CME Group ha annunciato il lancio dei Single Stock Futures a partire dal 27 luglio 2026, subordinatamente al completamento delle approvazioni regolamentari.
L’iniziativa amplia in modo significativo l’offerta del mercato dei derivati azionari, introducendo contratti su oltre 50 azioni statunitensi e rafforzando la capacità degli operatori di gestire in modo più preciso l’esposizione sui singoli titoli rispetto ai tradizionali futures su indici.
Il debutto avviene in un contesto di forte espansione della domanda globale di derivati equity, con volumi e open interest su livelli record nel 2026, a conferma del crescente utilizzo di strumenti derivati per strategie di copertura e trading direzionale. Vediamo cosa sapere.
Single Stock Futures CME: sottostanti, struttura dell’offerta e contratti

L’offerta iniziale sarà composta da 55 contratti standard e 22 micro contratti, una struttura duale pensata per soddisfare esigenze operative differenti. I contratti standard avranno una dimensione pari a 100 azioni per singolo contratto, mentre i micro saranno pari a 10 azioni, consentendo una gestione più flessibile del capitale e dell’esposizione.
I Single Stock Futures copriranno un ampio paniere di titoli statunitensi appartenenti ai principali indici globali, tra cui S&P 500, Nasdaq 100 e Russell 1000. Il basket include aziende ad alta capitalizzazione e liquidità come AAPL, MSFT, AMZN, GOOGL, META, NVDA, TSLA, insieme ad altri nomi come AMD, AVGO, JPM, BAC, NFLX, PLTR, XOM, WMT e molti altri.
Tra i titoli figura anche SpaceX, recentemente approdata sul Nasdaq, che attira particolare attenzione per la forte volatilità e il ruolo strategico nel comparto aerospazio e tech avanzato (Azioni SpaceX prese di mira dagli short seller, ma quanto rischiano?).
La versione micro coprirà un sottoinsieme più concentrato di titoli altamente liquidi, tra cui Apple, Amazon, Microsoft, Nvidia, Meta, Tesla, insieme a banche come JPMorgan e Bank of America e ad altri nomi tecnologici e industriali selezionati. Puoi trovare ulteriori informazioni qui, sul sito del CME Group.
Single Stock Futures CME: specifiche contrattuali e funzionamento
Dal punto di vista tecnico, i contratti standard prevedono una variazione minima di prezzo pari a 0,01 punti indice, equivalente a 1 dollaro per contratto, mentre per i micro contratti la stessa variazione corrisponde a 0,10 dollari.
È prevista inoltre l’operatività BTIC (Basis Trade at Index Close), con le medesime logiche di tick per la versione standard. I contratti saranno listati su base trimestrale, con scadenze nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre, e saranno disponibili per due scadenze consecutive. Anche la componente BTIC sarà accessibile su tutti i contratti listati.
Il regolamento avverrà esclusivamente in modalità cash-settled, quindi senza consegna fisica del sottostante. La negoziazione terminerà alle 22:00 ora italiana del terzo venerdì del mese di scadenza.
Single Stock Futures CME: nuovo standard per la gestione del rischio azionario
Secondo CME Group, l’introduzione dei Single Stock Futures risponde alla crescente esigenza degli investitori di gestire il rischio azionario con maggiore precisione e con maggiore efficienza di capitale. Il nuovo strumento consente infatti di passare con maggiore facilità da strategie di copertura su indici a esposizioni mirate su singole azioni, mantenendo la centralizzazione tipica dei mercati regolamentati.
Il Global Head of Equities, FX and Alternative Products Tim McCourt ha sottolineato come il nuovo prodotto semplifichi l’accesso ai titoli più liquidi e renda più efficiente la gestione del rischio di prezzo, soprattutto in fasi di elevata volatilità o in occasione di eventi societari rilevanti.
CME Group: derivati azionari in forte crescita
Il lancio si inserisce in un contesto di forte espansione del mercato dei derivati azionari. Nel 2026 la media giornaliera dei futures e delle opzioni ha raggiunto 8,6 milioni di contratti, con un open interest medio pari a 11,7 milioni.
I futures hanno registrato un volume medio giornaliero di 7,2 milioni di contratti, in crescita del 12% su base annua, mentre l’open interest ha toccato un record di 5,4 milioni di contratti.