Hong Kong si è affermata negli ultimi anni come una delle principali piazze globali per le nuove quotazioni, attirando società cinesi di grandi dimensioni e raccogliendo capitali in competizione diretta con Wall Street.
Tuttavia, dietro il successo della raccolta fondi emerge un problema crescente: molte aziende appena sbarcate sul mercato stanno registrando performance deludenti dopo il debutto. Il fenomeno sta alimentando interrogativi sulla sostenibilità del rally delle IPO cinesi e sulla possibilità che alcune valutazioni iniziali siano state spinte eccessivamente dall’entusiasmo degli investitori.
Un mercato IPO ai vertici globali
Secondo i dati di KPMG, la Borsa di Hong Kong è stata la prima al mondo per capitale raccolto attraverso le IPO lo scorso anno, superando anche le principali piazze statunitensi, come NYSE e Nasdaq. Il momentum è proseguito anche nei primi mesi dell’anno, con oltre 600 società in attesa di quotazione sull’exchange di Hong Kong.
Nonostante la forte domanda, però, il comportamento dei titoli dopo la quotazione sta diventando un elemento di preoccupazione. Dall’inizio del 2025 sono state circa 179 le società approdate sul mercato di Hong Kong e quasi la metà ha registrato un calo nei tre mesi successivi, secondo i dati della società cinese di informazioni finanziarie Wind Information.
Una performance nettamente più debole rispetto all’andamento generale dei mercati azionari globali e dell’indice dedicato alle nuove quotazioni internazionali.
Il caso delle società entrate nel programma Stock Connect
Le difficoltà risultano ancora più evidenti tra i titoli inclusi nello Stock Connect, il programma che permette agli investitori della Cina continentale di acquistare direttamente azioni quotate a Hong Kong.
Tra le società entrate nel programma a marzo, molte avevano registrato forti rialzi tra il debutto in Borsa e il giorno precedente all’inclusione. Oltre la metà aveva più che raddoppiato il proprio valore in quel periodo, mentre alcune aziende avevano segnato guadagni superiori al 300%.
Il problema è che, dopo l’ingresso nello Stock Connect, diversi titoli hanno subito pesanti correzioni. Alcune società hanno perso oltre il 10%, mentre il gruppo di aziende che aveva registrato i rialzi più spettacolari ha visto un ridimensionamento ancora più marcato. Tra queste, la società di intelligenza artificiale Deepexi ha perso oltre metà del valore rispetto ai massimi raggiunti.
Effetto speculativo prima dell’inclusione nello Stock Connect
Secondo alcuni analisti, una parte del fenomeno potrebbe essere legata alle dinamiche di mercato che precedono l’inclusione nello Stock Connect.
Molte società quotate a Hong Kong sono già presenti anche sui mercati della Cina continentale attraverso le azioni A. In questi casi, alcuni investitori potrebbero sfruttare il periodo precedente all’ingresso nel programma per beneficiare dei rialzi, per poi spostare nuovamente il capitale verso i titoli continentali, spesso caratterizzati da valutazioni più basse.
Alcuni operatori hanno osservato che l’inclusione nello Stock Connect è diventata per determinati fondi una possibile opportunità per generare rendimenti nel breve periodo, aumentando però la volatilità dei titoli coinvolti.
IPO e volatilità: una sfida per Hong Kong
Le autorità cinesi stanno monitorando il fenomeno delle forti accelerazioni seguite da brusche correzioni. Anche i media finanziari sostenuti dallo Stato hanno evidenziato i rischi legati a movimenti troppo rapidi dei prezzi dopo alcune IPO.
Per Hong Kong la sfida sarà mantenere l’attrattività come centro globale per la raccolta di capitali senza trasformare i debutti in Borsa in operazioni prevalentemente speculative.