La Borsa australiana non è stata certamente un fattore degno di attenzione, almeno negli ultimi anni. Nonostante il recente rialzo delle commodity abbia migliorato il profilo relativo, il ritardo dell’Australia rispetto al benchmark azionario mondiale rimane ancora oggi importante.
A distanza di 5 anni il distacco tra gli ETF iShares Core World e Msci Australia è di quasi 40 punti percentuali, il tutto con una volatilità per la Borsa oceanica decisamente superiore (14% vs 10%). Lanciato nel 2010, l’ETF iShares Msci Australia ci permette di fare un confronto storico con gli indici mondiali su un orizzonte temporale abbastanza lungo.
Quasi +600% per le Borse mondiali dal 2010, +200% per la Borsa australiana. Al +7% dell’indice australiano si contrappone il +12% su base annua composta di quello globale.
ETF Australia: la composizione
ETF composto da una cinquantina di società con la finanza la fa da padrona un po' a sorpresa visto che la Borsa di Sidney è spesso associata al mondo delle miniere e materie prime in genere. E in effetti i minerari rappresentano il secondo settore per peso con una quota del 23%.
Le prime 10 società fanno i due terzi dell’indice Msci Australia con Commonwealth Bank, BHP e Westpac che rappresentano il 33% del paniere titoli.
L’indice Msci Australia ha in questo momento storico della sua valutazioni più contenute rispetto all’azionario mondiale, il rapporto prezzo utile è di 20, ma soprattutto rimane appetibile per chi ricerca un flusso di dividendi generosi, più che doppio rispetto allo striminzito 1,5% dell’azionario globale.
Guardando all’analisi fattoriale spicca infine per la Borsa australiana l’overweight di low volatility e l’underweight di momentum e size.
Borsa Australia: analisi del grafico
Andando sul grafico e l’analisi tecnica, scopriamo un aspetto interessante dell’ETF iShares Msci Australia. Dal Covid in avanti la crescita dell’indice è avvenuta a scaloni. Un primo massimo nel 2022, seguito da lateralità fino alla parte terminale del 2023, con un nuovo rialzo che dopo un periodo di stallo ha permesso l’ultimo sprint di fine 2025.

I massimi primari precedenti hanno quasi sempre fatto un eccellente lavoro di contenimento alle successive correzioni. Un bel segnale questo da tenere in considerazione per la fase di consolidamento in corso e che potrebbe fungere da nuovo trampolino di lancio per la Borsa australiana nei prossimi mesi.
Uno slancio utile magari per recuperare la sottoperformance relativa degli ultimi 10 anni che non rispecchia però quella che è stata la storia di questa prima parte di secolo e che ha visto Msci Australia superare di oltre un punto e mezzo percentuale ogni anno l’azionario globale nella corsa alla crescita.