Investire sulla mobilità del futuro: rendimento potenziale al 22,56% | Investire.biz

Investire sulla mobilità del futuro: rendimento potenziale al 22,56%

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10 set 2026 - 16:34

10 set 2026 - 17:53

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Un Multi Cash Collect con Barriera offre esposizione a quattro protagonisti della mobilità elettrica e autonoma, con barriera al 65% e prezzo sotto la pari

Comunicazione Pubblicitaria In collaborazione con Vontobel

 

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Gli ultimi mesi sui mercati azionari internazionali sono stati scanditi da due temi che si intrecciano sempre più spesso: la spesa in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale e la trasformazione strutturale del settore dei trasporti. Wall Street continua a premiare le società capaci di coniugare crescita dei ricavi e disciplina sui margini, mentre la volatilità resta elevata per i titoli il cui valore dipende in buona parte da aspettative su tecnologie ancora in fase di sviluppo.

In questo scenario, il comparto della mobilità del futuro - elettrificazione, guida autonoma, piattaforme di ride-hailing e sistemi avanzati di assistenza alla guida - resta tra i più dibattuti dagli investitori istituzionali e retail.

Il settore unisce quattro filoni convergenti:

  • la transizione verso la trazione elettrica,
  • la corsa al robotaxi che vede contrapposti modelli industriali molto diversi tra loro,
  • la piattaformizzazione della mobilità urbana e
  • la diffusione di semiconduttori e software per la guida assistita e autonoma nei veicoli tradizionali.

Alphabet, attraverso la controllata Waymo, ha costruito un vantaggio operativo nella guida completamente autonoma basato su sensori Lidar e mappature ad alta definizione; Tesla insegue un approccio alternativo, fondato sulla visione artificiale e su una rete di veicoli connessi via software; Uber si è posizionata come aggregatore neutrale, con accordi verso più fornitori di tecnologia autonoma anziché una flotta proprietaria; Mobileye fornisce ai grandi produttori automobilistici globali i chip e i sistemi di visione alla base dell’ADAS e, in prospettiva, della guida autonoma di livello superiore.

Un mosaico industriale che molti analisti considerano destinato a ridisegnare nei prossimi anni la mobilità urbana, ma che resta esposto a tempi di sviluppo incerti, margini ancora instabili e valutazioni di mercato spesso tirate.

Per gli investitori che intendono guardare a questo tema con un profilo di rischio-rendimento alternativo all’investimento diretto in azioni, il mercato dei certificati offre da tempo strumenti pensati per generare flussi cedolari periodici anche in fasi di mercato laterali o moderatamente negative. È il caso del Memory Cash Collect Express Certificate emesso da Vontobel Financial Products GmbH e garantito da Vontobel Holding, ISIN DE000BD54H10, che lega il proprio rendimento alla performance di un paniere di quattro titoli statunitensi legati alla mobilità del futuro: Alphabet, Mobileye Global, Tesla e Uber Technologies.

 

 

Il certificato DE000BD54H10: bonus mensile e barriera al 65%

Il prodotto, presente nel Monitor Certificati di tuttocertificati.it è quotato sul mercato Sedex di Euronext Milan e prevede una copertura del rischio di cambio di tipo “quanto”: gli importi calcolati sui sottostanti in dollari sono convertiti in euro al rapporto fisso di 1:1, azzerando così l’esposizione valutaria per l’investitore in area euro. Emesso il 7 settembre 2026 con valore nominale di 100 euro, il certificato tratta oggi a un prezzo di acquisto di 98,20 euro (14:40 del 10 settembre 2026).

Il meccanismo si articola su tre livelli, tutti ancorati alle quotazioni di chiusura dei quattro titoli sulle rispettive Borse di riferimento - Nasdaq Global Select Market per Alphabet, Mobileye e Tesla, New York Stock Exchange per Uber:

  • Bonus mensile con effetto memoria. Se a una data di osservazione mensile - la prima è il 5 ottobre 2026, l’ultima il 4 settembre 2029 - il prezzo di riferimento di tutti e quattro i titoli è pari o superiore alla rispettiva soglia bonus (pari al 65% del valore iniziale), il certificato stacca 1,88 euro (22,56% su base annua). Se anche un solo titolo è sotto soglia, il bonus di quel mese non decade: resta “in memoria” e viene corrisposto insieme ai bonus successivi non appena tutti e quattro i titoli tornino sopra la propria soglia bonus in una data di osservazione successiva.

  • Rimborso anticipato automatico (Autocall). Dal 4 marzo 2027, se tutti e quattro i titoli quotano al livello Autocall - coincidente con il prezzo di riferimento iniziale - o al di sopra, il certificato si estingue anticipatamente e restituisce l’intero valore nominale di 100 euro, oltre agli eventuali bonus maturati.

  • Rimborso a scadenza (4 settembre 2029, pagamento l’11 settembre 2029). Se il certificato non è stato richiamato in precedenza, l’esito dipende dal titolo con la performance peggiore: se il prezzo di riferimento di tutti i sottostanti è pari o superiore alla rispettiva barriera - fissata al 65% del relativo strike per ciascuno dei quattro titoli - l’investitore riceve comunque l’intero valore nominale. Se anche un solo titolo chiude sotto la propria Barriera, il rimborso è pari al valore nominale moltiplicato per la performance del titolo peggiore rispetto al proprio Strike, con un limite minimo di zero.

 

I livelli chiave del paniere

Le soglie del certificato sono espresse in dollari Usa e coincidono, per ciascun titolo, con la soglia bonus e la Barriera, entrambe fissate al 65% dello Strike iniziale. Il confronto con le ultime quotazioni rilevate da Forecaster.biz mostra un margine di sicurezza compreso tra il 29% e il 35% rispetto alla Barriera per tutti e quattro i nomi:

Sottostante Strike / Prezzo Iniziale Soglia bonus = Barriera (65%) Ultima quotazione*
Alphabet (GOOGL) 340,10 $ 221,07 $ 330,65 $
Mobileye (MBLY) 8,54 $ 5,55 $ 8,10 $
Tesla (TSLA) 365,63 $ 237,66 $ 367,81 $
Uber (UBER) 77,40 $ 50,31 $ 71,08 $

Rispetto ai livelli di strike, le azioni del paniere mostrano un andamento eterogeneo: soltanto Tesla è in territorio positivo con un rialzo di quasi il 4%, Alphabet cede oltre il 2%, Mobileye il 5% e Uber, il titolo più debole del gruppo, il 6%. Per chi detiene il certificato l'impatto immediato resta contenuto: tutti e quattro i titoli restano ampiamente sopra la propria soglia bonus e, se i prezzi si mantenessero su questi livelli, alla prossima data di osservazione del 5 ottobre 2026 il certificato pagherebbe il bonus mensile di 1,88 euro.

 

Il meccanismo in tre esempi pratici

  • Primo esempio - il bonus con memoria. Si ipotizzi che alla data di osservazione di gennaio 2027 Alphabet, Tesla e Uber quotino sopra la propria soglia bonus, mentre Mobileye scivoli sotto la sua (5,55 dollari): in quel mese il bonus di 1,88 euro non viene corrisposto. Se alla data di osservazione successiva, a febbraio, Mobileye torna sopra soglia e gli altri tre titoli restano sopra le rispettive soglie, l’investitore incasserà non un solo bonus, ma due: quello di febbraio più quello “recuperato” di gennaio, per un totale di 3,76 euro su un nominale di 100.
  • Secondo esempio - l’Autocall. Alla prima data di valutazione utile, il 4 marzo 2027, il certificato si estingue automaticamente solo se Alphabet quota almeno 340,10 dollari, Mobileye almeno 8,54 dollari, Tesla almeno 365,63 dollari e Uber almeno 77,40 dollari, cioè ai rispettivi livelli di partenza. Se anche uno solo dei quattro titoli è sotto il proprio livello iniziale, il certificato prosegue fino alla successiva finestra mensile, e così via fino a scadenza.
  • Terzo esempio - lo scenario peggiore a scadenza. Si supponga che al 4 settembre 2029 Alphabet, Tesla e Uber abbiano guadagnato terreno rispetto ai valori iniziali, ma Mobileye quoti 4 dollari, sotto la propria Barriera di 5,55 dollari. In questo caso il rimborso non sarebbe pari al valore nominale, ma calcolato sulla performance di Mobileye: 100 euro moltiplicati per il rapporto tra 4 dollari e lo Strike di 8,54 dollari, cioè circa 46,8 euro. Un singolo titolo debole, anche in un paniere in cui gli altri tre performano bene, può quindi determinare una perdita rilevante sul capitale: è la caratteristica tipica dei certificati “worst of”, che il DE000BD54H10 replica su un paniere di quattro nomi anziché sui più diffusi panieri a due o tre titoli.

 

 

I quattro sottostanti sotto la lente: 

Alphabet Inc. (Nasdaq: GOOGL)

Alphabet è il sottostante con la maggiore capitalizzazione del paniere: secondo i dati elaborati dalla piattaforma Forecaster.biz, il titolo vale in Borsa circa 4.020 miliardi di dollari e tratta a un rapporto Prezzo/Utili sugli ultimi dodici mesi di 16,42 volte.

Sul piano dei fondamentali, i margini di redditività hanno mostrato un miglioramento costante negli ultimi trimestri: il margine lordo è salito dal 57,90% del quarto trimestre 2024 al 61,65% del secondo trimestre 2026, mentre il margine operativo si è attestato al 34,03% nello stesso periodo, area storicamente elevata per il gruppo.

Il ritorno sul capitale proprio (ROE) e il margine netto del secondo trimestre 2026, rispettivamente al 20,05% e al 115,82%, risultano però amplificati da componenti straordinarie - verosimilmente plusvalenze contabili su partecipazioni finanziarie - da leggere con cautela: il ritorno sul capitale investito (ROIC), meno esposto a queste voci, si è fermato al 4,73% nel trimestre, in calo dal 6,25% del trimestre precedente. Alphabet distribuisce inoltre un dividendo dal 2024, salito a 0,85 dollari per azione su base trimestrale, segnale di un profilo ormai maturo sul fronte della generazione di cassa.

Mobileye Global Inc. (Nasdaq: MBLY)

Mobileye è il titolo più piccolo e più volatile del paniere: la capitalizzazione, secondo Forecaster.biz, si ferma a circa 6,63 miliardi di dollari, con un utile per azione negativo sugli ultimi dodici mesi (-4,99 dollari) che rende il rapporto Prezzo/Utili non significativo. L’ultima quotazione rilevata, 8,10 dollari, è appena sotto lo Strike di 8,54 dollari.

I dati trimestrali descrivono un’azienda ancora lontana dal pareggio operativo: il margine lordo resta solido, tra il 45% e il 54% negli ultimi anni, ma il margine operativo è stato negativo nella quasi totalità dei trimestri osservati, con due episodi di forte deterioramento - -577,57% nel terzo trimestre 2024 e -698,21% nel primo trimestre 2026 - riconducibili con ogni probabilità a svalutazioni contabili una tantum più che alla gestione corrente.

Depurando l’analisi da questi due trimestri anomali, la perdita operativa ricorrente si è mossa in una forbice più contenuta, indicativamente tra il 5% e il 30% dei ricavi. Un profilo coerente con una società di semiconduttori per l’auto ancora in fase di investimento sulla prossima generazione di sistemi di guida autonoma, ma che introduce nel paniere l’elemento di rischio più marcato tra i quattro titoli.

Tesla Inc. (Nasdaq: TSLA)

Tesla è, insieme ad Alphabet, il nome più noto del paniere: capitalizza circa 1.190 miliardi di dollari secondo Forecaster.biz, ha chiuso l’ultima seduta rilevata a 367,81 dollari - già sopra lo Strike di 365,63 dollari - e tratta a un rapporto Prezzo/Utili di 311,70 volte gli utili degli ultimi dodici mesi, tra i più elevati del comparto tecnologico-industriale globale.

Una valutazione di questo tipo si confronta con margini in costante contrazione: il margine lordo è sceso dal 29,11% del primo trimestre 2022 al 16,83% del secondo trimestre 2026, mentre il margine operativo, che superava il 19% nello stesso periodo del 2022, si è ridotto fino all’1,41% nell’ultimo trimestre rilevato. Il ritorno sul capitale proprio, che nel 2022 viaggiava in area 8-10%, è sceso all’1,30%, e la Rule of 40 - la somma di crescita dei ricavi e marginalità, indicatore spesso utilizzato per misurare l’equilibrio tra crescita e redditività - si è attestata al 21,65%, ben sotto la soglia di 40 considerata ideale.

Il divario tra una valutazione di mercato ancora ambiziosa e una redditività corrente in flessione resta uno dei temi più dibattuti dagli analisti che seguono il titolo, e riflette l’attesa del mercato sulle opzioni di crescita legate a guida autonoma e robotica più che sui risultati industriali correnti.

Uber Technologies Inc. (NYSE: UBER)

Uber chiude il quadro con un profilo finanziario più equilibrato rispetto agli altri tre nomi: la capitalizzazione è di circa 145,3 miliardi di dollari e il rapporto Prezzo/Utili si ferma a 15,39 volte.

Sul piano industriale, Uber mostra la traiettoria di miglioramento più lineare del paniere: il margine lordo è salito dal 39,57% del primo trimestre 2026 al 44,93-45,03% dei due trimestri più recenti, mentre il margine operativo è passato da territorio negativo nel 2021-2022 al 13-14% degli ultimi due trimestri, segnale di una leva operativa che sta iniziando a manifestarsi pienamente.

Il margine netto resta più erratico - dal 3,76% del primo trimestre 2026 al 23,23% del secondo, probabilmente influenzato anche in questo caso da componenti non ricorrenti legate alle partecipazioni della società in diversi operatori di guida autonoma - ma il ritorno sul capitale investito (ROIC), salito al 5,50% dall’ultimo trimestre da valori negativi di pochi anni fa, conferma un percorso di consolidamento più solido rispetto a quello di Tesla. Da segnalare, infine, uno shareholders yield del 10,01%, indice di un programma di riacquisto di azioni proprie di dimensioni rilevanti rispetto alla capitalizzazione.

 

Rischi principali

L’investimento in questo certificato, strumento finanziario strutturato complesso a capitale condizionatamente protetto, ma non garantito, comporta diversi rischi che l’investitore deve valutare attentamente prima di procedere all’acquisto:

  • Rischio di mercato (worst-of): l’andamento negativo dei sottostanti, in particolare quello con la performance peggiore, può influire negativamente sul pagamento delle cedole e sul rimborso del capitale a scadenza. La struttura worst-of concentra l’esposizione sulla performance del sottostante peggiore.
  • Rischio di perdita del capitale: qualora, alla scadenza, almeno uno dei sottostanti si trovi al di sotto della relativa barriera prevista dalla struttura del prodotto, il rimborso può essere commisurato alla performance negativa del sottostante peggiore, con il rischio di perdite anche significative e, in determinate circostanze, dell’intero capitale investito.
  • Barriera condizionata: la protezione del capitale è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla struttura del certificato. Qualora il sottostante peggiore non rispetti tali condizioni alla scadenza, l’investitore può essere esposto a perdite in linea con la performance negativa del sottostante.
  • Rischio emittente: il rimborso delle somme dovute dipende dalla solvibilità dell’emittente e del garante. In caso di insolvenza dell’emittente o del garante, l’investitore potrebbe perdere, in tutto o in parte, il capitale investito e gli eventuali importi dovuti. Il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
  • Rischio di liquidità: la vendita del certificato prima della scadenza può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al suo valore teorico. In particolari condizioni di mercato o in caso di interruzioni tecniche, la possibilità di vendere il prodotto potrebbe essere limitata o temporaneamente non disponibile.
  • Rischio di mancato pagamento delle cedole: le cedole previste dal certificato sono condizionate al verificarsi delle condizioni stabilite dalla struttura del prodotto e, pertanto, non sono garantite. Qualora tali condizioni non siano soddisfatte, le cedole possono non essere corrisposte; eventuali meccanismi di memoria, se previsti, non garantiscono necessariamente il pagamento delle cedole accumulate.
  • Rischio di Rimborso Anticipato (Autocall): i certificati possono prevedere l’opzione di scadenza anticipata automatica se il sottostante supera determinati livelli. Questo interrompe il flusso delle cedole e costringe l’investitore a reinvestire il denaro a condizioni di mercato potenzialmente meno favorevoli.

 

 

Considerazioni finali

Il certificato DE000BD54H10 traduce in un unico strumento il tema della mobilità del futuro, offrendo un potenziale rendimento cedolare fino al 22,56% annuo a fronte di un rischio legato alla tenuta collettiva di quattro titoli con traiettorie oggi divergenti: Tesla unico nome in territorio positivo, Alphabet in lieve flessione, Mobileye e Uber più deboli. Nel breve termine questa divergenza non compromette il meccanismo: soglia bonus e barriera, coincidenti al 65% dello Strike, restano lontane per tutti e quattro i sottostanti.

 

 

 

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