Luigi Lovaglio dovrebbe lasciare Banca MPS. Secondo indiscrezioni, il Consiglio di amministrazione dell’istituto senese dovrebbe revocare i poteri esecutivi dell’attuale Amministratore delegato dopo la candidatura proposta per un nuovo mandato nella lista presentata dalla famiglia Tortora. La holding, che detiene l’1,2% del capitale di Montepaschi, ha proposto nel fine settimana il top manager 70enne ancora al timone della banca, in una lista concorrente a quella indicata dagli azionisti di maggioranza. La lista si compone di dodici nomi, con Cesare Bisoni, ex UniCredit, designato per la presidenza del Cda.
Nel fine settimana, il board di MPS ha convocato una riunione d’urgenza per valutare la posizione di Lovaglio, ma senza giungere a una conclusione. Questa mattina ci sarà un nuovo aggiornamento e si parla quindi di una revoca immediata delle deleghe. Il motivo di questa presa di posizione è che Lovaglio ha sostenuto una lista alternativa, mettendosi contro il processo di selezione a cui ha partecipato, nonché contro una delibera del consiglio di cui fa parte.
La situazione caotica che si è venuta a creare probabilmente non piacerà ai grandi fondi, che rappresentano la maggioranza del capitale azionario della banca. Per questo non è escluso che nei prossimi giorni arrivino richieste di chiarimento ufficiali per spiegare cosa stia effettivamente succedendo in tema di governance a Rocca Salimbeni.
MPS: quali saranno i cambiamenti al vertice?
L’attesa per il nuovo board di MPS si fa rovente. L’appuntamento è al 15 aprile, quando si terrà l’assemblea degli azionisti. Tuttavia, a giorni dovrebbero esprimersi i proxy advisor con le raccomandazioni di voto. Il consiglio, presieduto da Nicola Maione, potrebbe indicare Fabrizio Palermo come nuovo CEO. Si tratta dell’Amministratore delegato di Acea ed ex capo di Cassa Depositi e Prestiti.
Circolano, però, altri nomi in lizza: Corrado Passera, ex CEO di Intesa Sanpaolo, e Carlo Vivaldi, ex alto funzionario di UniCredit. Alla presidenza potrebbe essere confermato Nicola Maione, sebbene Passera rappresenti un’opzione da considerare. Dall’altra parte c’è Lovaglio, che concorre con una propria lista.
Chi la spunterà? La soluzione proposta dal Cda sembra in vantaggio, in quanto può contare su Francesco Gaetano Caltagirone, che detiene l’11% delle azioni MPS. L’imprenditore romano dovrebbe essere sostenuto da Enasarco ed Enpam, che posseggono complessivamente il 3%. Tuttavia, a differenza di altre occasioni, non potrebbe contare sull’appoggio di Delfin, proprietaria di un pacchetto del 17,5% e socio di maggioranza.
La holding della famiglia Del Vecchio dovrebbe infatti astenersi. Stesso discorso per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che possiede il 4,8% del capitale. La lista di Tortora e Lovaglio si appoggia invece al patron di Ufi Filters, Giorgio Girondi, che ha in portafoglio una quota superiore al 3%.
La partita potrebbe essere decisa dalle posizioni incerte, come quelle di Banco BPM e Anima Holding, che insieme rappresentano circa il 3,7%, e da quelle dei fondi BlackRock, Norges Bank e Vanguard, detentori complessivamente del 12%. Lovaglio spera che questo terzetto lo appoggi nuovamente, dopo averlo sostenuto lo scorso anno in occasione della scalata di MPS a Mediobanca.