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Materie prime: il platino dimenticato

  • I metalli preziosi come oro, argento, palladio e platino sono stati recentemente premiati dagli investitori;
  • Il palladio e il platino hanno avuto performance completamente divergenti: rispettivamente a tripla cifra e negativa negli ultimi 5 anni;
  • Capiamo le motivazioni e il quadro tecnico del cugino dimenticato di oro e argento



Se uno dei difetti principali di ETF o fondi che investono in materie prime è quello di dover replicare l’andamento dei prezzi delle commodity con sottostanti contratti derivati futures, c’è una parte delle stesse che può essere replicata acquistando direttamente il fisico: stiamo parlando dei metalli preziosi.

Non sottoposti a fastidiosi fenomeni di rolling delle scadenze contratti come nel caso di rame o petrolio, le materie prime come oro, argento, palladio e platino possono essere acquistato dall’investitore pagando una piccola commissione di gestione sotto forma di ETC. Naturalmente in questo caso il rischio controparte è un elemento di cui tenere conto. Wisdomtree offre la possibilità di investire in strumenti ETC che hanno come sottostante la materia prima fisica. 

Lo si può fare in modo aggregato replicando l’indice Precious Metals (ISIN JE00B1VS3W29) oppure andando sulle singole materie prime. Se uno dei più gettonati è naturalmente l’ETC sull’oro (ed ultimamente anche quello sull’argento), il palladio ed il platino tendono ad essere un po’ trascurati dalla massa in quanto meno affascinanti nell’immaginario collettivo. Ma sono proprio queste ultime due materie prime ad aver dato più soddisfazioni o delusioni agli investitori.

 

Platino: i possibili scenari

Il palladio quest’anno ruba la palma di miglior metallo all’argento, con un guadagno di quasi il 50%. Dall’altro lato il platino che addirittura negli ultimi 12 mesi ha offerto un ritorno negativo. Una dinamica che vale anche gli ultimi 5 anni. Il palladio che è salito di quasi il 300%, il platino sceso di oltre il 10%. Quest'ultima è quindi una materia prima troppo abbondante o addirittura inutile nei processi industriali o come riserva di valore, oppure un'occasione di lungo periodo?

Una domanda alla quale non ho risposta ma sulla quale riflettere osservando il grafico di lungo periodo che mette a confronto la forza relativa tra platino e indice Bloomberg dei metalli preziosi.  Siamo ai livelli più bassi degli ultimi 30 anni. Il prezzo del platino a sua volta sembra aver approfittato di questo momento felice per i preziosi per allontanarsi dai minimi del 2008 andando ad aggredire, per ora senza successo, la trendline ribassista di lungo periodo.

È evidente come un'esplosione al di sopra di questo livello di resistenza avrebbe impatti non indifferenti sul prezzo rimasto “addormentato” per così tanto tempo. Il fattore in grado di spingere i prezzi potrebbe essere quello della produzione. Il Covid-19 ha aumentato la richiesta di preziosi quali asset difensivi ma l’ha ridotto per l’utilizzo industriale e/o di gioielleria. Il Platinum Investment Council indica in 336 mila le once di deficit di platino nell’ultimo trimestre.

Se questa dinamica dovesse proseguire, potremmo essere al secondo anno consecutivo di domanda superiore all’offerta. Entrambi i fattori sono in contrazione, ma l'offerta è ulteriormente penalizzata dalla situazione in Sud Africa. Il Paese leader nella produzione a livello mondiale di platino sta subendo un calo nell’estrazione del 20% a causa del lockdown che lo ha colpito.

È evidente che siamo di fronte ad una fase di scarsa produzione con una domanda sostenuta solo dal desiderio di accumulare beni preziosi. Dovesse ripartire il ciclo economico credo che il platino sarebbe una materia prima beneficiaria netta di arbitraggi in uscita da oro e argento. L’ETC di Wisdowtree che investe sul platino ha il codice ISIN JE00B1VS2W53

 

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