Il luogo comune vorrebbe che, con il petrolio e i suoi derivati in grado di raddoppiare il prezzo da inizio anno, anche l’azionario energetico fosse il miglior settore in Borsa. In realtà, lo scenario è più sorprendente: un ETF legato all’energia alternativa, il Global X Hydrogen, sta sovraperformando nettamente i classici petroliferi.
Idrogeno vs petrolio: il confronto a sorpresa
Da inizio anno, il comparto energetico tradizionale globale - rappresentato dall’ETF Xtrackers MSCI World Energy - ha realizzato circa un terzo dei rendimenti dell’ETF sull’idrogeno.
Negli ultimi tre mesi, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’elevata volatilità del petrolio, il settore energy è rimasto sostanzialmente piatto, mentre l’ETF sull’idrogeno ha registrato un rialzo di circa il 40%, sostenuto da una rotazione degli investitori verso temi alternativi e finora trascurati.
Cos’è l’ETF sull’idrogeno
L’ETF Global X Hydrogen, lanciato nel 2022, replica fisicamente un indice composto da circa 20 società, con forte concentrazione su pochi player del settore.
Secondo il KID, l’indice Solactive Global Hydrogen include aziende attive nella produzione e sviluppo di tecnologie legate all’idrogeno come fonte energetica rinnovabile. Rientrano in particolare società che derivano almeno il 50% dei ricavi da attività come produzione di idrogeno, celle a combustibile, tecnologie e integrazione dell’idrogeno nei sistemi energetici.
Portafoglio concentrato e titoli chiave
Il fondo è fortemente concentrato: Plug Power, Doosan Fuel Cell e Bloom Energy rappresentano insieme circa il 40% del portafoglio.
Questi titoli sono stati protagonisti di forti movimenti, anche sostenuti da un rinnovato interesse speculativo verso energie alternative e applicazioni emergenti, come nel settore automotive, dove l’idrogeno mantiene ancora un ruolo limitato ma in evoluzione.
Catalizzatori: politiche pubbliche e rotazione settoriale
A sostenere il comparto hanno contribuito anche nuove iniziative regolamentari e programmi di finanziamento pubblico, soprattutto in Europa, che hanno ridotto alcune barriere agli investimenti istituzionali.
In parallelo, si è sviluppata una classica dinamica di rotazione settoriale: i segmenti che avevano sottoperformato in passato hanno attirato nuovi flussi in fase di ribilanciamento dei portafogli.
Ancora un tema “surriscaldato”?
Nonostante il recente rally, l’ETF sull’idrogeno è ancora in perdita di circa il 10% dal lancio. Questo suggerisce che il movimento attuale potrebbe essere più un recupero che una bolla speculativa.
Più che un tema surriscaldato, l’idrogeno sembra quindi essere tornato sotto i riflettori dopo una lunga fase di disinteresse, in un contesto in cui domanda energetica e tensioni geopolitiche potrebbero continuare a sostenere la ricerca di alternative al petrolio.