Negli ultimi anni, i Data Center hanno smesso di essere semplici “magazzini di server” per diventare veri e propri pilastri dell’era digitale. La crescita dell’intelligenza artificiale ha accelerato questa trasformazione: i grandi modelli linguistici, come quelli che alimentano ChatGPT, richiedono una potenza di calcolo enorme, e dietro ogni risposta generata c’è un esercito di server che lavora instancabile. Il risultato è una corsa globale a costruire nuovi Data Center, creando una delle classi di asset più calde del momento.
Non solo le grandi aziende tecnologiche ne traggono vantaggio: chi investe con lungimiranza può partecipare a questo boom infrastrutturale. Aziende come Nvidia, Broadcom e Advance Micro Devices, ad esempio, hanno beneficiato direttamente dalla vendita dei chip necessari per far funzionare i modelli AI, mentre aziende di rete e assemblaggio come Arista Networks, Dell e Celestica sostengono il settore “dietro le quinte”.
Come investire nel boom dei Data Center
Oggi quindi i Data Center sono vere e proprie città di calcolo, dove energia, connettività e gestione si combinano per supportare l’intelligenza artificiale che sta cambiando il mondo. Per chi cerca opportunità di investimento, il settore offre diverse strade: si può puntare sulle grandi aziende, sulle infrastrutture, sull’energia o su nicchie spesso trascurate ma essenziali. Ecco cinque modi concreti per approfittare del boom dei Data Center.
Puntare sui chip e sull’hardware
I chip sono il cuore pulsante dei Data Center. Senza GPU potenti, i modelli AI non potrebbero esistere. Nvidia guida il settore, con le sue GPU che alimentano quasi tutti i principali modelli di intelligenza artificiale. Dietro il colosso di Santa Clara ci sono Broadcom e AMD, che forniscono componenti essenziali per far funzionare i sistemi a pieno regime.
Investire in queste aziende significa scommettere sull’input più critico dei Data Center: la potenza di calcolo. Con l’aumento dei dati e la crescente complessità dei modelli AI, la domanda di chip ad alte prestazioni è destinata a crescere, rendendo queste aziende protagoniste di un mercato in forte espansione.
Investire nelle aziende che costruiscono e gestiscono i Data Center
Non basta avere server potenti: i Data Center vanno costruiti, gestiti e mantenuti. Società come Equinix e Digital Realty Trust possiedono centinaia di Data Center nel mondo e guadagnano affitti stabili da clienti di prim’ordine come Amazon e Google.
Anche operatori di torri e reti come American Tower e Crown Castle svolgono un ruolo chiave, assicurando che i dati possano muoversi senza intoppi dentro e fuori dalle strutture. Investire in queste aziende significa accedere a flussi di reddito relativamente stabili, grazie a contratti a lungo termine e clienti solidi, con meno volatilità rispetto alle azioni tech tradizionali.
Scegliere ETF specializzati
Per chi preferisce la diversificazione, gli ETF rappresentano un’opzione molto interessante. Esistono fondi che raggruppano aziende legate ai Data Center, all’infrastruttura digitale e ai servizi cloud, offrendo esposizione a tutto il settore senza il rischio di puntare su una singola azienda.
Tra i principali troviamo il Data Center & Digital Infrastructure ETF ($DTCR) di Global X, il Benchmark Data & Infrastructure Real Estate ETF ($SRVR) di Pacer e l’US Digital Infrastructure and Real Estate ETF ($IDGT) di iShares. Con un ETF, è possibile investire nel boom dei Data Center in modo più tranquillo e diversificato, cogliendo la crescita dell’intero ecosistema.
Guardare ai fornitori di energia
I Data Center consumano quantità enormi di energia, e questo ha creato nuove opportunità nel settore energetico. Utility come NextEra Energy forniscono energia rinnovabile, mentre NuScale Power sviluppa piccoli reattori nucleari modulari per soddisfare la crescente domanda. Sistemi di accumulo come quelli di Fluence Energy permettono di gestire i picchi di consumo, e aziende come Vertiv Holdings o Schneider Electric offrono soluzioni di raffreddamento industriale.
Investire in queste società significa puntare su un tassello fondamentale dei Data Center, spesso trascurato ma cruciale, perché anche se l’AI dovesse rallentare, la domanda di energia e raffreddamento rimarrà costante.
Esplorare i fornitori “ai margini”
Infine, ci sono aziende che operano ai margini, ma senza le quali i Data Center non potrebbero funzionare. Corning produce cavi in fibra ottica che collegano i server, Arista Networks e Celestica costruiscono le apparecchiature di rete, mentre Dell e Penguin Solutions si occupano dell’assemblaggio dei server.
Queste aziende rappresentano opportunità di investimento più discrete, ma altrettanto importanti: mantengono in funzione il settore anche quando l’hype dell’AI si attenua. Guardare a questi fornitori significa puntare su un mercato più solido e meno volatile, con prospettive di lungo termine interessanti.