Non era mai successo che cinque delle sei più grandi banche statunitensi pubblicassero i risultati trimestrali nella stessa giornata. Normalmente, JP Morgan Chase, Citigroup e Wells Fargo rilasciano i dati per prime, seguite da Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley a distanza di uno o più giorni.
Oggi, tranne Morgan Stanley, che pubblicherà i conti domani, tutte le big bank a stelle e strisce hanno reso noti i risultati del secondo trimestre 2026. L'attesa era molto alta, soprattutto per quanto riguarda le entrate da trading e investment banking, grazie all'aumento della volatilità sui mercati finanziari dovuto alle tensioni geopolitiche e all'IPO di SpaceX, che ha generato importanti commissioni per le banche coinvolte nel collocamento delle azioni. Vediamo com'è andata.
JP Morgan Chase: boom del trading azionario
I risultati di JP Morgan Chase hanno superato nettamente le aspettative degli analisti. I ricavi della più grande banca statunitense si sono attestati a 58,02 miliardi di dollari, rispetto ai 50,19 miliardi stimati dal consensus, mentre gli utili per azione hanno raggiunto 7,70 dollari, contro i 5,85 dollari previsti. L'utile netto è balzato del 41%, raggiungendo 21,2 miliardi di dollari.
Tuttavia, escludendo due componenti straordinarie, tra cui un guadagno di 5,6 miliardi di dollari legato a Visa e ad altre voci, la crescita si riduce a un più contenuto 13%.
L'istituto ha registrato un risultato particolarmente brillante nel trading azionario, con ricavi balzati dell'86% su base annua, a 6 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti, pari a 2,11 miliardi di dollari. Meno entusiasmante il segmento del reddito fisso, le cui entrate da trading sono aumentate del 6%, a 6,1 miliardi di dollari, poco sotto la stima di Wall Street di 6,22 miliardi.
Quanto alle commissioni dell'investment banking, anche grazie all'effetto SpaceX, JP Morgan ha riportato ricavi per 3,3 miliardi di dollari, in aumento del 30% su base annua e superiori al consenso di 2,82 miliardi di dollari.
"Le performance sono state forti in tutta la linea e i ricavi di ogni divisione hanno raggiunto un nuovo record", ha dichiarato Jamie Dimon, Amministratore delegato di JP Morgan. Nonostante ciò, le azioni alla Borsa americana cedono il 2,67% nelle contrattazioni pre-market, probabilmente perché gli investitori avevano già scontato risultati di questo livello.
Bank of America: trimestre quasi da record
Bank of America ha realizzato ricavi netti per 31,7 miliardi di dollari, in aumento del 15% su base annua e superiori ai 30,72 miliardi attesi dagli analisti. La banca ha spiegato che la crescita è stata trainata principalmente dagli interessi netti e dalle commissioni di investment banking.
Il margine di interesse netto è ammontato a 16,2 miliardi di dollari, in crescita del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie all'aumento dei volumi di prestiti e depositi. Il dato è risultato in linea con le stime del consensus. Le commissioni di investment banking hanno raggiunto 2,1 miliardi di dollari, segnando un balzo del 50% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno e superando le aspettative degli analisti, pari a 1,86 miliardi di dollari.
Anche l'utile per azione ha battuto le previsioni, attestandosi a 1,21 dollari contro una stima di 1,13 dollari. Un altro elemento positivo riguarda le perdite su crediti, diminuite nell'arco di un anno da 1,6 a 1,4 miliardi di dollari, rispetto a una previsione degli analisti di 1,47 miliardi.
"Il team ha registrato uno dei trimestri più forti della nostra storia, con un utile per azione in crescita del 34% su base annua", ha dichiarato il CEO di Bank of America, Brian Moynihan. "Ogni segmento di business ha riportato una crescita a doppia cifra dell'utile netto e solidi rendimenti sul capitale. In un contesto economico sano, consumatori e imprese resilienti continuano a rivolgersi a Bank of America per spendere, prendere in prestito e investire". Le azioni a Wall Street cedono poco più dell'1% nel pre-market.
Wells Fargo: crescita su tutti i fronti
Anche i risultati di Wells Fargo hanno soddisfatto le aspettative. La quarta banca statunitense ha registrato ricavi per 22,62 miliardi di dollari, superando le stime di 21,84 miliardi. Rispetto al secondo trimestre del 2025, la crescita è stata del 9%. Il margine di interesse netto è aumentato del 5%, a 12,3 miliardi di dollari, in linea con il consensus, mentre i ricavi delle altre divisioni sono saliti del 13%, a 10,3 miliardi di dollari, superando le previsioni degli analisti di 9,44 miliardi.
Le commissioni dell'investment banking hanno raggiunto 939 milioni di dollari, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente, grazie soprattutto alla sottoscrizione di emissioni obbligazionarie e azionarie.
Wells Fargo ha riportato un utile netto di 6,4 miliardi di dollari, pari a 2 dollari per azione, in aumento del 17% rispetto ai 5,49 miliardi di dollari, pari a 1,60 dollari per azione, dello stesso periodo del 2025. Gli analisti prevedevano un utile di 1,72 dollari per azione.
"Stiamo chiaramente beneficiando della solidità dell'economia statunitense, ma anche gli investimenti effettuati e una migliore disciplina operativa stanno sostenendo un forte slancio nei nostri principali indicatori di business in tutti i segmenti", ha dichiarato l'amministratore delegato Charlie Scharf. Anche le azioni Wells Fargo sono in calo nel pre-market, con una perdita superiore al 2%.
Goldman Sachs: trading e investment banking spingono i conti
I ricavi da trading e investment banking hanno trainato i risultati trimestrali di Goldman Sachs. La banca d'investimento ha registrato un aumento del fatturato del 39%, a 20,3 miliardi di dollari, contro i 16,2 miliardi attesi dagli analisti. Le due divisioni hanno fatto la parte del leone.
I ricavi del trading azionario sono balzati del 72% su base annua, raggiungendo 7,4 miliardi di dollari. L'unità dedicata alla sottoscrizione di emissioni azionarie, che include l'IPO di SpaceX e la vendita di azioni Alphabet, ha visto i ricavi aumentare del 130%, a 985 milioni di dollari.
L'utile netto si è attestato a 6 miliardi di dollari, pari a 21 dollari per azione, superando ampiamente i 14,5 dollari per azione previsti da Wall Street.
"Lo slancio si è accelerato in tutte le nostre attività", ha dichiarato David Solomon, CEO di Goldman Sachs. "I clienti continuano ad affidarsi a noi per le loro operazioni più strategiche e significative. Alla luce di ciò che vediamo nelle nostre pipeline, ci aspettiamo che questo trend prosegua". A differenza delle altre grandi banche, il titolo Goldman Sachs guadagna quasi il 3% nel pre-market.
Citigroup: i ricavi più forti degli ultimi dieci anni
Citigroup ha registrato il miglior fatturato trimestrale degli ultimi dieci anni, con una crescita a doppia cifra dei ricavi per il gruppo e in quattro delle sue cinque divisioni operative. Le entrate si sono attestate a 24,77 miliardi di dollari, superando i 23,74 miliardi previsti dal consensus. Investment banking e mercati hanno trainato la performance grazie alla ripresa delle operazioni di M&A, delle IPO e del trading.
"La nostra crescente capacità di generare utili ci consentirà di aumentare il dividendo previsto del 12% e abbiamo avviato il nostro piano di riacquisto di azioni da 30 miliardi di dollari", ha dichiarato la CEO Jane Fraser. "La combinazione tra investimenti, disciplina nell'esecuzione e attenzione ai clienti sta migliorando i nostri rendimenti e creando valore duraturo per gli azionisti". Nonostante i risultati, negli scambi prima dell'apertura di Wall Street le azioni Citigroup cedono il 2,17%.