ETF: i migliori e i peggiori del primo semestre 2022 | Investire.biz

ETF: i migliori e i peggiori del primo semestre 2022

La prima parte del 2022 si è rivelata negativa per gran parte degli investimenti: vediamo i migliori e peggiori ETF di questa metà d'anno

Il primo semestre 2022 si chiude in rosso per la maggior parte degli indici obbligazionari e azionari. Un portafoglio bilanciato 50% azioni 50% bond mondiali ha messo in archivio un pesante calo in doppia cifra soprattutto a causa dell’incapacità del tasso fisso di resistere all’impennata dell’inflazione. Ai risultati ampiamente positivi si sono poi contrapposti risultati ben peggiori di quello che ha fatto il mercato. Ho pensato di selezionare i 5 ETF per categoria migliori e peggiori del primo semestre 2022. Vediamoli.

 

ETF: ecco i peggiori del primo semestre 2022

Partiamo da chi ha fatto decisamente peggio del mercato. Escludendo gli ETF che investono sulla Russia che hanno subito una perdita superiore al 90% con un calo semestrale del 75%, il VanEck Crypto e Blockchain dimostra le enormi difficoltà dei prodotti che replicano il tema criptovalute. In questo caso parliamo di aziende operative nel settore che hanno fatto peggio dei prodotti legati alle due valute virtuali più capitalizzate al mondo, ovvero Coinshares Physical Ethereum e VanEck Bitcoin con ribassi compresi tra il 55% e il 65%.

Al quarto posto tra i peggiori del primo semestre 2022 arriva il comparto fintech con l’ETF di Global-X che investe in Robinhood. Chiude questa speciale classifica l’ETF WisdowTree Cloud Computing, in calo del 40% rispetto ad inizio anno.

 

ETF: ecco i migliori del primo semestre 2022

Andiamo al lato opposto della medaglia, quello di chi non solo ha ottenuto risultati positivi ma lo fa fatto con numeri in doppia cifra. L’energia e il petrolio svettano ai primi posti: iShares Energy Sector sta guidando la classifica con un rialzo semestrale del 45%, seguito da Lyxor Commodity CRB Index con +40%. Da notare in questo caso l’importanza dell’indice prescelto. Ad esempio l’ETF Invesco Bloomberg Commodity ha ottenuto una performance inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto al CRB Index di Lyxor. Soprattutto nel mondo delle materie prime, conoscere il sottostante che viene replicato è importante.

Al terzo posto si piazza chi l’anno scorso aveva patito parecchio visto lo spettacolare rally del mercato azionario. Stiamo parlando del Lyxor VIX futures che scommette ovviamente sul rialzo dell’indice della “paura”. Il ritorno del bear market ha fatto salire la volatilità e questo ha consentito all’ETF di guadagnare il 15% da inizio anno.

Al quarto e quinto posto troviamo due prodotti geografici. Amundi MSCI Brazil conferma il buon momento vissuto da questo mercato azionario grazie ad un mix di rivalutazione del real e di rialzo delle azioni brasiliane molte collegate alle commodity. Dietro al Brasile troviamo una sorpresa spiegata dal boom nel prezzo del petrolio: iShares Saudi Arabia con un +13% conferma la ovvia e stretta correlazione del listino arabo con l’andamento del petrolio.

10 ETF che nel primo semestre hanno ottenuto risultati decisamente più distanti dalla media del mercato, nel bene e nel male. Alla volatilità tipica del mercato azionario si somma quella molto più importante legata alle dinamiche dei singoli asset o temi sottostanti. Ecco perché diversificare è un esercizio fondamentale per ogni investitore.

 

 

 

 

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