Molte delle migliori azioni dell’indice S&P 500 nel 2025 hanno riguardato le infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Numerose società, grandi e piccole, hanno capitalizzato lo status di beneficiarie dei giganteschi piani di spesa delle Big Tech - Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta Platforms - per data center, infrastrutture di rete e modelli di AI.
Tuttavia, il trend dell’intelligenza artificiale è in continua evoluzione e non è affatto scontato che i vincitori del 2025 continuino a sovraperformare nel 2026. In sostanza, con le Big Tech che continuano a innovare, è probabile che emergano nuove opportunità, coinvolgendo aziende e settori diversi.
“L’evoluzione della tecnologia è tale che le cose cambiano nel tempo”, ha dichiarato Eric Clark, gestore di portafoglio del Rational Dynamic Brands Fund, che detiene partecipazioni rilevanti in Amazon e Microsoft. “C’è certamente un rischio di raffreddamento”, ha precisato, riferendosi a quelle azioni che sono salite molto lo scorso anno e che quest’anno potrebbero subire una correzione.
Intelligenza artificiale: dove investire nel 2026?
La domanda cruciale che gli investitori si pongono quest’anno è dove individuare le nuove opportunità generate dall’intelligenza artificiale in un contesto in rapido cambiamento. Uno degli ostacoli principali è il timore che l’AI possa trovarsi in una fase di bolla speculativa.
Secondo molti esperti di mercato, è però improbabile che il tema svanisca nel breve termine, anche in presenza di intoppi temporanei, come i rallentamenti nella costruzione dei data center. Affinché il settore continui a crescere, è necessario che le infrastrutture vengano effettivamente realizzate, e molte di queste sono ancora in una fase embrionale.
In ogni caso, “il motivo per cui ci piacciono le infrastrutture per l’AI, o gli impatti di secondo e terzo ordine, è che riteniamo ci sia una forte spinta secolare di fondo e non vediamo necessariamente l’intelligenza artificiale come una bolla, dato che gli hyperscaler stanno investendo enormi capitali e hanno piani molto ambiziosi”, ha affermato Brian Kessens, senior portfolio manager di Tortoise Capital.
Una strategia ritenuta interessante è quella di puntare su società che beneficiano indirettamente della frenesia legata all’AI, come i fornitori di energia elettrica. I data center per l’intelligenza artificiale sono infatti estremamente energivori, e gli hyperscaler si stanno affannando per assicurarsi l’elettricità necessaria ad alimentarli, creando potenziali squilibri tra domanda e offerta. “La nostra impostazione è, in generale, quella di detenere aziende che non hanno la massima esposizione al rialzo dell’AI, ma che comunque vi partecipano”, ha spiegato Brad Conger, Chief investment officer di Hirtle Callaghan, che possiede azioni di Vistra, Constellation Energy, Amphenol ed Eaton.
I rischi, tuttavia, rimangono. La costruzione dei data center potrebbe rallentare in caso di difficoltà nell’accesso non solo alle risorse energetiche, ma anche all’acqua, ai chip di memoria, alla manodopera e al capitale, con il risultato di aumentare la volatilità di alcuni titoli del settore. Secondo Matt Stucky, Chief portfolio manager azionario di Northwestern Mutual Wealth Management, tuttavia, “i fondamentali restano solidi” ed “esistono forti incentivi a risolvere i problemi legati ai prodotti e alla catena di fornitura”.