Il mercato delle IPO potrebbe esplodere negli Stati Uniti, con le quotazioni molto attese di società come SpaceX e OpenAI. La prima ha già depositato la documentazione in via confidenziale per il debutto, che dovrebbe avvenire questo mese (IPO SpaceX: emergono i dettagli, boom di investitori retail).
Quanto alla startup di intelligenza artificiale, secondo indiscrezioni di stampa la domanda alle autorità di regolamentazione potrebbe essere presentata nella seconda parte dell'anno, sebbene la società non abbia ancora dato alcuna indicazione sui tempi. L'aspetto in comune delle due quotazioni, oltre alle enormi valutazioni che probabilmente riceveranno le aziende, è la quota importante riservata agli investitori retail.
IPO OpenAI: l'attenzione agli investitori individuali
Nel corso di un'intervista alla CNBC, il Direttore finanziario di OpenAI, Sarah Friar, ha dichiarato che la startup intende riservare una parte delle azioni collocate nell'Offerta pubblica iniziale agli investitori individuali. Il Chief financial officer ha affermato che la società ha recentemente testato il terreno con il retail, in occasione del suo ultimo round di finanziamento. In quell'occasione, la domanda è stata davvero forte.
Nelle IPO tradizionali, la partecipazione maggiore è riservata agli investitori istituzionali, mentre la componente retail si aggira tra il 5% e il 10%. Tuttavia, Elon Musk, Amministratore delegato di SpaceX, intende arrivare fino al 30% con gli investitori individuali.
Non si conosce ancora con precisione la quota di assegnazione da parte di OpenAI, ma a questo punto è probabile che sia più vicina a quella di SpaceX che a quella delle altre IPO. "L'AI deve guadagnarsi fiducia in tutto ciò che facciamo. È anche per questo che la quota riservata ai retail svolge un ruolo particolare", ha detto Friar. "Tutti dovranno partecipare, non un solo un gruppo ristretto".
Quanto vale la startup AI?
Nell'ultimo round di finanziamento, OpenAI ha ricevuto impegni di capitale per ben 122 miliardi di dollari, il che le ha conferito una valutazione di 852 miliardi di dollari. Il capitale raccolto dai singoli investitori è stato invece di 3 miliardi di dollari, il triplo rispetto a quanto l'azienda sperava di ottenere nei collocamenti privati attraverso banche come JP Morgan Chase, Morgan Stanley e Goldman Sachs, ha affermato Friar. Si tratta del più grande piazzamento privato mai realizzato da questi istituti finanziari.
Diventando pubblica, OpenAI potrebbe essere valutata fino a 1.000 miliardi di dollari, una cifra enorme, anche se lontana dai circa 1.750 miliardi di dollari di valutazione che potrebbe ricevere SpaceX dopo la quotazione di questo mese. In ogni caso, il Direttore finanziario ha rimarcato l'importanza, per un'azienda delle dimensioni di OpenAI, di "apparire, sentirsi e agire come una società quotata".
La quotazione comporta comunque notevoli vantaggi, ha osservato la manager, sottolineando che l'azienda potrà sfruttare il debito convertibile e quello investment grade per sostenere il business. Sulla base delle previsioni aziendali, nei prossimi cinque anni saranno destinati circa 600 miliardi di dollari a semiconduttori e data center.
"Il calcolo è la grande arma competitiva, la risorsa più grande che puoi avere", ha detto Friar. "Poter offrire più calcolo è davvero il risultato dell'esperienza del cliente che porterà a più ricavi e più flussi di cassa. E voglio essere sicura che siamo sempre pronti a raggiungere i grandi mercati".