Il mercato petrolifero continua a muoversi in un contesto di forte volatilità, mentre prosegue il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Washington ha trasmesso a Teheran un piano in 15 punti per porre fine alle ostilità, che includerebbe la chiusura dei siti nucleari iraniani e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che la proposta di Trump è al vaglio, precisando tuttavia che non sono in corso colloqui diretti con gli USA e che, al momento, la linea di Teheran resta quella della resistenza.
In questo scenario, gli analisti evidenziano come la struttura dei prezzi del greggio sia entrata in una fase di backwardation, un segnale chiave per interpretare le aspettative degli operatori. Vediamo cosa sapere.
Cos’è la backwardation e perché conta
La backwardation si verifica quando i contratti futures con scadenze ravvicinate quotano a un prezzo superiore rispetto a quelli con scadenze più lontane. In altre parole, il mercato attribuisce un premio al petrolio disponibile nel breve termine rispetto a quello futuro.
Questo fenomeno indica generalmente una tensione immediata sull’offerta, accompagnata però dall’aspettativa che tali pressioni siano temporanee e destinate a rientrare nel tempo. La backwardation può essere interpretata in due modi: da un lato, come segnale di una crisi temporanea; dall’altro, come indicazione di possibili rallentamenti della domanda, in un contesto di prezzi elevati e condizioni finanziarie più restrittive.
Petrolio: prezzi elevati ma aspettative di normalizzazione
Nonostante il recente calo legato alle notizie di possibili negoziati tra Washington e Teheran, le quotazioni restano su livelli elevati. Tuttavia, osservando la curva dei futures emerge un quadro diverso: i prezzi calano progressivamente sulle scadenze più lunghe.
Questo suggerisce che il mercato stia prezzando un ritorno alla normalità, ipotizzando una risoluzione del conflitto o comunque una riduzione delle tensioni nel medio termine. Secondo diversi analisti, la backwardation riflette un atteggiamento cauto da parte degli investitori, che riconoscono il rischio immediato ma non si aspettano uno shock duraturo sull’offerta globale.
Materie prime, petrolio WTI: cosa dice il Forecaster

Le quotazioni del petrolio WTI si mantengono su prezzi elevati nonostante il recente storno. Nelle ultime ore i prezzi hanno ripreso la via del rialzo con i dubbi sui negoziati tra USA e Iran, mantenendosi all’interno della struttura laterale in atto da inizio mese, che vede come supporto area 84 dollari e come resistenza area 100 dollari al barile.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase rialzista fino a metà aprile, seguita da un possibile movimento correttivo che potrebbe estendersi fino all’inizio della terza decade di aprile.


L’attuale quadro di breve quindi permetterebbe l’implementazione di strategie contrarian dai livelli che delimitano l’attuale trading range. Nel breve periodo, la struttura rimarrà orientata al rialzo finché verrà difeso il supporto a 76 dollari.
DISCLAIMER
Investire.biz non offre servizi finanziari, regolamentati o di investimento. Le informazioni presenti sul sito non devono essere considerate consigli di investimento personalizzati e sono disseminate sul sito e accessibili al pubblico in generale. Tutti i link e i banner sui siti web della società puntano verso società finanziarie, fornitori di servizi di investimento o banche regolamentate in Europa. Si prega di leggere Dichiarazione di non responsabilità, Informativa sui rischi, Informativa sul trattamento dei dati personali e Termini e condizioni prima di utilizzare questo sito Web. Qui è invece possibile trovare le informazioni sul produttore dell'analisi.