JP Morgan ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sul prezzo medio dell’oro per il 2026, citando una domanda più debole nel breve termine e un rallentamento dell’interesse degli investitori. La banca d’affari ha ridotto la stima media da 5.708 a 5.243 dollari l’oncia, segnalando una fase di raffreddamento rispetto alle attese precedenti.
Nonostante la revisione, l’outlook di medio periodo resta costruttivo. Secondo la banca, il metallo giallo potrebbe comunque salire fino a circa 6.000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno, sostenuto da un progressivo miglioramento del sentiment e dalla normalizzazione delle condizioni macro. Vediamo tutti i dettagli.
Oro: domanda debole nel breve e minore interesse degli investitori
Alla base della revisione ci sono soprattutto segnali di indebolimento della domanda nel breve periodo. JP Morgan evidenzia infatti un forte rallentamento dell’interesse verso oro e argento negli ultimi mesi, in un contesto dominato da volatilità dei tassi e cambiamenti nelle aspettative macro.
Anche i dati sui flussi confermano il raffreddamento: la banca stima che la domanda trimestrale complessiva di oro da parte di investitori e banche centrali possa scendere a circa 620 tonnellate nel 2026, rispetto alle circa 750 tonnellate registrate lo scorso anno. Il quadro riflette una fase di minor esposizione all’asset da parte dei principali attori istituzionali.
Oro: geopolitica e tassi restano i driver chiave del prezzo
Il quadro macro resta però tutt’altro che stabile. L’oro ha perso circa il 14% dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con il mercato sempre più sensibile all’equilibrio tra rischio geopolitico e dinamica dei tassi d’interesse.
Secondo JP Morgan, una possibile distensione tra Washington e Teheran e un indebolimento del dollaro potrebbero innescare un rimbalzo significativo del metallo prezioso, con spazio per superare una resistenza tecnica compresa tra 4.900 e 5.100 dollari l’oncia. In questo scenario, il driver principale tornerebbe a essere il repricing delle aspettative sui tassi.
Oro: ritorno graduale degli investitori e nuovi target sui metalli
Nel medio periodo, la banca si attende un ritorno graduale degli investitori sull’oro, sostenuto da fondamentali ancora solidi. Il posizionamento attuale viene quindi interpretato come una fase di consolidamento più che di inversione strutturale del trend.
Sul fronte degli altri metalli preziosi, JP Morgan ha alzato le stime sull’argento, ora visto in media a 90 dollari l’oncia nel quarto trimestre, e rivisto anche le previsioni su palladio e platino. In particolare, il platino è atteso in media a 2.400 dollari l’oncia entro il quarto trimestre, con mercati ancora in deficit nel 2026 e 2027.
Materie prime, oro: le indicazioni del Forecaster

Le quotazioni dell’oro tentano un rimbalzo dal supporto orizzontale a 4.508 dollari l’oncia, dopo una settimana di vendite. Da inizio anno i prezzi rimangono all’interno di una struttura ribassista che ha portato il valore del metallo prezioso dai massimi a 5.600 dollari, agli attuali 4.540 dollari. La difesa dell’area di sostegno compresa tra 4.508 e 4.403 dollari sarà fondamentale per eventuali nuovi allunghi.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano un possibile rimbalzo in settimana, seguito da una nuova fase di debolezza che potrebbe durare fino a inizio giugno.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) un possibile rialzo fino ad area 4.827-4.789 dollari l’oncia, prima di un eventuale storno (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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