Azioni e obbligazioni in calo? Puntare sulle materie prime | Investire.biz

Azioni e obbligazioni in calo? Puntare sulle materie prime

Gli investitori stanno vivendo la strana situazione in cui azioni e obbligazioni stanno perdendo quota in tandem. Le commodity potrebbero essere un'alternativa

La discesa contemporanea di azioni e obbligazioni quest'anno sta scompaginando i piani degli investitori nella costruzione del loro portafoglio d'investimento. Fino alla fine della scorsa settimana l'indice S&P 500 è sceso del 13% da inizio 2022, mentre il Bloomberg US Aggregate Bond ha perso il 9,5%. Perdite importanti che mettono fortemente in discussione la classica strategia di portafoglio 60/40, ovvero 60% di azioni e 40% di obbligazioni.

I titoli a reddito fisso in tale modello d'investimento hanno sempre funzionato da parafulmine, quando sui mercati finanziari si verificava tempesta. Adesso non riescono più a coprire dal rischio e anzi contribuiscono a peggiorare le performance complessive. Tutto ciò è da attribuire all'inflazione e alla politica aggressiva della Federal Reserve per combatterla. Un costo della vita più alto infatti ha alimentato le aspettative di rialzo dei tassi d'interesse, spingendo in alto i rendimenti obbligazionari.

Questi hanno trasmesso agli investitori la tendenza a scaricare azioni, in quanto le società trovano più oneroso finanziarsi per sostenere gli investimenti. Nel contempo i trader non hanno rivalutato il reddito fisso perché da un lato tassi nominali più alti per i titoli di nuova emissione fanno scendere i prezzi dei bond già quotati sul mercato, dall'altro l'inflazione elevata fa abbassare i rendimenti reali. Adesso, con i rendimenti dei titoli di Stato USA decennali arrivati al 3%, la situazione si è aggravata e si teme che il crollo dei mercati azionari e obbligazionari possa continuare. Ancor più che la Fed domani dovrebbe stringere sul costo del denaro di mezzo punto percentuale.

 

Investimenti: come proteggere il portafoglio

Quindi come proteggere il proprio portafoglio? John Cunnison, Chief Investment Officer di Baker Boyer Bank, ha aumentato l'esposizione nelle materie prime, che sono reduci da un rally straordinario. In particolare Cunnison punta su titoli legati ai metalli e alle risorse naturali, pur osservando che alcuni investitori sono diffidenti dopo un periodo di forti rialzi. Ad ogni modo, lo strategist ha ridotto gli investimenti nelle obbligazioni a lunga scadenza, in quanto più sensibili ai tassi d'interesse.

Dello stesso avviso è Jost Kutin, capo dell'asset allocation per il Nord America presso Columbia Threadneedle Investments. L'esperto si aspetta che l'inflazione galoppante faccia scendere ancora i prezzi delle obbligazioni, osservando come gli investimenti nelle materie prime abbiano protetto alcuni dei portafogli aziendali.

Anna Rathbun, Chief Investment Officer di CBIZ Investment Advisory Services, sostiene che vi sono dei dati macroeconomici rilevati la scorsa settimana che mostrano come nell'ultimo trimestre l'economia americana si sia contratta per la prima volta da quando è scoppiata la pandemia. Questo finirà per pesare sul reddito fisso. Tuttavia, Rathbun ha dichiarato di non rinunciare alle obbligazioni perché "tutto ciò che va verso l'alto, a volte va poi verso il basso".

 

 

 

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