Certificati: investire su ripresa Unicredit smussando i rischi | Investire.biz

Certificati: investire su ripresa Unicredit smussando i rischi

27 gen 2021 - 14:30

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Con il supporto delle Banche centrali e l'avvicinarsi del ritorno alla normalità si può guardare con interesse a Unicredit. Vediamo come investire con i Certificati

Il comparto bancario è stato penalizzato in maniera importante dalla pandemia di Covid-19. Questo perché da un lato si teme che il perdurare delle misure di contenimento possa incrementare la massa di crediti deteriorati per via della crisi economica, dall’altro perché la BCE ha sostanzialmente bloccato la distribuzione dei dividendi da parte delle società del settore.

L’arrivo del vaccino anti-Covid ha tuttavia avviato una rotazione settoriale, con le quotazioni degli istituti di credito che sono tornate a rialzare la testa con la prospettiva di un ritorno alla normalità sempre più vicino. A questo si aggiunge la questione delle aggregazioni, che promettono di rafforzare gli assetti patrimoniali del comparto e sono state facilitate dall’Eurotower.

Non si deve dimenticare inoltre come la Banca Centrale Europea continui nella sua politica monetaria ultra accomodante, permettendo condizioni di finanziamento estremamente vantaggiose e di calmierare gli spread. Guardando alla situazione italiana l’azione della BCE è chiara: nemmeno una crisi di Governo è stata in grado di far schizzare verso l’alto in maniera incontrollata il differenziale tra il rendimento del BTp e Bund a 10 anni.

Per le banche dell’Italia questa situazione è molto positiva, specie considerando che i loro portafogli sono presenti numerosi titoli di Stato italiani. A conferma di quanto detto basti pensare che nel report di Bankitalia “I conti economici e finanziari durante la crisi sanitaria del Covid-19” venga evidenziato come i bond governativi in pancia al sistema bancario abbiano raggiunto l’11% del totale delle attività finanziarie: il valore più alto degli ultimi 20 anni.

In questo quadro lo stop ai dividendi, l’aiuto della BCE e l’avvicinarsi del ritorno alla normalità potrebbe rendere interessante guardare al Certificato Autocall Call di Natixis con ISIN IT0006747734 e sottostante rappresentato dalle azioni Unicredit.

 

Analisi del sottostante

L’avvio della rotazione settoriale risalente a novembre 2020, i prezzi delle azioni Unicredit sono riusciti a rialzare la testa dopo diverse ottave trascorse all’insegna dei ribassi. Tuttavia i prezzi evidenziano diverse incertezze, fatto comprensibile se si pensa alla situazione dell’istituto di credito.

La banca è infatti alle prese con l’elezione del nuovo Amministratore Delegato, con Jean Pierre Mustier che due mesi fa ha rassegnato le sue dimissioni. Secondo le indiscrezioni stampa il nuovo CEO sarà nominato il prossimo 10 febbraio, quando il Consiglio di Amministrazione approverà i conti del 2020.

Mentre il sostituto di Mustier sarà l’ex Presidente di UBS Andrea Orcel, una delle matasse più importanti da sbrogliare sarà quella relativa alla fusione con Banca Monte dei Paschi di Siena. Su questo fronte però gli azionisti dovranno essere rassicurati ed è quindi improbabile che un’operazione del genere avvenga senza creare valore per i soci e senza mantenere la solidità patrimoniale dell’istituto di Piazza Gae Aulenti.

Oltre a questo, il Tesoro italiano dovrà fornire garanzie in merito alle dispute legali che pesano su MPS per circa 10 miliardi di euro. Intanto le stime per i risultati del 2020 di Unicredit vedono ricavi a 17,190 miliardi di euro, sotto i 18,839 miliardi del 2019, oltre a una perdita netta di 2,331 miliardi di euro (utile di 3,373 miliardi di euro di un anno prima).

Si deve tuttavia considerare la straordinarietà del 2020 e che l’assetto patrimoniale della banca è decisamente più solido rispetto a quello della precedente crisi risalente al 2008. Gli esperti che monitorano Unicredit sono tuttavia positivi: la previsione media di utile per azione passa da -0,77 euro nel 2020 per poi salire a 0,90 euro nel 2021 e a 1,34 euro nel 2022. La progressione positiva è evidenziata anche dal dividendo atteso, sempre che la BCE lo permetta.

Le stime mettono in luce che l’istituto dovrebbe distribuire 0,16 euro per azione per il 2020, 0,36 euro nel 2021 e 0,47 euro nel 2022. Gli analisti censiti da Reuters hanno giudizi distribuiti in 4 “buy”, 4 “outperform”, 15 “hold” e 2 “sell”. Il prezzo obiettivo medio è di 9,54 euro, il 28,69% in più rispetto ai livelli attuali.

 

Struttura del Certificato

Il Certificato Autocall Call di Natixis con ISIN IT0006747734 è quotato dallo scorso 4 gennaio sul SeDeX di Borsa Italiana ad un prezzo di 1.000 euro. Il rendimento di questo prodotto si basa sulla sua Opzione Autocallable, che si attiverà nel caso in cui alle date di valutazione trimestrale il prezzo delle azioni Unicredit è pari o superiore a quello dello Strike iniziale, posto a 7,583 euro.

Nello specifico, l’investitore potrà ottenere un rendimento che aumenterà ogni trimestre del 3,5%, fino ad arrivare al 38,5% sul Valore Nominale all’ultima data di valutazione. Al momento della scrittura, il prezzo delle azioni Unicredit veleggia il 2,18% al di sopra del Livello Autocall. Le condizioni per la scadenza anticipata sono quindi rispettate.

Qualora alla scadenza fissata per il 13 gennaio 2027 il Certificate non fosse scaduto anticipatamente si potranno verificare due scenari:

 

  1. Se il prezzo delle azioni Unicredit è pari o superiore alla Barriera fissata al 65% dello Strike Iniziale (4,929 euro), l’investitore riceverà il Valore Nominale del prodotto di 1.000 euro maggiorato della performance finale del sottostante più il 35% del Valore Nominale. Se quindi le azioni della banca di Piazza Gae Aulenti dovessero perdere il 15% dal loro Valore Iniziale, l’investitore incasserebbe comunque il 20% lordo del Valore Nominale.
  2. Se il prezzo delle azioni Unicredit è inferiore alla Barriera, l’investitore riceverà una somma commisurata alla relativa performance. Poniamo quindi che il titolo arrivi a quotare 4,5 euro. In tal caso l’investitore incasserà 593,43 euro calcolati come: [1.000 euro del Valore Nominale x (4,5 euro del Prezzo di rilevazione finale/7,583 euro del Valore Inziale)].

 

La valutazione dell’Ufficio Studi di Investire.biz

Il Certificato appena descritto è particolarmente interessante. Innanzitutto perché permette di ottenere rendimenti sul comparto bancario che al momento non distribuisce dividendi. La Barriera è particolarmente profonda e la scadenza molto ampia, che a meno di un’accelerazione di una tendenza ribassista pluriennale potrebbe permettere ai prezzi di avere il tempo di recuperare.

In questo senso i prezzi particolarmente bassi delle azioni Unicredit potrebbero scontare lo scenario peggiore fatto di un incremento dei Non-Performing Loans e di un cambio al vertice che porti l’istituto di Piazza Gae Aulenti a incorporare Banca Monte dei Paschi di Siena.

Guardando alla struttura del Certificato è interessante evidenziare come questo offra un Effetto Memoria implicito, in quanto con lo scorrere delle date di valutazione il premio aumenta progressivamente di 3,5 punti percentuali sul Valore Nominale.

Da segnalare anche come anche l’arrivo del prodotto a scadenza non pregiudica al prodotto di offrire premi potenzialmente interessanti. Lo scenario migliore sarebbe tuttavia quello di una scadenza anticipata all’ultima data di valutazione, in quanto l’investitore incasserebbe un bonus del 38,5% lordo sui 1.000 euro del Valore Nominale.

 

 

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