Massimo storico per il settore delle utilities

  • Le utilities mondiali superano ad inizio 2020 il loro massimo storico
  • Trascinate da ricchi dividendi, tassi bassi ed effetto ESG, le utilities stanno trovando grande apprezzamento tra gli investitori
  • Tanto denaro rischia però di creare eccessi di valutazione sulle società del settore. Sempre meglio diversificare

Il settore delle utilities è tornato sugli scudi in Borsa per un mix di fattori che tutti assieme hanno remato a favore di società tradizionalmente difensive e generatrici di cassa. L’indice World Utilities negli ultimi 10 anni ha fornito un rendimento annuo composto di 2 punti più basso rispetto ad un tradizionale Msci World il cui ritorno è stato del 12.7% per anno. Il gap era molto più alto fino a qualche anno fa, poi l’interesse del mercato verso le utilities è tornato ad essere consistente e questo è ravvisabile soprattutto nelle performance degli ultimi 2 anni. Il +23% del settore stacca infatti di 12 punti percentuali il più regolare Msci World.

I fattori che hanno sostenuto il recupero

I fattori positivi che hanno remato a favore delle utilities sono diversi. Certamente le curve dei tassi. Rendimenti bassi anche sui tratti medio lunghi della curva favoriscono queste società per due motivi. Il primo è legato all’elevato indebitamento che solitamente contraddistingue società impegnate nella gestione delle infrastrutture. Chiaramente più è basso il costo del debito meglio è per i conti finanziari e per gli investimenti. Il secondo motivo è legato ai dividendi staccati annualmente dalle utilities. Grandi generatrici di cassa, queste società tendono ad erogare dividendi particolarmente generosi se confrontati con un rendimento di un titolo di stato. E questo risulta attraente agli occhi degli investitori.

C’è però anche dell’altro. La ESG mania ha portato alla creazione di nuovi indici replicati sia a livello di ETF che da fondi a gestione attiva. Basti pensare che nel 2019 in America ed Europa i flussi verso ETF  legati al mondo ESG hanno superato i 20 miliardi di $.Considerando che nel 2018 questo numero era di poco superiore ai 5 miliardi capiamo bene il fiume di denaro che si è riservato verso società che vedono le utilities assolute protagoniste. Energie rinnovabili, rifiuti, acqua e tanti altri temi legati alla sostenibilità ambientale hanno spinto verso l’alto le quotazioni e soprattutto i multipli di tante società.

Bloomberg ha pubblicato di recente un articolo in cui vengono analizzate le società operative nel settore delle rinnovabili. Varta, Nordex, Vestas, Siemens Gamesa sono solo alcuni dei nomi analizzati. I rapporti prezzo / utili stimati 2020 oscillano tra 33 e 19 contro un indicatore per lo Stoxx Europe 600 di 15.

Il settore delle utilities ha beneficiato di questo interesse per l’economia verde anche perché, se guardiamo i primi titoli presenti nell‘ETF troviamo società come Enel, Iberdrola, National Grid, Engie, E.On e Veolia. Se andiamo poi a vedere le azioni contenute nell’ETF Lyxor New Energy, guarda caso tra i primi titoli troviamo Iberdrola, ma anche Vestas e Siemens Gamesa. E’ evidente che se i contenitori da riempire si moltiplicano, in un momento di liquidità che appare infinita l’interesse per le utilities si manterrà alto.

 

Cosa dice il grafico dell'MSCI World Utilities?

Osservando il grafico di lungo periodo del Msci World Utilities vediamo come l’indice ha appena superato i massimi del 2007. Sotto questo punto di vista il settore in termini relativi appare ancora in ritardo rispetto al Msci World che rispetto ai massimi del 2007 è sopra di oltre il 40%. Quindi una rottura così fresca andrebbe assecondata. Attenzione però perché il rischio più grande per questo settore è rappresentato dai tassi di interesse oltre che dalla formazione di una bolla speculativa sul settore green. Un cambio di politica monetaria globale con aspettative che cominciano a diventare di rialzo nel costo del denaro vedrebbe il settore delle utilities tra le prime vittime con la competizione dello yield obbligazionario che toglierebbe appeal verso società tradizionalmente high dividend. Il fallimento di alcune società molto sopravalutate nel settore della new energy potrebbe a sua volta creare criticità.

Quindi stare lunghi ma con le antenne ben dritte e soprattutto diversificare il rischio.

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