superiore a quello di rivali come Walt Disney, Amazon e Alphabet (proprietaria di YouTube). Il rapporto price/earnings del gigante dello streaming è inoltre più elevato rispetto a quello degli indici S&P 500 e Nasdaq. Se confrontato con la media storica degli ultimi cinque anni, pari a 34, il P/E di Netflix risulta però inferiore.
Diverso è il quadro che emerge dall’analisi che troviamo sulla piattaforma Forecaster.biz basata sul fair value, che valuta il titolo prendendo in considerazione quattro parametri: il discounted cash flow, l’indice Peter Lynch, il modello Economic Value Added e il rapporto EV/Sales. Secondo questa metodologia, il fair value di Netflix è pari a 101,42 dollari, ben al di sopra del prezzo attuale al Nasdaq, intorno ai 90 dollari.
Christopher Brown, consulente finanziario nel private wealth management di Synovus Securities, ha dichiarato di possedere personalmente azioni Netflix e che il titolo è presente anche nei portafogli di Synovus. Ai prezzi attuali, Brown vede un possibile rimbalzo verso un range compreso tra 102,50 e 109,70 dollari entro la fine del primo trimestre, ma solo "a condizione che l’azienda riesca a rispettare o superare la guidance" quando pubblicherà i risultati il 20 gennaio.