Le azioni Oracle sono in rialzo di circa 3 punti percentuali a Wall Street nelle contrattazioni pre-market, dopo che il colosso tecnologico statunitense si è aggiudicato un importante contratto con il Pentagono del valore di quasi 7 miliardi di dollari. Si tratta di una notizia importante per una società che negli ultimi mesi è stata sotto pressione in Borsa a causa delle ingenti spese per l'intelligenza artificiale, che hanno aumentato l'esposizione debitoria dell'azienda.
Il titolo è stato colpito anche dopo che la startup di intelligenza artificiale Anthropic ha rilasciato alcuni modelli in grado di sostituire le funzionalità dei software tradizionali, minacciando in questo modo il core business di aziende come Oracle. Da inizio anno, le azioni della società con sede ad Austin, in Texas, hanno perso il 38,41% del loro valore.
Oracle: i dettagli del contratto con la difesa USA
Secondo quanto riportato in un comunicato del governo americano, il contratto siglato da Oracle con il Dipartimento della Difesa statunitense riguarda l'utilizzo del software aziendale nei data center on-premise destinati ai vari rami delle forze armate statunitensi, alla comunità di intelligence degli Stati Uniti e alla Guardia Costiera. I servizi forniti da Oracle comprendono licenze software perpetue e in abbonamento, manutenzione e consulenza.
L'accordo, della durata di cinque anni, ha un valore iniziale di 3,31 miliardi di dollari, ma prevede l'opzione di essere esteso per altri cinque anni, portando la spesa complessiva del Pentagono a 6,99 miliardi di dollari. Al momento non sono stati stanziati fondi iniziali. Il capitale verrà quindi erogato progressivamente attraverso singoli ordini di attività, in base ai requisiti operativi e alle esigenze delle missioni.
Cosa significa questo contratto
Il contratto ha una rilevanza notevole sia per Oracle sia per la difesa degli Stati Uniti. Per Oracle rappresenta la possibilità di incrementare i ricavi nel lungo termine, in un momento in cui i fornitori di software enterprise sono sotto pressione. A giugno, in occasione della presentazione dei dati trimestrali, Oracle ha dichiarato che i ricavi derivanti dal software sono diminuiti del 2% su base annua, sebbene il software per database della società continui a essere ampiamente utilizzato dalle grandi imprese. I ricavi del cloud, invece, sono aumentati del 47%, grazie alla rapida espansione dell'infrastruttura necessaria a fornire capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale a OpenAI e ad altri clienti.
L'accordo consolida inoltre il ruolo di Oracle all'interno del governo federale, nell'ambito di un rapporto di fornitura che dura da tre decenni. Rafforza anche i rapporti tra il cofondatore e presidente esecutivo di Oracle, Larry Ellison, e l'amministrazione Trump, di cui è uno storico sostenitore. Ellison, che secondo indiscrezioni avrebbe contribuito con 45 milioni di dollari al finanziamento della campagna elettorale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, è stato tra i primi ospiti ricevuti alla Casa Bianca durante il secondo mandato di Donald Trump.
In quell'occasione sono stati annunciati i piani per la costruzione dei data center per l'intelligenza artificiale del progetto Stargate. Inoltre, Trump ha sostenuto la possibilità che Oracle acquisisse una quota delle attività statunitensi di TikTok, mentre a maggio il Dipartimento della Difesa ha annunciato accordi con Oracle e altre aziende tecnologiche per l'implementazione di sistemi di intelligenza artificiale all'interno di reti classificate.
Per il governo americano, questo contratto consentirà l'accesso a tecnologie enterprise flessibili e ad alta sicurezza, offrendo al personale della difesa un percorso più efficiente per implementare infrastrutture cloud e soluzioni di intelligenza artificiale su larga scala. Inoltre, garantirà anche un notevole risparmio di denaro pubblico. Secondo quanto dichiarato da Kirsten Davies, Chief information officer del Dipartimento della Difesa statunitense, l'agenzia farà risparmiare ai contribuenti almeno 441 milioni di dollari, "migliorando radicalmente il modo in cui acquistiamo le soluzioni Oracle per i data center on-premise". È già un risultato significativo, considerando che, secondo quanto comunicato questa settimana dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, la guerra in Iran è costata finora agli Stati Uniti 37,5 miliardi di dollari.