SpaceX fa una mossa a sorpresa e prevede di fissare il prezzo della sua IPO prima del roadshow con gli investitori. Secondo quanto riportato da Reuters, il colosso spaziale fondato e guidato da Elon Musk avrebbe già stabilito il prezzo dell'offerta pubblica iniziale a 135 dollari per azione, con la vendita di 555,6 milioni di azioni per una raccolta record di 75 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra senza precedenti, che spazzerebbe via il primato detenuto dall'IPO di Saudi Aramco, che nel 2019 raccolse 29 miliardi di dollari.
Il debutto di SpaceX è previsto al Nasdaq per il 12 giugno, con il simbolo SPCX. Le grandi banche americane Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Securities, Citigroup e JPMorgan Chase guideranno il consorzio internazionale incaricato del collocamento.
IPO SpaceX: una mossa insolita
L'iniziativa di SpaceX di determinare un prezzo fisso in questa fase è insolita. Di norma, infatti, avvengono prima la presentazione agli investitori e la raccolta degli ordini, mentre l'azienda che intende quotarsi stabilisce una fascia di prezzo per orientare le aspettative di valutazione e consentire eventuali aggiustamenti sulla base della domanda. Qualora vi sia una forte richiesta, il prezzo finale viene spinto verso la parte alta della forchetta indicata.
SpaceX ha invece "infranto" le consuetudini del mercato, anche alla luce del fatto che aveva già tenuto incontri preliminari con gli investitori. Tuttavia, le fonti riferiscono che i piani della società potrebbero cambiare una volta avviato il roadshow ufficiale. "Non esiste alcuna norma che vieti questo approccio non convenzionale", ha affermato Weiheng Chen, senior partner a Hong Kong dello studio legale statunitense Wilson Sonsini Goodrich & Rosati. "Musk sta semplicemente adottando un approccio del tipo 'prendere o lasciare', che funziona con i suoi sostenitori ed è anche sensato considerando le condizioni di mercato e la mancanza di società comparabili".
Che quella di SpaceX non sia un'IPO come le altre lo si è visto anche dalla volontà di Musk di assegnare fino al 30% dell'offerta agli investitori retail, quando normalmente tale quota si aggira tra il 5% e il 10%.
Un altro elemento singolare è rappresentato dalla pressione esercitata dalla società per ottenere un'inclusione anticipata negli indici di mercato, sfruttando una modifica regolamentare introdotta dal Nasdaq a partire dal 1° maggio. In precedenza, una società appena quotata doveva generalmente attendere almeno tre mesi, e in alcuni casi fino al successivo ribilanciamento, prima di poter entrare nel Nasdaq-100. Ciò significava che anche aziende di dimensioni enormi restavano escluse dagli ETF e dai fondi indicizzati per un determinato periodo.
Ora, invece, una nuova società può essere valutata per l'ingresso già dopo 15 giorni di negoziazione, purché la sua capitalizzazione di mercato sia sufficientemente elevata. Inoltre, sono stati alleggeriti alcuni requisiti tradizionali legati allo storico di quotazione e alla liquidità ed è stato eliminato il precedente requisito minimo del 10% di flottante per determinate valutazioni di inclusione.
IPO SpaceX: come saranno utilizzati i proventi
Il denaro raccolto attraverso l'offerta pubblica iniziale entrerà interamente nelle casse della società. Questo significa che gli attuali azionisti di SpaceX non potranno vendere le proprie azioni nell'ambito dell'IPO, ma soltanto successivamente sul mercato.
Inoltre, lo stesso Musk sarà soggetto a un vincolo che gli impedirà di cedere la propria partecipazione per 366 giorni dopo la quotazione. Si tratta di un segnale evidente dell'impegno del numero uno dell'azienda in questa operazione straordinaria.
I proventi dell'IPO di SpaceX saranno destinati a numerosi progetti: perseguire la missione di portare l'uomo su Marte, costruire data center nello spazio ed espandere le risorse di calcolo dedicate all'intelligenza artificiale e alla rete satellitare della società.
La valutazione è adeguata?
Al prezzo di 135 dollari per azione, SpaceX raggiungerebbe una valutazione di 1.750 miliardi di dollari. A inizio 2026, dopo la fusione con la startup di intelligenza artificiale xAI, fondata anch'essa da Elon Musk, il gruppo aveva ottenuto una valutazione di 1.250 miliardi di dollari, così suddivisa: 1.000 miliardi per SpaceX e 250 miliardi per xAI.
Con la cifra monstre di 1.750 miliardi di dollari, SpaceX verrebbe scambiata a un multiplo price/sales di circa 93,7 volte. Per fare un paragone, Tesla è valutata a circa 17 volte i ricavi, mentre un'altra società caratterizzata da multipli molto elevati come Palantir Technologies tratta intorno a 81 volte i ricavi.
Il confronto non può essere effettuato utilizzando il più comune price-to-earnings, poiché SpaceX è un'azienda in perdita. Proprio il fatto che il colosso spaziale stia bruciando liquidità rende molti osservatori perplessi di fronte a una valutazione così impegnativa. Inoltre, non avendo concorrenti diretti quotati in Borsa, la sua valutazione si presta a molte interpretazioni.
Secondo Morningstar, il valore effettivo di SpaceX sarebbe pari a circa 780 miliardi di dollari, il 48% in meno rispetto all'attuale valutazione del mercato privato. Gran parte di questo valore deriverebbe da Starlink, il business delle comunicazioni satellitari che ha generato la maggior parte dei ricavi, dei profitti e della crescita dell'azienda nell'ultimo anno.
Che cosa giustifica, dunque, una valutazione così elevata? La convinzione della società è di poter dominare tecnologie e mercati che ancora non esistono, come le missioni su Marte e i data center per l'intelligenza artificiale nello spazio alimentati da energia solare. Il mercato, invece, potrebbe scommettere soprattutto sullo storico successo di Musk con Tesla e sulla sua capacità di mobilitare gli investitori retail, alimentando così una forte domanda per le azioni della società.