Chery sarà un misto tra Toyota e Tesla. A sostenerlo è il presidente dell’azienda, Yin Tongyue, che in un’intervista a Reuters ha dichiarato che il più grande esportatore di auto cinese punta a espandersi in Europa ispirandosi a due colossi dell’automotive molto diversi tra loro: uno, Toyota, leader mondiale nella vendita di veicoli tradizionali e sinonimo di qualità; l’altro, Tesla, pioniere delle auto elettriche e simbolo di innovazione.
"La nostra strategia la chiamiamo doppia T, Toyota più Tesla", ha detto Yin. L’obiettivo è duplice: da un lato conquistare e mantenere i clienti nel lungo periodo; dall’altro attrarre un pubblico più giovane facendo leva sulle proprie tecnologie avanzate.
Nell’ambito della sua operatività, Chery intende aumentare la capacità produttiva in Spagna, dove utilizza il marchio Ebro attraverso una joint venture locale, ma sta anche cercando nuove opportunità con case automobilistiche europee per condividere impianti produttivi.
L’andamento delle vendite in Spagna è finora positivo, ma Yin ha spiegato che "spedire grandi volumi di auto da un solo Paese ad altri non è sostenibile". Proprio per questo motivo, Chery sta intensificando gli sforzi per siglare partnership con operatori locali, al fine di "condividere profitti e modelli", ha sottolineato il presidente.
Chery: come stanno andando le vendite
Nel 2025, il produttore cinese ha venduto complessivamente 2,8 milioni di auto. Insieme a BYD e Geely, è tra i principali protagonisti di una vera e propria rivoluzione nel settore delle auto elettriche, combinando alta tecnologia e prezzi accessibili. Una formula, questa, che i competitor internazionali faticano a eguagliare. Negli ultimi anni, Chery ha registrato una forte crescita delle vendite: dal 2020 al 2025, l’azienda con sede a Wuhu ha quasi quadruplicato le immatricolazioni, pur restando dietro a BYD, oggi il maggiore costruttore automobilistico cinese, con 4,6 milioni di veicoli venduti nel 2025.
La strategia commerciale di Chery è fortemente orientata ai SUV: questa categoria ha rappresentato 2,3 milioni dei 2,8 milioni di veicoli venduti lo scorso anno. Yin spiega questa scelta con il fatto che i consumatori cinesi, a differenza di quelli europei, sono maggiormente attratti da vetture di grandi dimensioni.
Il principale problema in Cina resta però la guerra dei prezzi tra oltre 100 marchi automobilistici. In questo contesto, Yin ritiene che avverrà presto una selezione naturale, con pochi competitor che "sopravviveranno e saranno in salute".
Investitori e consumatori, nel frattempo, sono concentrati sul grande appuntamento di questa settimana, il salone annuale dell’auto in Cina, il più importante evento del settore a livello mondiale, durante il quale le case automobilistiche presentano al pubblico tutte le novità sui loro modelli.