Bank of America ha tracciato la rotta per il terzo trimestre seguendo la stagionalità, il ciclo presidenziale e le dinamiche valutarie. Paul Ciana, strategist della banca, ha identificato negli investimenti Q3 un terreno fertile per chi è disposto a replicare il posizionamento vincente del 2018: long sull'azionario statunitense e sul dollaro, short sui Treasury e sulle commodity.
Il Nasdaq 100 ha chiuso in territorio positivo in ogni terzo trimestre dal 2018 in poi e luglio si conferma il mese di maggiore fulgore per l'indice tech, con un avanzamento registrato circa nel 68% dei casi e un guadagno medio dell'1,72%. La banca avverte che settembre ha storicamente frenato i rialzi, introducendo una variabile di rischio che gli investitori devono tenere in considerazione.
I numeri: valute emergenti, rendimenti e rame
Le opportunità segnalate da BofA non si esauriscono nell'azionario americano. Sul fronte valutario, evidenzia Ciana, il dollaro ha storicamente sovraperformato nei confronti del real brasiliano e del rand sudafricano nel corso del Q3: USD/BRL e USD/ZAR hanno registrato rialzi circa nel 67% dei periodi esaminati, con guadagni medi rispettivamente del 4,73% e del 2,74%.
Sul versante obbligazionario, i rendimenti dei titoli governativi al di fuori degli Stati Uniti hanno mostrato una propensione al calo durante luglio e agosto. I Bund tedeschi hanno arretrato circa nel 64% dei terzi trimestri osservati, mentre i decennali australiani hanno segnato ribassi nel 65% dei casi. La traiettoria globale dei rendimenti tende ad ammorbidirsi attraverso gran parte del trimestre, per poi rimbalzare a settembre, una dinamica che BofA considera strutturale, non contingente.
Sul mercato delle materie prime, il rame NYMEX emerge come opportunità tattica a luglio: prezzi in rialzo nel 65% dei mesi osservati, con un apprezzamento medio dell'1,84%.
Il ciclo presidenziale come variabile eterodossa
L'elemento più enigmatico nell'analisi di BofA riguarda il secondo anno del ciclo presidenziale americano. Storicamente, questa fase è associata a una performance azionaria più debole, un pattern che la banca non ignora, ma che mette in tensione con la forza stagionale del Nasdaq 100.
La sintesi di Ciana è che il contesto potrebbe diventare più difensivo proprio per via di questo ciclo, eppure la stagionalità tecnica sembra prevalere, almeno fino ad agosto. Il posizionamento suggerito - long azioni australiane, short commodity, dollaro in rafforzamento selettivo contro valute emergenti - risponde a una logica che privilegia l'empiria dei dati storici.
Reazione degli investitori e contesto competitivo
Il posizionamento stagionale descritto da BofA arriva in un momento in cui gli investitori stanno già rimodulando le esposizioni in vista degli investimenti del Q3. La preferenza per gli asset australiani - sia azionario che obbligazionario - segnala un interesse per mercati sviluppati extra-USA capaci di beneficiare del calo dei rendimenti locali senza esporre il portafoglio al rischio emergente.
L'indicazione sul rame, per quanto tattica, si inserisce in un quadro in cui le commodity hanno attraversato una fase di pressione ribassista: un recupero stagionale a luglio potrebbe offrire finestre operative per chi opera su questa asset class.
Sul fronte azionario americano, la concentrazione sul Nasdaq 100 piuttosto che sull'S&P 500 allargato riflette la specificità della stagionalità tech nel Q3. Settembre resta l'incognita: chi entra ora deve già sapere quando uscire.