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AUD/USD: cosa succede se arriva la recessione?

La perdita del supporto di 0,70 da parte di AUD/USD è un segnale forte circa le sorti dell'economia globale con chiari obiettivi tecnici. Ecco quali

Il pericolo recessione globale avanza, i prezzi delle materie prime agricole e industriali scendono e così le divise oceaniche soffrono, dollaro australiano incluso (al quale non bastano i recenti rialzi dei tassi di interesse). Il dato sulle vendite al dettaglio di maggio è stato il più forte dell’ultimo anno con un incremento del 10,4%. La disoccupazione ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 50 anni. I salari stanno salendo a causa della mancanza di forza lavoro disponibile e dell’inflazione che circonda i consumatori australiani.

Di fronte ad uno scenario che rischia di abbassare eccessivamente il potere d’acquisto degli australiani, la RBA ha alzato i tassi di 50 punti base a 1,35% continuando un’opera di normalizzazione del costo del denaro che serve proprio per frenare una certa esuberanza della domanda. Il mercato swap prezza tassi di interesse al 4% entro 12 mesi ma, come ha sottolineato la Banca centrale, il movimento sul costo del denaro sarà dipendente dai dati macro in uscita nei prossimi mesi.

Per quello che riguarda AUD/USD, la caduta continua in linea con la discesa sempre più importante del prezzo del rame (giù di oltre il 20% da inizio anno). Il dollaro americano diventa polo di attrazione per il timore di recessione e soprattutto perché valute esposte al ciclo delle materie prime potrebbero presto cominciare a soffrire un più deciso rallentamento della domanda.

 

AUD/USD: analisi tecnica e livelli trading

Il grafico di AUD/USD ci racconta di un supporto di 0,70 che è stato perso ed ora il rischio è quello di veder scendere ancora più giù la divisa di Sidney qualora si cominciasse a ragionare su uno stop nel 2023 all’opera di normalizzazione nel costo del denaro. Tecnicamente è stato completata quella figura di testa e spalle ribassista, che aveva preso corpo dopo il poderoso rimbalzo dai minimi di marzo 2020 con il cambio arrivato fino alla quota record di 0,55.

Recuperato 0,70 l’Aussie si è sempre rifiutato di scendere sotto questo supporto che di fatto era diventato il vero e proprio spartiacque tra bull e bear market. A quanto pare i venditori sono tornati in vantaggio: un primo tentativo di sfondamento a maggio seguito da un corposo rimbalzo e da un nuovo affondo. I puristi dell’analisi tecnica stimano l’obiettivo di prezzo a partire dalla neckline a 0,70: una distanza di circa 1.000 pips che riporterebbe le quotazioni versi 0,60. .

 

 

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