Il vero cigno nero per i mercati energetici

  • I prezzi del petrolio continuano a scendere
  • Secondo uno studio di Ned Davis Research, sul settore petrolifero è in arrivo un forte calo della domanda da parte della Cina
  • Gli analisti iniziano a rivedere, al ribasso, le previsioni per il settore

I prezzi del petrolio continuano a scendere. Nella prima mattinata il Brent superava di poco i 53,7 dollari al barile mentre il Wti a stento reggeva i 50.

Un calo che potrebbe continuare

Un calo che potrebbe non essere finito qui dal momento che gli esperti temono una contrazione della domanda cinese. La Cina infatti è il maggiore acquirente di petrolio al mondo ma, a causa delle epidemie del coronavirus e del blocco degli stabilimenti deciso da diverse multinazionali, la produzione appare seriamente compromessa.Tanto da aver spinto gli analisti a rivedere al ribasso non solo le prospettive di crescita dell'economia cinese ma anche, nello specifico, quelle del settore energetico.

La view di Ned Davis Research

Infatti il ribasso registrato potrebbe non essere limitato a quanto visto finora. A confermarlo sono anche gli analisti di Ned Davis Research secondo cui l’epidemia da coronavirus avrebbe ridotto la domanda di petrolio cinese da 3 a 2 milioni di barili al giorno. Si tratta di un elemento determinante perché le conseguenze potrebbero avere ripercussioni a livello mondiale. Da qui si innescherebbe una sorta di effetto domino che porterebbe un ulteriore ribasso in futuro. Anche per questo motivo le prospettive del settore sono state tagliate dalla stessa Ned Davis Research, da Positive a Neutral. L'unico asso nella manica sembra essere solo nelle mani dell'Opec. Ma anche in questo caso si pone un problema non indifferente.

La posizione dell'Opec

Come è noto l'Opec è un'organizzazione composta da diversi membri, ancora di più con l’arrivo dei soggetti esterni come la Russia. E non tutti possono vantare lo stesso break-even, cioè il  prezzo minimo del barile per riuscire ad ottenere un pareggio tra costi e guadagno. Per la Russia così come anche per l'Arabia Saudita si parla di un break-even molto basso (per la prima di 40 dollari per la seconda addirittura sui 20) il che potrebbe portare le due nazioni più importanti a temporeggiare. 

La situazione in Libia

Più facile che le forniture libiche riescano a creare un riequilibrio. Infatti in Libia il cessate il fuoco voluto dall'Onu si sta rivelando un fallimento Risultato: diminuzione drastica della produzione che da 1 milione di barile registrati a metà gennaio, non è arrivata che a poco più di 181.500. Intanto, tornando alla questione epidemia, l'ultimo bollettino delle vittime dell'epidemia di coronavirus parla di oltre 1000 morti quasi tutti all'interno del territorio cinese.  sebbene il contagio si stia stabilizzando, resta ancora difficile riuscire a prevedere l'evoluzione del virus. e soprattutto la sua diffusione.

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mauro carzeri

mauro carzeri - 11 febbraio 16:40 Rispondi