Il dato sull'inflazione americana non sostiene i listini azionari, nonostante il costo della vita rilevato a dicembre sia rimasto stabile al 2,7%, con i principali Borse del Vecchio Continente che hanno terminato le contrattazioni in ordine sparso. Sul sentiment odierno hanno pesato sia le turbolenze tra Powell e Trump, che i timori di nuovi dazi al 25% che lo stesso Trump ha annunciato per tutti i partner commerciali dell'Iran.
Con un Dax che ha rinnovato i suoi massimi di sempre e una Wall Street in leggero ribasso, il FTSE Mib ha chiuso la seconda seduta della settimana in calo dello 0,45% a 45.525,10 punti. Il movimento odierno non cambia la view sull'indice italiano che, con la tenuta dei 45.400-45.500 punti, dovrebbe riprendere il trend ascendente verso i top degli ultimi 25 anni sui 46 mila punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero con il ritorno dei corsi sotto i minimi delle ultime due settimane poste sui 44mila punti.
Tra i titoli che si stanno mettendo in luce in queste ore andiamo a Wall Street con L3Harris, grazie in particolar modo a una partnership dell'azienda con il Pentagono. Andiamo a leggere i dettagli.
L3Harris: partnership da 1 mld $ con il Pentagono
Nelle scorse ore il colosso aerospaziale L3Harris Technologies, ha comunicato lo spin-off della sua attività di motori a razzo, Missile Solution, nata dopo l'acquisizione di Aerojet Rocketdyne.
La nuova entità sarà sostenuta da un investimento governativo di 1 miliardo di dollari in titoli convertibili, che verranno automaticamente convertiti in azioni ordinarie quando la società sarà quotata in borsa. La mossa che è coerente con l'intenzione del Governo statunitense di voler investire nelle principali aziende della Difesa a stelle e strisce, garantirà una fornitura costante dei motori a razzo utilizzati sia nei missili Tomahawk che negli intercettori Patriot.
Lo stesso Pentagono ha dichiarato in un comunicato che la partnership con L3Harris la posizionerà in prima fila per negoziare accordi quadro di approvvigionamento pluriennali per motori a razzo a combustibile solido, vitali per diverse munizioni critiche, in attesa dell’autorizzazione e degli stanziamenti da parte del Congresso.
Con L3Harris che manterrà la maggioranza della proprietà e il controllo della nuova entità, la struttura particolare della transazione, che combina un titolo privilegiato convertibile del governo con un'offerta pubblica, potrebbe però essere oggetto di esame da parte delle autorità di regolamentazione.
Infatti il Pentagono partecipando come azionista di minoranza in gare d'appalto per importanti contratti governativi, potrebbe creare un pericoloso conflitto di interesse.
Azioni L3Harris: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno comportando le azioni L3Harris sulla Borsa americana. Con volumi in accelerazione rispetto alle giornate precedenti, è una prima parte di seduta all'insegna degli acquisti per il titolo L3Harris che, con un guadagno del 2,5%, si porta nei pressi dei 350 dollari.
Con un trend di fondo che prosegue a rafforzarsi, le attese sono per una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 360 dollari e a seguire verso i 375 dollari. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, le azioni dovrebbero aprirsi le porte per ulteriori allunghi fin verso la soglia dei 400 dollari.
In questo contesto eventuali correzioni verso i 310 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei sostegni appena menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve termine, con in primo obiettivo ribassista i 300 dollari e successivamente i 290 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere persi, si assisterebbe a una continuazione delle venite in direzione dei 27-275 dollari, minimi degli ultimi 4 mesi, e a seguire i 265 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
Dal punto di vista operativo fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare un indebolimento del quadro grafico di medio periodo con possibili nuove discese fin verso l'area dei 250 dollari.
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