USD/NOK, quando le politiche monetarie fanno la differenza | Investire.biz

USD/NOK, quando le politiche monetarie fanno la differenza

16 nov 2022 - 12:30

16 nov 2022 - 16:01

Dopo una fase di rialzo dall'inizio della guerra, ora i supporti dell'USD/NOK sono sotto pressione ed un cedimento potrebbe essere una brutta notizia per il dollaro

Quadro tecnico molto interessante per i trader sul cambio USD/NOK, proprio dopo la pubblicazione dei dati di inflazione americana e norvegese, usciti in contemporanea giovedì.

I prezzi al consumo americani sono cresciuti a ottobre del 7,7%, meno delle previsioni (7,9%) ed anche la componente "core" è aumentata meno delle aspettative. Questo ha scatenato la corsa all’acquisto di azioni, bond, yen e oro nella speranza che la FED cominci ad ammorbidirsi già a dicembre nell’ultimo meeting dell’anno.

Per quello che riguarda l’inflazione norvegese l’aumento dei prezzi è stato sorprendente soprattutto nella componente "core", salita del 5,9% contro attese della banca centrale del 5%. Siamo ai livelli più alti dal 1998. Nell’ultimo meeting la banca centrale aveva aumentato i tassi di appena 25 punti base, rilasciando un tono dovish. Il 15 dicembre è atteso comunque un ulteriore aumento di 25 punti base, ma alla luce di questi dati l’aumento potrebbe essere più consistente.



USD/NOK: un quadro molto interessante 


Questo il quadro dell’importante tema inflazione, che finisce per influenzare le decisioni delle rispettive banche centrali. 

Ma perché ho scritto che l’andamento del cambio USD/NOK è molto interessante? In un movimento armonico in 5 onde che ringalluzzisce gli amanti delle onde di Elliott, il cambio USD/NOK sembrerebbe volersi mettere alle spalle questa fase con una correzione che a questo punto dovrebbe caratterizzare le prossime settimane. Certo, potremmo essere di fronte alla fine del bull market del dollaro, ma come sempre trend is your friend e deve essere chi sta dalla parte opposta a dimostrare il contrario.

 

USD/NOK 

 

Il bull market di USD/NOK è cominciato a ottobre 2021. Onda 2, come da manuale, è stata profonda e prolungata prima dell’accelerazione di onda 3 con la classica estensione che caratterizza questo movimento impulsivo. Onda 4 a zig zag poco profonda e via con la quinta e ultima ondata che si è stampata su quella zona di prezzo di 11,00 dove onda 5 è uguale a 1,618 volte onda 1 e onda 3-5 è uguale a 2,618 volte onda 1.

Questo cambio ha la caratteristica di essere ben correlato al prezzo del petrolio, oltre che avere un beta particolarmente elevato rispetto ai mercati azionari. Una correzione significherebbe un clima più disteso a livello finanziario e ripresa globale meno peggiore del previsto. Quello che è successo giovedì lo dimostra.

Violato il supporto cruciale di zona 10 NOK per USD, l'apertura di credito per il dollaro c'è fino a 9,5. Qui troviamo i minimi di onda 4 e sarebbe l'ultima chiamata per il biglietto verde.

Rientrare long su USD/NOK in questo momento appare una strategia pericolosa e visto il break avvenuto in questi giorni meglio attendere momenti migliori per ritentare un ingresso. Conferme rialziste ci saranno solo sopra 10,5, l'asicronia tra banche centrali (Norvegia che torna hawkins e USA che diventano dovish) potrebbe fare una bella differenza a favore della moneta scandinava almeno fino a fine anno.

 

 

 

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname collegato alla sua registrazione e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Investire.biz manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.

0 - Commenti