Renault è di recente tornata sotto la lente degli investitori. Il gruppo ha ampliato il proprio raggio d’azione oltre il settore automobilistico tradizionale, rafforzando il posizionamento nei comparti strategici della difesa e della mobilità elettrica. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.
Renault amplia il business: accordo con Thales sulla difesa
La casa francese ha annunciato una collaborazione con Thales per sviluppare un nuovo veicolo militare multi-missione, nell’ambito del crescente interesse europeo verso il rafforzamento delle capacità industriali nel settore della sicurezza.
Il progetto, denominato 4 Troop, punta a combinare le competenze produttive di Renault con le tecnologie di comunicazione sicura sviluppate da Thales, con l’obiettivo di realizzare un mezzo militare rapidamente producibile e caratterizzato da un rapporto costo-efficienza competitivo. Un primo prototipo sarà presentato alla fiera Eurosatory 2026, importante appuntamento internazionale dedicato alla difesa.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte aumento degli investimenti militari in Europa, accelerati dal conflitto in Ucraina e dal cambiamento delle priorità strategiche degli Stati occidentali. Diversi gruppi del settore automotive stanno valutando nuove opportunità nel comparto della difesa, sfruttando capacità produttive già esistenti per rispondere alla crescente domanda di equipaggiamenti militari.
Per Renault non si tratta del primo progetto in ambito difesa. Il gruppo aveva già collaborato con il ministero della Difesa francese su iniziative specifiche, tra cui un programma per la produzione di droni aerei insieme a Turgis Gaillard. La nuova partnership con Thales rappresenta quindi un ulteriore passo nella diversificazione delle attività industriali.
Renault: cresce la domanda di veicoli elettrici
Parallelamente, Renault continua a beneficiare della crescita della domanda di veicoli elettrici. Secondo il CEO François Provost, il portafoglio ordini delle auto elettriche è aumentato fino al 50% in alcuni mercati chiave, tra cui Francia e Germania, dall’inizio della guerra in Iran.
Il gruppo ha dichiarato di non aver registrato problemi nell’approvvigionamento di batterie, ma ha istituito una task force per gestire l’aumento della domanda e mantenere il ritmo produttivo.
Renault: risultati trimestrali sopra le attese
Il trend positivo si riflette anche nei risultati recenti. Nel primo trimestre del 2026 Renault ha registrato un fatturato di 12,53 miliardi di euro, in crescita del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e nettamente superiore alle attese degli analisti.
La performance è stata sostenuta soprattutto dall’aumento delle vendite ai partner industriali, tra cui Nissan e Geely, che hanno compensato il rallentamento temporaneo della produzione del marchio low-cost Dacia.
In particolare, la produzione per partner come la nuova Nissan Micra e la distribuzione di veicoli Geely in Brasile hanno contribuito in modo significativo alla crescita dei ricavi del comparto automobilistico, saliti del 6,5% a 10,8 miliardi di euro.
Renault tra automotive, elettrico e difesa
La strategia di Renault appare quindi sempre più orientata verso una maggiore diversificazione: da un lato il gruppo punta sulla transizione energetica e sull’espansione dell’offerta elettrica, dall’altro cerca nuove opportunità industriali nel settore della difesa, sostenuto dall’aumento della spesa militare europea.
Una combinazione che potrebbe offrire nuovi driver di crescita in una fase di trasformazione profonda dell’industria automobilistica. Vediamo ora un certificato che potrebbe risultare interessante per chi volesse esporsi sul titolo con un prodotto strutturato.
Il certificato: Autocallable Equity Premium su Renault
In questo contesto, un possibile strumento per esporsi sul titolo è l’Autocallable Equity Premium Certificates su Renault (ISIN IT0005696353), emesso da Banco BPM e negoziato su EuroTLX.
Il certificato ha scadenza 2 marzo 2029 ed è strutturato come prodotto a capitale condizionatamente protetto. Il valore nominale è pari a 100 euro e attualmente le quotazioni si collocano in area 92-93 euro, fattore che può implicare un potenziale extra-rendimento in caso di rimborso a valore nominale.
La struttura del prodotto prevede una componente cedolare articolata in due fasi. Dal 2 aprile 2026 al 2 settembre 2027 sono previste cedole mensili non condizionate dello 0,8% lordo (9,6% annuo), mentre dal 1° ottobre 2027 fino alla scadenza entrano in vigore cedole mensili condizionate alla permanenza del sottostante sopra la barriera, con effetto memoria che consente il recupero di eventuali premi non incassati in precedenza.
A partire dal 2 settembre 2027 si attiva inoltre il meccanismo autocall, che permette il rimborso anticipato mensile del certificato qualora il titolo Renault si trovi al di sopra delle soglie previste. Il livello di rimborso anticipato è decrescente e passa dal 100% del valore iniziale fino all’83%, con soglie comprese tra 32,43 euro e 26,92 euro.
La barriera capitale è fissata al 60% del valore iniziale, pari a 19,46 euro, con protezione condizionata. Alla data di valutazione finale, il rimborso del capitale avviene integralmente se il titolo Renault si trova al di sopra della barriera; in caso contrario, il rimborso replica la performance negativa del sottostante, con il rischio di una perdita anche significativa del capitale investito.
Nel complesso, il certificato combina una fase iniziale orientata alla generazione di rendimento attraverso le cedole non condizionate con una successiva esposizione alla dinamica del titolo Renault. La struttura può risultare interessante in uno scenario di stabilità o moderato rialzo del titolo, beneficiando anche della distanza della barriera, mentre resta esposto ai rischi legati al ciclo automotive, alla transizione verso l’elettrico e all’evoluzione della redditività del gruppo.
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