Leonardo guarda al mercato dei droni. Secondo quanto dichiarato dall'Amministratore delegato Lorenzo Mariani in un'intervista al Corriere della Sera, il gigante italiano della difesa apre ad acquisizioni e partnership, in un contesto in cui il peso del software è crescente e gli assetti del settore si stanno ridefinendo. Il top manager ha ribadito la forte connotazione tecnologica dell'azienda che guida, in grado di offrire soluzioni avanzate sui mercati globali e, al contempo, di soddisfare i bisogni interni. Per costruire una vera industria europea della difesa servono "alleanze e joint venture", ha sottolineato Mariani.
Oggi la domanda internazionale di sistemi di difesa e attrezzature militari è cresciuta in maniera considerevole a causa delle guerre degli ultimi anni, dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022 fino al più recente conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran. Per questo motivo Leonardo si pone il problema di aumentare la propria capacità produttiva. Per farlo, da una parte ha "sfruttato la capacità inutilizzata, soprattutto nei comparti dei missili, dei radar e dei velivoli", ha affermato il CEO; dall'altra ha effettuato "investimenti non ricorrenti in nuovi mezzi produttivi".
In una fase così delicata, Leonardo ha siglato una joint venture con il colosso tedesco Rheinmetall nel settore dei mezzi militari e un'altra con l'azienda turca Baykar per quanto riguarda i droni. Queste alleanze "ci permettono accelerazioni più rapide", ha aggiunto Mariani.
Leonardo: le ragioni dell'acquisizione di Raft
La scorsa settimana Leonardo ha acquisito l'azienda statunitense Raft, specializzata in software militare ad "architettura aperta", fusione di dati multi-dominio e applicazioni di intelligenza artificiale per il Dipartimento della Difesa statunitense e le agenzie di sicurezza nazionale. Le sue piattaforme integrano dati provenienti da sensori, satelliti, radar e reti operative per creare un quadro operativo unico e supportare le decisioni in tempo reale sul campo.
L'acquisizione è avvenuta per 450 milioni di dollari in contanti, con l'obiettivo di accelerare la trasformazione di Leonardo da produttore di hardware per la difesa a fornitore di soluzioni integrate "AI-enabled" per operazioni militari multi-dominio, un segmento considerato strategico e in forte crescita.
Parlando dell'operazione, Mariani ha spiegato che Leonardo avrà innanzitutto la possibilità di rafforzare la propria presenza nel mercato statunitense, dove le nuove tecnologie, a partire dall'intelligenza artificiale, si sviluppano a una velocità impressionante. In secondo luogo, l'azienda italiana potrà "accelerare lo sviluppo di software ad alto contenuto AI per applicazioni di comando e controllo, specialmente nel campo della difesa aerea".
La cybersecurity
Mariani ha affrontato anche il tema della cybersecurity, diventata ormai una delle principali sfide per governi e imprese. Gli attacchi informatici stanno diventando sempre più sofisticati e colpiscono non solo reti e dati, ma anche infrastrutture critiche, impianti industriali e sistemi operativi tradizionali. L'integrazione crescente tra tecnologie digitali e asset fisici ha ampliato la superficie di rischio, rendendo necessaria una protezione continua e integrata di entrambi gli ambienti.
"Secondo me, da ora in poi, il paradigma è fare in modo che anche i sistemi che avremmo definito tradizionali siano protetti dagli attacchi cyber", ha dichiarato Mariani. "I nostri centri operativi per la sicurezza proteggono sia le nostre infrastrutture fisiche sia i sistemi digitali". A tal proposito, per aumentare la capacità di protezione dell'azienda e dei propri clienti, "abbiamo recentemente acquisito quote in società svedesi, finlandesi e britanniche", ha concluso il manager.