I conti del primo trimestre 2026 di Xiaomi sono stati deludenti. La società tecnologica cinese ha registrato un crollo del 43% dell’utile netto a causa dei costi elevati dei chip di memoria. Questa categoria di semiconduttori ha avuto un boom della domanda negli ultimi tempi, per effetto soprattutto del grande impatto dell’intelligenza artificiale.
Di fronte a richieste esorbitanti, l’offerta di memoria si è mostrata insufficiente. I leader del settore, come le sudcoreane Samsung Electronics e SK Hynix e la statunitense Micron Technology, hanno intensificato gli sforzi, anche con importanti investimenti, per soddisfare le richieste dei clienti. Tuttavia, la catena di approvvigionamento è ancora sotto pressione.
Ad appesantire la situazione per Xiaomi sono state anche le tensioni geopolitiche e l’intensificarsi della concorrenza. La società ha comunicato che, in risposta a queste sfide, ha continuato a ottimizzare l’efficienza operativa e a rafforzare le tecnologie di base fondamentali, comprese le capacità di intelligenza artificiale.
Xiaomi: i numeri del primo trimestre 2026
Nei primi tre mesi dell’anno in corso, Xiaomi ha registrato ricavi complessivi per 99,14 miliardi di yuan, pari a circa 14,6 miliardi di dollari, in calo del 10,9% rispetto ai 111,29 miliardi di yuan dello stesso periodo del 2025. Gli analisti si aspettavano un fatturato di 103,4 miliardi di yuan.
Suddividendo per segmento di business, i ricavi dell’unità smartphone + AIoT hanno raggiunto quota 79,3 miliardi di yuan, con spedizioni di 33,8 milioni di unità. Con riferimento ai soli ricavi da smartphone, Xiaomi ha ottenuto entrate per 44,3 miliardi di yuan. Il fatturato derivante dai prodotti IoT e lifestyle si è attestato a 24,7 miliardi di yuan, con il massimo storico raggiunto all’estero, grazie all’espansione dei canali e all’ampliamento delle categorie di prodotti.
Quanto ai servizi Internet, i ricavi sono stati pari a 9,5 miliardi di yuan, con una crescita del 4,3% anno su anno, e la Cina continentale ha raggiunto un livello record. Infine, con riferimento alle entrate della divisione veicoli elettrici smart, intelligenza artificiale e altre nuove iniziative, il fatturato complessivo è stato di 19,9 miliardi di yuan, in aumento del 6,9% su base annua. La gran parte dei ricavi di questa sezione è derivata dai veicoli elettrici intelligenti, che hanno registrato 19 miliardi di yuan di entrate.
Il reddito lordo di Xiaomi è risultato pari a 21,81 miliardi di yuan (22% del fatturato), in calo del 14,2% rispetto a un utile lordo di 25,41 miliardi di yuan del primo trimestre 2025. L’utile operativo si è attestato a 5,31 miliardi di yuan, segnando un crollo del 59,5% su base annua. L’utile netto rettificato è stato di 6,07 miliardi di yuan, equivalente a circa 899 milioni di dollari, in diminuzione del 43,1% rispetto ai 10,68 miliardi di yuan di un anno prima e al di sotto dei 6,4 miliardi di yuan stimati dal consensus.
Le azioni in Borsa
Alla Borsa di Hong Kong, le azioni Xiaomi hanno perso circa il 28% del loro valore quest’anno, riducendo la forte performance triennale, ora ferma a +172,60%. Osservando i fondamentali dell’azienda, espressi dal fair value elaborato da Forecaster.biz, il titolo Xiaomi sembra ora sottovalutato. Il "valore equo", basato su quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales), risulta infatti di 43,70 HKD per azione, il 69,39% superiore al prezzo di mercato dell’ultima chiusura di Borsa di 25,80 HKD.