Dollaro neozelandese, la RBNZ verso il rialzo e i fondi vendono | Investire.biz

Dollaro neozelandese, la RBNZ verso il rialzo e i fondi vendono

27 ott 2026 - 12:06

La RBNZ decide sui tassi e il rialzo al 3% è già nei prezzi: per il dollaro neozelandese conta il segnale su dicembre, con i fondi in vendita

Nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre, alle 2:00 ora italiana, la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) annuncia la decisione sui tassi, e il rialzo dal 2,75% al 3% è già dato per certo dai mercati. Per il dollaro neozelandese, il kiwi, la partita si gioca quindi sul messaggio che accompagnerà la mossa: un’apertura a nuovi rialzi a dicembre lo sosterrebbe (Riunioni Banca centrale Nuova Zelanda: le date dei meeting 2026), una frenata a dieci giorni dalle elezioni politiche del 7 novembre darebbe ragione a chi scommette contro la valuta. E proprio mentre il cambio NZD/USD recuperava terreno, gli speculatori sui future hanno aumentato le vendite.

 

Perché la RBNZ dovrebbe alzare i tassi se l’inflazione scende?

La RBNZ si prepara ad alzare i tassi perché il calo dell’inflazione è meno rassicurante di quanto sembri. Secondo Stats NZ, l’istituto di statistica neozelandese, nel terzo trimestre 2026 i prezzi al consumo sono saliti del 3,7% su base annua, dal 4,1% del trimestre precedente e sotto il 3,9% stimato dalla stessa Banca centrale. A frenare l’indice sono stati però soprattutto i carburanti: nel trimestre la benzina è costata in media il 6,5% in meno rispetto a quello di giugno e, secondo Westpac, il diesel quasi il 16% in meno.

Le misure che escludono le voci più volatili sono andate nella direzione opposta: la mediana ponderata è salita al 3,1% dal 2,7%, la media troncata al 3,0% dal 2,6%. Sono valori sul limite superiore della fascia dell’1-3% che la RBNZ ha come obiettivo, o appena sopra. Nel frattempo il petrolio è salito di circa il 20% dalla riunione di settembre, secondo ING, e lunedì 26 ottobre il Brent ha chiuso a 115,81 dollari al barile, vicino ai massimi da sei mesi.

C’è poi la valuta. A settembre, sempre secondo ING, il dollaro neozelandese ha perso il 4% contro il paniere delle valute dei principali partner commerciali, scendendo ai minimi dal 2009. Una valuta debole funziona come un rincaro silenzioso su tutto ciò che il Paese importa, dal carburante all’elettronica: è il motivo per cui la RBNZ, che a luglio aveva alzato i tassi per la prima volta in tre anni e a settembre li ha portati al 2,75%, ha scritto che potrebbe “dover aumentare ancora il tasso ufficiale quest’anno”.

 

Cosa è già nei prezzi del dollaro neozelandese?

Il rialzo di 25 punti base al 3% è già interamente nei prezzi, e l’attenzione è tutta sulla riunione di dicembre. “Ci aspettiamo che la RBNZ finisca per alzare di altri 25 punti base a dicembre, seguiti da un ulteriore rialzo a febbraio”, ha detto a Reuters Satish Ranchhod, senior economist di Westpac, lunedì 26 ottobre. Dopo il dato sull’inflazione, Westpac aveva cambiato previsione per la riunione di ottobre, da una pausa a un rialzo, e considera molto possibile che il comitato non voti all’unanimità.

Anche ING si aspetta un rialzo, ma vede la stretta fermarsi prima. In una nota del 22 ottobre, Francesco Pesole, FX strategist della banca olandese, ha scritto di vedere pochi motivi per alzare i tassi e poi frenare a parole, e che un rialzo con toni restrittivi sosterrebbe il kiwi. Il punto d’arrivo, per ING, è tra il 3,25% e il 3,5%.

Lunedì 26 ottobre NZD/USD ha chiuso in area 0,5690, dopo due settimane di rialzo che hanno recuperato in parte sette settimane di calo iniziate a fine agosto. Rispetto a sei mesi prima il kiwi resta più debole di circa il 4%, e il massimo dell’ultimo mese è in area 0,5710.

 

Come sono posizionati i grandi operatori sul kiwi?

I grandi speculatori stanno scommettendo contro il dollaro neozelandese, e lo fanno sempre di più. Secondo il report COT, che la CFTC pubblica ogni venerdì con le posizioni sui future al martedì, nella settimana chiusa martedì 20 ottobre, prima del dato sull’inflazione, i fondi a leva (la parte più attiva degli speculatori) erano netti corti sul kiwi per 19.280 contratti, pari al 14,7% dei contratti aperti, contro lo 0,6% di due settimane prima. Gli operatori non commerciali, la categoria più ampia degli speculatori, sono passati in quattro settimane da corti per l’11,2% al 44,2%, il livello più corto da fine luglio.

Prezzo in recupero e speculatori in vendita: di solito una divergenza di questo tipo suggerisce che il rialzo del cambio abbia poco sostegno. Ma un mercato sbilanciato da una parte sola è anche più esposto alle sorprese: se la RBNZ lasciasse intendere nuovi rialzi, chi è corto potrebbe dover ricomprare in fretta, spingendo il cambio.

Il Market Mood Meter di Forecaster.biz, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un cambio è ipercomprato o ipervenduto, segnava +39,5 su NZD/USD il 27 ottobre: un eccesso al rialzo moderato, lontano dagli estremi. La stagionalità non aiuta i rialzisti: negli ultimi 15 anni, tra il 28 ottobre e il 26 novembre, il cambio è salito 6 volte su 15, e per chi era rialzista il calo massimo durante il periodo è stato in media del 2,8%, con un caso estremo del 10,4% nel 2011.

 

Quali scenari per il dollaro neozelandese dopo la RBNZ?

Lo scenario favorevole al kiwi è un rialzo accompagnato da un’apertura esplicita a dicembre. Secondo ING, confermerebbe le attese del mercato per circa 75 punti base di strette entro la fine di marzo 2027 e, con gli speculatori così sbilanciati sulle vendite, potrebbe innescare acquisti di copertura: il primo ostacolo sarebbe il massimo dell’ultimo mese in area 0,5710.

Lo scenario opposto è un rialzo presentato come l’ultimo per un po’, magari con un comitato diviso. A dieci giorni dal voto e con l’inflazione scesa sotto le stime, la Banca centrale potrebbe preferire prendere tempo: in questo caso le vendite degli speculatori risulterebbero ben piazzate, e il recupero delle ultime due settimane rischierebbe di fermarsi.

Mercoledì 28 ottobre è attesa in rialzo anche la Bank of Canada, escono i prezzi al consumo australiani in vista della riunione della RBA di martedì 3 novembre e alle 19:00 ora italiana decide la Fed (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026). Il rialzo della RBNZ è già scritto nei prezzi: per il dollaro neozelandese conterà la frase che verrà dopo.

 

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