La rivoluzione messa in atto dall'intelligenza artificiale ha movimentato un intero ecosistema che abbraccia data center, infrastrutture di rete, chip, hardware e software di ogni tipo. In questo contesto, i data center svolgono un ruolo centrale, perché da queste strutture passano la conservazione e la gestione dell'enorme flusso di dati generato dall'AI.
Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo centinaia di miliardi di dollari per costruire e/o ammodernare i data center, ma la corsa a ritmo accelerato dell'intelligenza artificiale ne richiede un numero sempre maggiore. Per questo, alcuni dei più grandi nomi della tecnologia e del settore spaziale intendono trasferire questi enormi contenitori di dati in orbita.
SpaceX ha il progetto più ambizioso per i data center nello spazio, avendo presentato lo scorso gennaio alla Federal Communications Commission la richiesta per una costellazione composta da un massimo di 1 milione di satelliti in grado di formare, appunto, un data center orbitale per l'IA. Il piano permetterebbe di risparmiare sull'energia, sia sotto il profilo dei consumi sia sotto quello dei costi, in quanto l'elaborazione verrebbe alimentata dall'energia solare nello spazio.
Quello di SpaceX non è un progetto isolato. Anche Blue Origin, la società spaziale fondata e gestita da Jeff Bezos, ha presentato a marzo un programma per 51.600 satelliti destinati a data center in orbita terrestre bassa. Tuttavia, ha precisato che la tempistica non sarà inferiore a due o tre anni.
Della partita è anche Google, che sta esplorando Project Suncatcher, una rete interconnessa di satelliti alimentati dall'energia solare e dotati dei suoi chip per l'intelligenza artificiale.
Data center nello spazio: il ruolo delle assicurazioni
Tutti questi progetti potrebbero generare centinaia di miliardi di dollari di hardware nello spazio e ciò potrebbe aprire una nuova frontiera per le compagnie assicurative, chiamate a coprire il rischio legato a tutta l'infrastruttura.
Patton Kline, responsabile della divisione aviation and space negli Stati Uniti di Marsh, ha affermato che un'azienda del settore che assicura asset terrestri senza considerare lo spazio come la prossima frontiera del mercato assicurativo rischia di "perdersi una grande opportunità di crescita".
A suo avviso, alcune compagnie assicurative, così come i loro clienti, stanno già mostrando interesse, con circa 30 imprese nel mondo specializzate nelle coperture del settore spaziale. L'esperto sottolinea che i premi sono compresi tra 500 e 700 milioni di dollari, una cifra esigua se si considera che probabilmente sarebbe necessario assicurare infrastrutture informatiche in orbita per centinaia di miliardi di dollari.
In sostanza, da decenni le compagnie assicurative offrono coperture per lanci spaziali e satelliti; l'elaborazione dei dati in orbita rappresenterebbe un'estensione del mercato delle assicurazioni spaziali.
I rischi e le opportunità
L'idea di assicurare data center nello spazio è molto suggestiva. Il punto, tuttavia, è riuscire a prezzare il rischio, che finora non è mai esistito su una scala di questa portata. "Ci sono troppe incognite per quantificare il rischio con un livello di affidabilità sufficiente a sostenere un'offerta assicurativa sostenibile", ha affermato Andreas Berger, CEO di Swiss Re.
A suo avviso, ci sono due rischi in rapida crescita da considerare, quello delle infrastrutture per l'AI e quello del settore spaziale commerciale, ma ciò solleva interrogativi fondamentali sulla regolamentazione, sulla capacità assicurativa e sulla definizione dei prezzi.
A tutto ciò si aggiungono le incertezze tecniche derivanti dai fallimenti dei lanci, dalle radiazioni, dai guasti hardware, dalla gestione del calore, dalle collisioni e dai detriti spaziali. A differenza dei data center terrestri, le riparazioni o le sostituzioni potrebbero richiedere un nuovo lancio.
Cosa rappresenta tutto ciò per gli assicuratori? Da un lato, sicuramente un problema, considerando i rischi, ma dall'altro un'opportunità, dal momento che si avrebbe a che fare con una nuova classe di asset dal valore di centinaia di miliardi di dollari.