Mais e grano ai massimi pluriennali: cosa sta spingendo i prezzi | Investire.biz

Mais e grano ai massimi pluriennali: cosa sta spingendo i prezzi

01 set 2026 - 07:00

01 set 2026 - 08:50

Mais e grano ai massimi da oltre tre anni. Il raccolto USA incerto spinge il mais, la guerra in Ucraina blocca il grano

Mais e grano hanno chiuso la settimana sui livelli più elevati da oltre tre anni, sostenuti da fattori diversi ma convergenti: offerta più incerta, condizioni meteorologiche sfavorevoli e tensioni geopolitiche. Il rally ha riportato l'attenzione degli investitori sui mercati agricoli, dopo mesi caratterizzati da una relativa abbondanza di scorte.

I due cereali, tuttavia, non stanno seguendo esattamente la stessa dinamica. Per il mais il principale catalizzatore è il peggioramento delle prospettive sul raccolto statunitense, mentre per il grano il fattore decisivo è la crescente difficoltà delle esportazioni dal Mar Nero.

 

Mais, l'offerta USA torna sotto pressione

Corn Futures, fonte: Forecaster

 

Stagionalità Corn Futures, fonte: Forecaster

 

I futures sul mais hanno raggiunto il livello più alto dal luglio 2023. Il contratto ha guadagnato il 5,5% nell'ultima settimana ed è salito del 21,8% dall'inizio dell'anno.

Alla base del movimento c'è soprattutto la revisione delle aspettative sul raccolto americano. Nel rapporto WASDE di agosto, il Dipartimento dell'Agricoltura USA ha ridotto la stima della resa a 180,7 bushel per acro, 2,3 bushel in meno rispetto alla previsione precedente.

Sebbene il raccolto atteso rimanga il secondo più abbondante della storia, il mercato si sta concentrando sulla differenza tra l'offerta che si prevedeva all'inizio dell'estate e quella che potrebbe effettivamente arrivare sul mercato.

Anche le osservazioni sul campo hanno contribuito a rafforzare i dubbi. Il caldo intenso di luglio, seguito da piogge eccessive in alcune aree della Corn Belt, ha penalizzato parte delle coltivazioni, mentre in agosto sono emersi ulteriori problemi legati alle precipitazioni e alla diffusione di malattie fungine.

Il tema è importante perché il mercato contava proprio sull'offerta americana per riequilibrare una situazione globale già meno confortevole.

 

Mais: la domanda resta sostenuta

Sul mais, inoltre, la questione non riguarda soltanto l'offerta. Il USDA ha aumentato la previsione delle esportazioni USA, portandola a 3,3 miliardi di bushel, 75 milioni in più rispetto alla stima precedente. L'aumento riflette una domanda internazionale più forte e, soprattutto, la minore disponibilità di mais proveniente dall'Ucraina.

La combinazione fra raccolto americano meno rassicurante e domanda estera sostenuta ha quindi spinto il mercato verso una fase di maggiore competizione per la materia prima, con gli operatori pronti a pagare prezzi più elevati per assicurarsi le forniture.

Anche l'Europa rappresenta un elemento di pressione. Il caldo e la siccità estivi hanno penalizzato la produzione di mais in alcune aree del continente, mentre una domanda più forte dall'estero rende più difficile compensare eventuali deficit regionali con le importazioni.

 

Il grano ha una storia diversa

Wheat Futures, fonte: Forecaster

 

Stagionalità Wheat Futures, fonte: Forecaster

 

Per il grano, il principale catalizzatore è invece la situazione geopolitica nel Mar Nero. I futures sul grano hanno guadagnato il 12,1% nell'ultima settimana, la migliore performance settimanale dal marzo 2022, arrivando a toccare 790,25 centesimi per bushel, ai massimi dal febbraio 2023.

Il mercato teme che l'intensificazione degli attacchi tra Russia e Ucraina possa ridurre le esportazioni dalla regione proprio durante la stagione di maggiore attività commerciale. Russia e Ucraina sono infatti tra i principali esportatori mondiali di grano.

Il Mar Nero rappresenta il cuore della logistica cerealicola della Russia e le interruzioni nei porti, nelle infrastrutture e nei collegamenti marittimi possono tradursi rapidamente in un aumento dei premi di rischio.

Le difficoltà sono già visibili sul piano logistico. Reuters ha riferito che gli esportatori russi stanno spostando parte delle spedizioni verso i porti del Baltico a causa delle interruzioni provocate dagli attacchi ucraini nel Mar Nero e nel Mar d'Azov. Il Mar Nero rappresentava circa il 90% delle esportazioni russe via mare, evidenziando la dimensione del problema.

 

Non conta solo l’offerta: il problema della sicurezza delle spedizioni

Per gli operatori non conta soltanto quanto grano sia disponibile, ma anche quanto sia effettivamente possibile esportarne. Gli attacchi alle infrastrutture portuali e alle navi hanno aumentato i rischi per gli armatori e reso più complicata la copertura assicurativa.

Anche nel caso dell'Ucraina, la capacità dei porti del Danubio rimane limitata e le code di navi hanno raggiunto livelli elevati. Reuters ha segnalato fino a 70 imbarcazioni in attesa nei pressi del canale di Sulina il 25 agosto, con capacità di transito decisamente inferiori ai livelli storici.

Questo significa che anche un raccolto adeguato può non tradursi automaticamente in un'offerta effettivamente disponibile per i compratori internazionali.

 

Il clima aggiunge un secondo shock

A complicare ulteriormente il quadro c'è il fattore meteorologico. Nel caso del grano, le ondate di caldo hanno ridotto la produzione europea e penalizzato anche alcune aree statunitensi dedicate al grano invernale (El Niño, allarme sui mercati agricoli: i rischi per i prezzi).

Secondo le stime riportate dalle fonti, la produzione europea potrebbe aver subito una riduzione nell'ordine di 8-10 milioni di tonnellate. Nel mais, invece, il mercato sta ancora valutando gli effetti combinati di caldo, piogge e malattie sulle rese finali.

Il clima è quindi diventato un elemento di rischio simultaneo sui due principali cereali, anche se con effetti geografici differenti.

 

Mais e grano: perché i prezzi possono continuare a salire?

Il rally è alimentato anche da un meccanismo tipico dei mercati delle commodity. Quando un contratto raggiunge nuovi massimi pluriennali, entra in gioco non soltanto la domanda degli operatori interessati ai fondamentali, ma anche quella dei trader sistematici e dei fondi quantitativi, che reagiscono alla forza del trend.

Questo può amplificare il movimento iniziale: l'aumento dei prezzi attira nuovi acquisti, che a loro volta rafforzano il trend. È un fattore particolarmente rilevante dopo settimane di forte rialzo. Più il mercato accelera, maggiore diventa il rischio di una fase di volatilità elevata, anche nel caso in cui i fondamentali non cambino radicalmente.

 

 

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