Mentre i mercati globali restano con gli occhi puntati su DeepSeek, in attesa di una nuova versione del modello che lo scorso anno aveva scosso l'intero settore tecnologico, nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale cinese si muove qualcosa di ancora più significativo.
Nelle ultime settimane, almeno cinque nuovi modelli generativi hanno fatto la loro comparsa: dal Qwen 3.5 di Alibaba al Seedance 2.0 di ByteDance, capace di generare contenuti video di qualità professionale. Eppure, a catturare davvero l'attenzione degli sviluppatori - e degli analisti di UBS - è un'altra realtà: MiniMax.
MiniMax: qualità superiore, prezzo inferiore con M2.5
Approdata alla Borsa di Hong Kong a gennaio, la società con sede a Shanghai ha rilasciato a metà febbraio il suo modello M2.5, che nei benchmark più rigorosi compete direttamente con Claude Opus 4.6 di Anthropic - ma a una frazione del suo costo.
Secondo i dati di OpenRouter, una piattaforma che aggrega il traffico degli sviluppatori tra i diversi modelli AI disponibili sul mercato, M2.5 ha rapidamente scalzato sia DeepSeek V3.2 che i principali modelli americani nelle preferenze degli sviluppatori. Qualità superiore, prezzo inferiore.
A metà febbraio, un report di UBS rilevava che l'utilizzo dell'AI di MiniMax aveva già raggiunto un terzo dei volumi di Claude di Anthropic - ma a un decimo del prezzo. Un divario di costo che, in un settore dove la scalabilità è tutto, rappresenta un forte vantaggio competitivo.
Non a caso, la banca d'investimento svizzera ha avviato la copertura sul titolo con un rating "buy" e un target price fissato a 1.000 dollari di Hong Kong, con un upside del 25% rispetto ai livelli attuali.
"Siamo positivi sul potenziale di MiniMax nel conquistare quote nel mercato enterprise globale", hanno dichiarato gli analisti di UBS. La società non si distingue soltanto per la generazione testuale: offre anche strumenti avanzati per la creazione di video e una piattaforma di sintesi vocale paragonabile a ElevenLabs, oltre a soluzioni di AI companionship.
Un portafoglio applicativo che la differenzia nettamente da altre startup cinesi come Zhipu - anch'essa sbarcata a Hong Kong a gennaio, con il modello GLM 5.0 orientato principalmente al coding - e Moonshot, ancora privata, il cui Kimi 2.5 punta soprattutto sul completamento di task agentici.
Il Capodanno dell'AI: la battaglia strategica cinese
Il Capodanno lunare si è confermato anche quest'anno come uno spartiacque simbolico per l'AI in Cina. Un anno fa, fu proprio durante i nove giorni di festività che DeepSeek rilasciò il modello capace di sconvolgere le certezze dei mercati mondiali, dimostrando che la Cina aveva sviluppato capacità generative di prim'ordine nonostante le restrizioni sull'importazione di chip americani.
Quest'anno, la narrativa si è evoluta: le grandi internet company - Tencent, Alibaba, Baidu e ByteDance - hanno scelto la festività non per stupire con nuovi modelli, bensì per consolidare la penetrazione dell'AI tra i consumatori cinesi.
Dopo aver integrato i propri modelli AI - o direttamente DeepSeek - all'interno di applicazioni già diffuse (dall'e-commerce ai servizi di messaggistica), le aziende hanno investito centinaia di milioni di dollari in promozioni di "hongbao" digitali, la versione moderna di una millenaria tradizione cinese che consiste nel regalare denaro in buste di carta rossa durante il Capodanno.
L'obiettivo era duplice: accelerare l'adozione delle funzioni AI da parte degli utenti e stimolare l'utilizzo di capacità avanzate come la generazione di immagini e video, il commercio rapido e le prenotazioni transazionali all'interno di app native all'intelligenza artificiale.
"Nel breve termine, riteniamo che questo accelererà la penetrazione dell'AI tra gli utenti - soprattutto nelle città minori - e promuoverà l'utilizzo di funzioni AI e agentiche avanzate", hanno scritto gli analisti di UBS nel loro report sull'internet cinese del 23 febbraio, pubblicato al termine delle festività. Un'analisi che inquadra la corsa all'AI in Cina non più come una gara tra laboratori di ricerca, ma come una battaglia per la distribuzione di massa.
In questo contesto, MiniMax occupa una posizione peculiare e strategicamente privilegiata: è l'unica società dell'intero report di UBS il cui core business sia interamente focalizzato sui modelli AI, senza le distrazioni di piattaforme verticali o applicazioni di consumo da monetizzare.
"Riteniamo che la narrativa di disruption dell'AI rafforzi il sentiment verso i fornitori di modelli, mantenendo al tempo stesso gli investitori cauti sulle piattaforme verticali e sulle aziende applicative", osservano gli analisti, ribadendo la loro fiducia nel posizionamento della società.
Il 3% che vale miliardi: la scommessa di UBS su MiniMax
Nello scenario ottimistico elaborato da UBS, MiniMax potrebbe conquistare il 3% del mercato mondiale dei servizi enterprise, traducendosi in ricavi di segmento pari a 41 miliardi di dollari. La generazione video aprirebbe un'ulteriore opportunità da circa 5 miliardi, mentre l'AI companionship - una categoria ancora nascente ma in rapida espansione - potrebbe valere altri 4 miliardi.
C'è però un elemento di rischio strutturale che gli analisti non nascondono: il mercato dell'AI è per sua natura volatile, e i nuovi modelli possono sovvertire le classifiche esistenti con una rapidità che non ha precedenti in altri settori tecnologici.
Gli utenti, come dimostrano i dati di utilizzo, migrano verso gli strumenti più economici e più intelligenti con una velocità impressionante. È la stessa dinamica che ha portato MiniMax a scalare le classifiche di OpenRouter in poche settimane - e che potrebbe, in futuro, ribaltare nuovamente gli equilibri.
Se la leadership di MiniMax nell'AI dovesse crescere più velocemente delle attuali aspettative, il titolo potrebbe raggiungere almeno HKD 1.380, stima UBS nel report di avvio della copertura.
In un settore dove il dominio può spostarsi nel giro di un singolo annuncio, MiniMax ha fatto una scelta controcorrente: costruire una suite multimodale - testo, video, audio, interazione umana - invece di inseguire la specializzazione verticale. Una scommessa sulla trasversalità dell'AI, in un momento in cui il mondo ancora discute se DeepSeek abbia o meno cambiato tutto. Forse la risposta più onesta è che l'AI cinese non si ferma mai abbastanza a lungo da poter essere raccontata al passato.