Nel panorama delle grandi società italiane,
ENI rappresenta uno dei principali titoli quotati e un punto di riferimento per gli investitori orientati al rendimento da
dividendi. Grazie alla sua attività tradizionale nel settore dell’energia e alle strategie di remunerazione degli azionisti, il colosso energetico fondato da
Enrico Mattei ha dimostrato negli anni un impegno costante verso la redistribuzione degli utili attraverso dividendi e programmi di buyback. La politica di remunerazione è collegata alla generazione di cassa operativa dell’azienda e punta a mantenere un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e remunerazione degli azionisti.
ENI: la politica di remunerazione e gli obiettivi
La strategia di ENI prevede una distribuzione regolare di dividendi in linea con la capacità di generare cassa e i risultati operativi. Nel 2025 il gruppo ha confermato un dividendo annuo di 1,05 euro per azione, leggermente superiore a quello dell’anno precedente, il cui saldo sarà corrisposto nel 2026. Inoltre, ha approvato un programma di buyback da almeno 1,8 miliardi di euro per rafforzare ulteriormente la remunerazione degli azionisti.
ENI: i dividendi degli ultimi 10 anni
La tabella seguente mostra l’evoluzione dei dividendi di ENI dal 2016 al 2025, evidenziando l’importo distribuito per azione (dividend per share) e il tasso di crescita anno per anno (rispetto all’anno precedente). I valori sono calcolati sommando i pagamenti effettuati nel corso dell’anno (in genere in più tranche). Il pagamento del dividendo fa riferimento al bilancio dell'esercizio precedente. Quindi, ad esempio, il versamento del 2025 è attinente agli utili del 2024.
|
Anno
|
Dividendo (€ per azione)
|
Tasso di crescita
|
|
2025
|
1
|
+6,38%
|
|
2024
|
0,94
|
+6,82%
|
|
2023
|
0,88
|
+2,33%
|
|
2022
|
0,86
|
+138,89%
|
|
2021
|
0,36
|
-56,63%
|
|
2020
|
0,86
|
+3,61%
|
|
2019
|
0,83
|
+3,75%
|
|
2018
|
0,80
|
0%
|
|
2017
|
0,80
|
0%
|
|
2016
|
0,80
|
-21,56%
|
Osservazioni sull’andamento dei dividendi
Analizzando i dati, emergono alcuni aspetti interessanti:
-
Crescita significativa in alcuni periodi: ENI ha mostrato incrementi consistenti della cedola soprattutto con riferimento al 2021, anno in cui la generazione di cassa e i risultati di bilancio sono stati particolarmente solidi post-pandemia.
-
Annate con riduzione del dividendo: Nel 2020, segnato dall’impatto della pandemia e dalle turbolenze nei mercati energetici, il dividendo ha subito una contrazione significativa.
-
Sospensioni o riduzioni particolari nel periodo
Nel periodo considerato non si registrano interruzioni totali della distribuzione dei dividendi come avvenuto per molte società durante la crisi del 2020, anche se quell’anno la cedola fu significativamente più bassa rispetto alla media. Questa continuità di pagamento, insieme alla capacità dell’azienda di aumentare il dividendo in anni successivi, è interpretata dagli investitori come un segnale di resilienza e capacità di generare cassa nei diversi cicli economici.
Questi dati raccontano non solo la volontà di ENI di mantenere una distribuzione stabile di dividendi, ma anche le condizioni di mercato e i cicli dell’industria energetica che influenzano la sua performance.
Rendimento e appeal per gli investitori
Il rendimento da dividendo di ENI è stato tradizionalmente interessante rispetto ad altri titoli del settore. Ad esempio, storicamente il dividend yield di ENI ha superato spesso il 7–8% anche in anni recenti, evidenziando un ritorno importante per chi deteneva le azioni.
Per molti investitori, un rendimento consistente nel tempo è indice di un’azienda che riesce a coniugare risultati operativi solidi con una politica di remunerazione favorevole. Tuttavia, è importante ricordare che un rendimento particolarmente elevato può anche riflettere variazioni nel prezzo del titolo o condizioni di mercato meno favorevoli, e quindi va sempre interpretato nel contesto complessivo della performance aziendale.