PayPal potrebbe essere acquisita. Secondo quanto riportato in esclusiva da Reuters, il colosso statunitense dei pagamenti avrebbe ricevuto, all'inizio di luglio, un'offerta congiunta da parte della fintech Stripe e della società di private equity Advent. La proposta sarebbe di 60,50 dollari per azione, con un premio di circa il 28% rispetto all'ultima chiusura del titolo PayPal a Wall Street. L'operazione valuterebbe l'azienda oltre 53 miliardi di dollari.
Le fonti riferiscono anche che un primo approccio da parte degli offerenti era stato effettuato già ad aprile, senza però ricevere ancora una risposta da PayPal. Inoltre, nelle prossime settimane le trattative dovrebbero proseguire. La proposta, comunque, prevede una partecipazione paritaria, pari al 50% ciascuna, di Stripe e Advent nel capitale di PayPal, che non dovrebbe essere smembrata.
Offerta acquisizione PayPal: il fintech cambia volto
La notizia arriva in un contesto in cui il settore globale dei pagamenti è stato recentemente interessato da un'ondata di operazioni di consolidamento volte a sfruttare il boom dell'intelligenza artificiale. In sostanza, molte società attive nella tecnologia finanziaria cercano di aumentare le proprie dimensioni integrandosi con altre aziende del settore per espandersi nei segmenti a più rapida crescita, come quelli dei pagamenti transfrontalieri e del business-to-business (B2B). Tutto ciò mentre i servizi tradizionali di pagamento stanno vivendo una fase di rallentamento.
Tra le operazioni più importanti c'è da ricordare l'acquisizione, lo scorso anno, di Worldpay da parte di Global Payments per oltre 24 miliardi di dollari. Attualmente, invece, Mastercard starebbe valutando di vendere la quota di maggioranza della controllata britannica Vocalink a un gruppo di banche britanniche.
PayPal: un'agonia iniziata nel 2021
Da cinque anni PayPal sta vivendo un vero calvario in Borsa. La sua capitalizzazione di mercato aveva raggiunto un picco di circa 360 miliardi di dollari nel 2021, quando la pandemia aveva fatto esplodere gli acquisti e, quindi, i pagamenti online. Di quella cifra, però, oggi è rimasto solo il 10%, perché negli anni l'azienda ha dovuto subire la concorrenza di rivali come Apple Pay e Google Pay, che hanno proposto metodi di pagamento alternativi. Solo negli ultimi 12 mesi le azioni PayPal hanno perso circa il 40% del suo valore.
A marzo l'azienda ha cambiato gestione, affidando la guida al nuovo Amministratore delegato Enrique Lores. Il manager ha avviato un ampio piano di ristrutturazione, cercando di concentrarsi sulla crescita e semplificando la struttura aziendale. In pratica, PayPal ha diviso il business in tre unità: checkout (pagamenti online), servizi finanziari ai consumatori, incluso Venmo, e pagamenti e criptovalute.
A maggio, inoltre, Lores ha puntato sull'intelligenza artificiale dal punto di vista organizzativo per cercare di semplificare le operazioni aziendali. Tuttavia, non ha fornito dettagli sulle modalità con cui è stata implementata questa riorganizzazione.
In ogni caso, tali iniziative dovrebbero consentire alla società un risparmio di costi di circa 1,5 miliardi di dollari nei prossimi due o tre anni, secondo i piani. Le risorse ottenute saranno reinvestite per sostenere una nuova fase di crescita.