Il contesto geopolitico rimane il principale driver per i mercati finanziari, con le tensioni tra Stati Uniti e Iran che continuano a condizionare il sentiment degli operatori.
Le recenti escalation in Medio Oriente, in particolare legate allo Stretto di Hormuz, hanno riacceso i timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche e di un ulteriore deterioramento del quadro diplomatico.
Le dichiarazioni incrociate tra Washington e Teheran, insieme all’incertezza sulla tenuta dei cessate il fuoco e dei negoziati, mantengono elevata la volatilità sugli asset risk-on e sostengono la domanda di settori difensivi.
In questo contesto, gli operatori continuano a monitorare con attenzione le dinamiche geopolitiche, che si riflettono non solo sui mercati azionari ed energetici, ma anche sulle valutazioni dei principali titoli della difesa a livello globale. Tra quest’ultimi, a Piazza Affari spicca certamente Leonardo. Vediamo le prospettive per la big cap italiana della difesa.
Leonardo: crescita, difesa globale e nuovo piano industriale 2026-2030
In questo scenario di crescente instabilità internazionale, Leonardo si posiziona come uno dei principali beneficiari strutturali del nuovo ciclo della difesa globale.
Il gruppo ha di recente presentato l’aggiornamento del Piano Industriale 2026-2030, che conferma una traiettoria di forte crescita e trasformazione industriale. Al 2030, i principali target prevedono ordini a 32 miliardi di euro (da 23,8 miliardi nel 2025), ricavi a 30 miliardi (da 19,5 miliardi), EBITA a 3,59 miliardi (da 1,75 miliardi) e Free Operating Cash Flow (FOCF) a 2,06 miliardi (da 1,01 miliardi).
Nel periodo 2026-2030, il gruppo stima ordini cumulati per 142 miliardi di euro e ricavi per 126 miliardi, con un CAGR rispettivamente del 6,1% e del 9%. Ancora più significativo il profilo di redditività, con un EBITA atteso in crescita a un CAGR del 15,5% e un FOCF del 15,3%.
La strategia industriale si inserisce nell’evoluzione verso una “One Company” multinazionale, con un posizionamento sempre più focalizzato sulla sicurezza globale. Cybersecurity, intelligenza artificiale, high performance computing e gestione dei dati rappresentano i pilastri della trasformazione del gruppo.
Elemento chiave del piano è il progetto Michelangelo Dome, piattaforma che integra tecnologie multidominio e abilita un potenziale di business stimato in circa 21 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. L’obiettivo è quello di creare un ecosistema in grado di intercettare e neutralizzare minacce convenzionali e ibride, in un contesto di crescente complessità geopolitica.
La crescita sarà sostenuta da un mix di sviluppo organico e inorganico, partnership strategiche e investimenti in capacità produttiva, con una disciplina rigorosa nell’allocazione del capitale e una crescente attenzione alla remunerazione degli azionisti. Passiamo quindi ora a vedere le caratteristiche e il funzionamento del certificato esposto su Leonardo.
Il certificato: Autocallable Equity Premium su Leonardo
In questo contesto, un possibile strumento per esporsi sul titolo è l’Autocallable Equity Premium Certificates su Leonardo (ISIN IT0005696411), emesso da Banco BPM e negoziato su EuroTLX.
Il certificato ha scadenza 2 marzo 2029 ed è strutturato come prodotto a capitale condizionatamente protetto. Il valore nominale è pari a 100 euro, con prezzo di emissione a 100 e quotazioni recenti in area 97–98 euro, configurando un potenziale extra-rendimento in caso di rimborso a valore nominale.
Dal punto di vista della struttura cedolare, il prodotto prevede una componente mista. Nella fase iniziale, fino a settembre 2027, vengono riconosciute cedole mensili non condizionate. Successivamente, le cedole diventano condizionate alla tenuta del sottostante sopra la barriera del 60%, con effetto memoria che consente il recupero di eventuali pagamenti non erogati.
A partire da settembre 2027 entra in funzione il meccanismo autocall, che consente il rimborso anticipato mensile qualora il sottostante si trovi sopra soglie decrescenti comprese tra il 100% e l’83% del valore iniziale.
La barriera capitale è fissata al 60% del valore iniziale (33,83 euro), con protezione condizionata: a scadenza, il capitale viene rimborsato integralmente solo se il sottostante non scende sotto tale livello. In caso contrario, la performance replica quella del titolo, con rischio di perdita anche significativa del capitale.
In generale quindi, il certificato combina una fase iniziale orientata al rendimento cedolare con una successiva esposizione al trend del titolo, risultando particolarmente interessante, ma anche sensibile alle dinamiche del settore difesa e al contesto geopolitico globale.
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