Meta Platforms diventerà il maggiore acquirente di energia nucleare tra le Big Tech che investono nei data center e nell’intelligenza artificiale. Le infrastrutture legate all’AI sono estremamente energivore e il nucleare è tornato alla ribalta dopo anni di oblio. Il gruppo di Menlo Park ha annunciato oggi una serie di accordi che coinvolgono le società specializzate nel settore dell’energia atomica Vistra, Oklo e TerraPower.
Le partnership arrivano dopo un’intesa siglata a luglio da Meta con un sito nucleare di Constellation Energy. La reazione in Borsa di Vistra e Oklo è stata scoppiettante, con guadagni rispettivamente dell’11% e del 19% nelle contrattazioni pre-market di Wall Street.
Meta Platforms: i dettagli degli accordi sul nucleare
Secondo quanto dichiarato in un comunicato, Meta acquisterà elettricità dai reattori Davis-Besse e Perry di Vistra, in Ohio, per oltre 2,1 gigawatt di capacità operativa. Inoltre, grazie a miglioramenti pianificati per aumentare la produzione dei due impianti e della centrale Beaver Valley, in Pennsylvania, Meta otterrà ulteriori 433 megawatt di capacità. Dopo l’accordo con Meta, Vistra continuerà a fornire la più grande rete elettrica statunitense, gestita da PJM Interconnection, che copre un bacino di utenza di circa 67 milioni di persone.
Per quanto riguarda Oklo, Meta prevede di ottenere fino a 1,2 gigawatt di capacità da reattori che l’azienda energetica costruirà in Ohio, il primo dei quali dovrebbe entrare in funzione già alla fine di questo decennio. Meta effettuerà un pagamento anticipato, che consentirà a Oklo di approvvigionarsi del combustibile.
Il colosso guidato da Mark Zuckerberg sosterrà anche lo sviluppo di due reattori di TerraPower, in grado di generare fino a 690 megawatt di capacità, con il completamento dei lavori previsto per il 2032. Inoltre, Meta si è assicurata i diritti sull’energia proveniente da altri sei progetti futuri legati a reattori nucleari, per una potenza complessiva di 2,1 gigawatt.
Nel complesso, questi accordi potrebbero superare cumulativamente i 6 gigawatt, una capacità sufficiente ad alimentare circa 5 milioni di abitazioni. Urvi Parekh, responsabile globale dell’energia di Meta, ha dichiarato che tali iniziative mirano ad affrontare il problema della chiusura di centrali nucleari esistenti e riflettono la necessità di investimenti anticipati per stimolare lo sviluppo di nuova capacità nucleare.
"Non esiste un approccio unico che permetta di arrivare dove gli Stati Uniti devono arrivare affinché il nucleare diventi una componente significativa del mix energetico", ha affermato. "Se non saremo in grado di generare più elettricità, questo potrebbe frenare la capacità dell’AI di crescere più rapidamente. Il quadro generale riguarda la necessità di garantire un maggior numero di soluzioni man mano che l’intelligenza artificiale continua a espandersi, evitando vincoli sulle opzioni e sulle tecnologie che possono essere integrate nella rete".
La corsa al nucleare si fa serrata
Con il boom dell’intelligenza artificiale, che richiede quantità enormi di energia, il nucleare è tornato in primo piano e si prepara a diventare una delle principali fonti per alimentare le infrastrutture AI nei prossimi anni. Il consumo di elettricità negli Stati Uniti è destinato ad aumentare di almeno il 30% entro il 2030, secondo un rapporto della società di consulenza energetica Grid Strategies, con la maggior parte della nuova domanda proveniente dai data center.
La questione energetica rischia però di trasformarsi in un collo di bottiglia per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, poiché le fonti rinnovabili non sono in grado di tenere il passo. Il nucleare si presenta quindi come l’alternativa più valida ai combustibili fossili e gli hyperscaler si stanno affrettando a siglare contratti con le società specializzate nel settore.
Costruire un reattore nucleare tradizionale, tuttavia, richiede tempi lunghi e l’AI non aspetta. Per questo motivo sta prendendo piede il mercato degli SMR (Small Modular Reactor), ossia piccoli reattori collocati in prossimità dei siti aziendali, costruibili in tempi più brevi. Amazon, Alphabet e Microsoft hanno già firmato accordi per attingere energia da reattori nucleari, ma ora è Meta a guidare il gruppo.
Lo scorso anno Zuckerberg ha avvertito che il rischio maggiore per la sua azienda non è quello di sovrainvestire nelle infrastrutture per l’AI, bensì di sottoinvestire. Per questo motivo, la sua strategia mira ad “anticipare in modo aggressivo la costruzione della capacità”, in attesa di raggiungere l’obiettivo della cosiddetta “superintelligenza”.