Obbligazioni mercati emergenti? Meglio quelle in valuta locale | Investire.biz

Obbligazioni mercati emergenti? Meglio quelle in valuta locale

20 set 2022 - 14:30

20 set 2022 - 16:05

Nonostante il superdollaro, il 2022 potrebbe essere l'anno della rivincita per le obbligazioni dei mercati emergenti espresse in valuta locale

Negli ultimi anni non c’è mai stata storia. Gli investimenti in obbligazioni dei mercati emergenti emesse in valuta forte (le cosiddette hard currency) hanno sempre battuto quelli in obbligazioni emesse in valute locali (le cosiddette local currency).

Teoricamente più generose in termini di flussi cedolari offerti, le obbligazioni in valuta locali negli ultimi quattro anni hanno sempre mangiato la polvere delle emissioni sorelle. Oltretutto con volatilità superiore. Quello che invece è successo in questi ultimi 12 mesi è qualcosa di clamoroso se rapportato alla storia recente.

 

Obbligazioni mercati emergenti: le cause del sorpasso

Utilizzando come metro di misura due ETF emessi da iShares come JPM Emerging Local Government Bond e JPM USD Emerging Market Bond, scopriamo che da inizio anno un investimento in valute emergenti comprensivo di cedole ha perso solamente il 3%. Un investimento in obbligazioni emesse in dollari a cambio aperto (quest’anno particolarmente vantaggioso) ha perso valore per quasi il 10%.

Numeri in assoluta controtendenza rispetto alla storia degli ultimi anni. Nel 2021 le local currency archiviarono l’anno con -3% contro il +6% dei bond emergenti emessi in hard currency. Nel 2020 i segni negativi per entrambe le asset class videro una perdita maggiore (-7%) per le local contro le hard (-3%). Il 2019 risultò un anno particolarmente ricco di soddisfazione per local e hard con queste ultime a +18%, ben quattro punti in più delle locali. Il 2018 risultò leggermente negativo per entrambe ma con qualche decimale a favore delle emissioni in valute forti.

L’ETF di iShares che investe in local currency vede ai primi cinque posti tre valute asiatiche (Cina, Indonesia e Malesia) e due valute latino americane (Brasile e Messico), tutte con un peso attorno al 10% del portafoglio. E proprio queste due sono state protagoniste di un 2022 incredibilmente positivo che ha fatto pendere la bilancia dal lato local.

Se il dollaro americano, che impatta direttamente nell’investimento in bond emergenti hard currencies, nel 2022 ha guadagnato l'11% rispetto all'euro, peso messicano e real brasiliano hanno guadagnato rispettivamente il 14% e il 17% contro euro. Positive, seppur inferiori alle performance del dollaro americano, anche le tre valute asiatiche.

Altro fattore che ha pesato in negativo per l’ETF che investe in obbligazioni emergenti hard currency è quello della duration. Il numero tipico che serve per misurare la sensibilità alla variazione dei tassi di interesse di un’obbligazione è di 4,9 per l’ETF che investe in local currency contro 7,5 per l’ETF hard currency. Ecco spiegato il perché, a fronte di un rialzo importante dei tassi di interesse a lunga scadenza americani, l’ETF hard currency ha subito perdite maggiori.

Un 2022 che perciò sta per chiudersi con la rivincita dell’investimento valutario in divise locali. Un nuovo paradigma che si affaccia all’orizzonte o solo un episodio?

 

 

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