Le azioni dei chip legati all'intelligenza artificiale sono affondate in questo inizio settimana sulle Borse asiatiche, alimentando i timori che il ciclo dell'AI stia mostrando segnali di stanchezza e possa essere vicino a un'inversione di tendenza.
In Corea del Sud, Samsung Electronics e SK Hynix, leader assoluti nel settore dei chip di memoria, hanno terminato le contrattazioni con perdite rispettivamente del 10,18% e al 7,68%. L'indice sudcoreano KOSPI, fortemente esposto ai semiconduttori, è scivolato dell'8,29%, portando al 16,22% le perdite rispetto al massimo storico raggiunto la scorsa settimana.
Spostandosi a Taiwan, si registrano vendite sostenute anche su TSMC, il più grande produttore mondiale di semiconduttori conto terzi, che ha segnato un calo delle azioni intorno al 3%. L'ecatombe ha investito anche Tokyo, dove aziende del settore come Tokyo Electron e Advantest hanno chiuso la seduta con ribassi rispettivamente del 7,52% e del 6,03%.
SoftBank, azionista di maggioranza del progettista britannico di chip Arm Holdings, è crollata del 6,61%. La pioggia di vendite in Asia arriva dopo la chiusura shock del 4,18% del Nasdaq di venerdì scorso.
Azioni chip AI: presa di profitto o fine ciclo?
A innescare il drastico peggioramento del sentiment degli investitori hanno contribuito due fattori principali. Il primo, e forse il più importante, è stata la trimestrale di Broadcom. I conti del progettista statunitense di chip personalizzati sono stati molto solidi e superiori alle aspettative degli analisti, ma la guidance della società si è rivelata inferiore alle attese.
Broadcom: trimestrale super non basta, la guidance affonda le azioni
Nel grande ciclo dei chip per l'intelligenza artificiale, il mercato continua a fare affidamento sulla crescita della domanda proveniente dai data center e dalle infrastrutture AI. Qualsiasi segnale di rallentamento può provocare, come si è visto, reazioni molto brusche da parte degli investitori.
L'altro fattore che ha inciso sul sell-off odierno è stato il sorprendente dato sull'occupazione americana pubblicato venerdì scorso. Gli Stati Uniti stanno mostrando una notevole forza del mercato del lavoro, con un numero di nuove assunzioni superiore alle attese e un tasso di disoccupazione ancora relativamente basso. In teoria si tratterebbe di una buona notizia, se non fosse che gli investitori temono che la Federal Reserve possa avere meno esitazioni nell'aumentare i tassi di interesse, soprattutto dopo che le nuove ostilità in Iran hanno fatto risalire i prezzi del petrolio.
A questo punto viene da chiedersi se la svendita degli ultimi giorni sia legata soprattutto a prese di profitto dopo un rally straordinario oppure a una perdita di fiducia nella prosecuzione della narrativa sull'intelligenza artificiale.
Marc Velan, responsabile degli investimenti di Lucerne Asset Management a Singapore, propende per la prima ipotesi. "Il movimento sembra più una liquidazione di posizioni e di strategie basate sul momentum che una rivalutazione della storia di lungo periodo dell'AI", ha dichiarato. "I titoli tecnologici coreani sono stati tra i migliori performer a livello globale e risultavano molto detenuti dagli investitori; quindi, quando le aspettative sui tassi sono cambiate dopo il rapporto sul lavoro, sono diventati una naturale fonte di liquidità".
Non è dello stesso avviso Bob Savage, responsabile della strategia macro dei mercati presso BNY, secondo cui "la narrativa che l'AI traina tutto si è incrinata la scorsa settimana". Tuttavia, si chiede se "questa sia una pausa salutare dopo nove settimane di rally azionario o l'inizio di un massimo di mercato", ponendo l'attenzione sulle grandi IPO di SpaceX e Anthropic in arrivo. "Bisogna capire se ciò serva a fare spazio alla nuova capitalizzazione di mercato o a ripensare le valutazioni", ha aggiunto.
Chetan Seth, strategist azionario Asia-Pacifico di Nomura, parla invece di una "vendita forzata da parte di investitori e clienti". L'esperto non ha la sensazione che le vendite derivino da una visione negativa sulla Corea del Sud e ritiene quindi che, per il momento, si tratti soprattutto di un fenomeno tecnico e meccanico.