Le azioni Nike affondano nelle contrattazioni pre-market di Wall Street dopo che il colosso dell’abbigliamento sportivo ha presentato i conti finanziari del terzo trimestre fiscale 2026. Il rivenditore americano ha avvertito che le vendite diminuiranno nell’anno solare, soprattutto a causa di un calo previsto del 20% in Cina, suo mercato chiave, durante il trimestre in corso. Questo ha fatto passare in secondo piano ricavi e utili superiori alle aspettative degli analisti.
Nel comunicato, il Presidente e Amministratore delegato dell’azienda, Elliott Hill, ha dichiarato che nel trimestre sono state intraprese "azioni significative per migliorare la salute e la qualità" dell’attività aziendale. Nel frattempo, "il ritmo dei progressi è diverso all’interno del portafoglio e le aree prioritizzate inizialmente continuano a generare slancio". Il CEO ha anche precisato che "il lavoro non è ancora finito, ma la direzione è chiara", con le fondamenta che "si stanno rafforzando ulteriormente per costruire il futuro di Nike".
Nike: i numeri della trimestrale
Nei tre mesi terminati al 28 febbraio 2026, Nike ha conseguito ricavi complessivi per 11,28 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con il fatturato del terzo trimestre fiscale 2025 e poco sopra gli 11,24 miliardi di dollari previsti dal consensus.
L’azienda ha registrato un incremento di circa il 3% a 5,03 miliardi di dollari in Nord America, ma ha subito un calo del 7% a 1,62 miliardi di dollari in Cina. Quanto all’area Europa, Medio Oriente e Africa, si è registrato un incremento del 2% a 2,87 miliardi di dollari, mentre in Asia Pacifico e America Latina i ricavi sono saliti dell’1% a 1,49 miliardi di dollari.
Per quanto concerne le divisioni aziendali, Nike ha visto una crescita del 2% a 7,35 miliardi di dollari nel segmento Calzature, mentre l’unità Abbigliamento è rimasta sostanzialmente invariata a 3,18 miliardi di dollari. In calo del 2%, a 468 milioni di dollari, la divisione Equipaggiamento.
Il margine lordo è passato dal 41,5% al 40,2% in un anno, principalmente a causa dei dazi più elevati in Nord America, mentre il margine operativo è aumentato dal 34,5% al 35,3%. L’utile netto ha subito un calo del 35%, attestandosi a 520 milioni di dollari. Tuttavia, l’utile per azione pari a 0,35 dollari ha superato le attese degli analisti, ferme a 0,28 dollari.
"Abbiamo conseguito risultati nel terzo trimestre in linea con le nostre aspettative e i nostri team continuano a operare con disciplina", ha dichiarato Matthew Friend, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario di Nike.
Nike: dividendi e guidance
Nike ha aumentato i dividendi per 24 anni consecutivi e, nel terzo trimestre, ha restituito agli azionisti circa 609 milioni di dollari, circa il 3% in più rispetto all’anno precedente.
Durante la teleconferenza sugli utili, Friend ha dichiarato che le vendite previste per il quarto trimestre fiscale 2026 caleranno tra il 2% e il 4%, mentre Wall Street stimava un incremento dell’1,9%. Per quanto riguarda l’intero anno solare, l’azienda prevede che le vendite diminuiranno di una percentuale a una cifra bassa, trainate dalla crescita in Nord America e compensate da cali in Cina.
"Riconosciamo anche che l’ambiente intorno a noi è diventato sempre più dinamico e potremmo sperimentare una volatilità non pianificata a causa delle interruzioni in Medio Oriente, dell’aumento dei prezzi del petrolio e di altri fattori che potrebbero influenzare sia i costi degli input sia il comportamento dei consumatori", ha detto Friend. "Siamo concentrati su ciò che possiamo controllare".
Vanno comprate le azioni?
Quest’anno le azioni Nike sono scivolate di oltre 16 punti percentuali, complice la guerra USA-Iran. Negli ultimi tre anni, tuttavia, il calo è stato di quasi il 57%, a causa del rallentamento del settore, in particolare per la diminuzione della domanda cinese.
Guardando ai fondamentali dell’azienda, un’indicazione arriva dal fair value di Forecaster.biz. Tale valore, basato su quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales), risulta pari a 54,88 dollari, circa il 4% sopra il prezzo attuale di mercato al NYSE, pari a 52,82 dollari all’ultima chiusura. Ciò implica che il titolo è attualmente leggermente sottovalutato.