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Investimenti: il Certificato verde che spinge i rendimenti

Architrave del Next Generation EU, il Green Deal si propone di spingere gli investimenti nel settore del verde. Vediamo come investire in questa opportunità

L’impatto del Coronavirus ha accelerato alcuni megatrend, in primis quelli legati alla decarbonizzazione e al progressivo abbandono delle fonti inquinanti. Guardando al Vecchio Continente, la Commissione Europea ha fatto del Green Deal uno dei suoi principali obiettivi per il futuro.

Questo piano mira ad annullare entro il 2050 le emissioni nette di gas serra tramite delle misure di sostegno atte a privilegiare le tecnologie verdi e sostenibili, in modo tale da ridurre l’inquinamento. Tale importante cambiamento non può essere fatto senza un adeguato sistema di sostegno finanziario.

Proprio per questo, nel periodo 2021-2027 è prevista l’attivazione del cosiddetto “meccanismo per una transizione giusta”, che prevede lo smobilizzo di 150 miliardi di euro attraverso tre pilastri: il fondo per la transizione giusta, lo schema InvestEU e prestiti della European Investment Bank.

A riprova dell’importanza delle energie pulite per l’Unione Europea, il Green Deal è stato messo come architrave del Next Generation EU, il programma da 750 miliardi di euro messo a punto per aiutare l’Europa e risollevarsi dalla crisi innescata dal Coronavirus. È quindi chiaro che le società del comparto elettrico siano le principali beneficiarie di questa transizione energetica grazie alle loro basse emissioni.

Uno dei Paesi che dovrebbe beneficiare maggiormente di questo processo è proprio l’Italia, secondo Paese al mondo con il Green Complexity Index più alto. L’indice sviluppato dalla Oxford Martin School e dalla Smith School of Enterprise and the Environment evidenzia quegli Stati che riusciranno a trarre maggiore vantaggio dall’economia green.

Società elettriche: i trend che spingono il settore

Le società del comparto elettrico non beneficiano solo del processo ormai avviato di transizione energetica ma anche di diversi altri elementi. Innanzitutto si deve considerare che queste aziende sono delle utility, che traggono beneficio da periodi di misure espansive da parte delle Banche Centrali.

Questo avviene grazie al loro modello di business, che è tradizionalmente solido e prevedibile. Con i rendimenti delle obbligazioni sempre più bassi quindi, gli investitori guardano a queste società per avere una remunerazione interessante (grazie alla stabilità del dividendo) con un relativamente basso livello di rischio.

Un'altra tendenza che sarà capace di rivoluzionare le tradizionali infrastrutture elettriche saranno le Smart Grid, ossia le reti elettriche del futuro che permettono di efficientare il percorso dell’energia tra chi la consuma e chi la produce, stocca, trasporta e distribuisce. Secondo il World Economic Forum, nei prossimi 5 anni questi sviluppi saranno in grado di creare sinergie per 2.000 miliardi di euro.

Investire nel Green Deal e nella decarbonizzazione

Considerando che entro il 2030 il fabbisogno energetico mondiale verrà soddisfatto per un suo terzo da fonti rinnovabili, può risultare interessante cercare di prendere profitto da un trend che ancora può essere considerato nelle sue fasi embrionali. In un momento in cui però le implicazioni economiche che la pandemia potrebbe avere nel prossimo futuro non sono ancora chiare, i mercati potrebbero essere ancora soggetti a picchi di volatilità che avrebbero la possibilità di tradursi in nuovi crolli.

Per smussare questo rischio si può quindi guardare a prodotti che permettano di avere una maggiore protezione del capitale investito e rendimenti interessanti. Il Certificato Memory Cash Collect di Vontobel con ISIN DE000VP8JC81 potrebbe quindi essere lo strumento adatto a questo scopo. Il prodotto permette di investire su un paniere composto da E.ON, Enel, Engie e Iberdrola, aziende leader del settore elettrico europeo, con un rendimento del 10% l’anno, Effetto Memoria e Opzione Autocallable.

I dettagli del Certificato green

Il Certificato Memory Cash Collect di Vontobel con ISIN DE000VP8JC81 è quotato dallo scorso 25 settembre sul SeDeX di Borsa Italiana. Grazie a questo prodotto, per gli investitori è possibile ottenere cedole semestrali di 5 euro se il prezzo di tutti i sottostanti è pari o superiore a quello della Barriera, posta al 65% dello Strike Price iniziale.

Come detto prima, il rendimento annuo potenziale del prodotto è del 10% sul Valore Nominale di 100 euro. Gli elevati ritorni rendono questo Certificate interessante anche per quanto riguarda il recupero di eventuali minusvalenze presenti all’interno dello zainetto fiscale. Sono due le opzioni che caratterizzano la struttura del Certificato:
  • Effetto Memoria: consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati;
  • Opzione Autocallable: dal 30 marzo 2021 consente al Certificato di scadere anticipatamente nell’eventualità in cui, alle Date Per il Rimborso Anticipato tutti i sottostanti dovessero trovarsi ad un livello pari o superiore a quello del Livello Autocall, posto al 100% del Valore Iniziale.
Rivediamo ora i vari sottostanti che compongono il paniere, con i relativi livelli salienti:
  • E.ON: Prezzo di Riferimento Iniziale, Strike e Livello Autocall a 9,397 euro; Soglia Bonus e Barriera a 6,108 euro;
  • Enel: Prezzo di Riferimento Iniziale, Strike e Livello Autocall a 7,475 euro; Soglia Bonus e Barriera a 4,859 euro;
  • Engie: Prezzo di Riferimento Iniziale, Strike e Livello Autocall a 11,44 euro; Soglia Bonus e Barriera a 7,436 euro;
  • Iberdrola: Prezzo di Riferimento Iniziale, Strike e Livello Autocall a 10,43 euro; Soglia Bonus e Barriera a 6,78 euro;
Alla chiusura dello scorso 8 ottobre, le azioni E.ON, Enel e Iberdrola quotano rispettivamente il +2,56%, +6,72% e +17,97% al sopra il Valore Iniziale.  Al contrario, i prezzi di Engie veleggiano al di sotto di tale livello del 15,76%. Agli attuali prezzi quindi, le condizioni per l’attivazione dell’Opzione Autocallable non verrebbero soddisfatte, mentre la cedola verrebbe staccata. A tali prezzi inoltre, il Worst of è rappresentato da Engie. Alle 10:38 del 9 ottobre 2020, il Memory Cash Collect con ISIN DE000VP8JC81 quota ad un prezzo ask di 101,80 euro.

Due gli scenari che si potranno verificare alla scadenza fissata per il 23 settembre 2022:
  • Se il peggiore dei sottostanti del paniere dovesse quotare al di sopra della Barriera, l’investitore incasserà i 100 euro di valore nominale, l’ultima cedola e gli eventuali premi non pagati;
  • Se il peggiore dei sottostanti dovesse quotare come o meno della Barriera, il Certificato inizierà a replicare la performance del Worst of. Poniamo quindi che le azioni Engie dovessero quotare a 7 euro. In tal caso l’investitore riceverebbe 61,19 euro così calcolati: [100 euro di Valore Nominale x (7 euro del Prezzo di Riferimento Finale/11,44 euro dello Strike Price)].


Performance in Borsa e analisi dei sottostanti

Da inizio anno, le azioni E.ON hanno messo a segno un +2,35%, quelle di Enel il +7,82%, quelle di Engie il -15,66% e quelle di Iberdrola il +18,3%. Vediamo ora cosa dice l’analisi tecnica dei sottostanti che compongono il basket del Certificato. Graficamente, il grafico settimanale delle azioni E.ON evidenzia una sorta di ampia lateralità che va dal supporto di 8,316 euro, espresso dai minimi della terza ottava di agosto 2015, alla resistenza a 10,314 euro, lasciata in eredità dai lows di inizio luglio 2013.

Lo scenario ideale per il titolo implica un primo impulso oltre la linea di tendenza ottenuta collegando i top di febbraio e della seconda settimana di luglio 2020, per poi passare alla rottura definitiva della parte superiore della congestione. Se ciò dovesse accadere, i compratori avrebbero uno spazio di ascesa che potrebbe arrivare inizialmente alla soglia psicologica dei 13 euro. Al contrario, un breakout di 8,316 euro darebbe modo ai venditori di spingersi verso i minimi del 2016, in area 6 euro.

Le azioni Enel si trovano in una situazione particolarmente delicata. Sebbene i prezzi siano riusciti a rimbalzare in maniera vigorosa dal sell-off di fine febbraio e inizio marzo 2020 grazie alla presenza del coriaceo supporto transitante a 5,575 euro, sembra che sia stato configurato una figura di doppio massimo in zona 8,50 euro.

Solo una salita decisa al di sopra di tale livello permetterebbe di invalidare le conseguenze negative della conferma del modello di inversione, che avverrebbe nell’eventualità di una discesa al di sotto del sostegno menzionato prima. Interessante evidenziare però la posizione della Barriera, a 4,859 euro: per violarla infatti i corsi dovrebbero di fatto invertire l’uptrend in atto rompendo la linea di tendenza di lungo periodo ottenuta collegando i minimi di luglio 2013 a quelli di novembre 2016.

Engie è invece il titolo che presenta la situazione grafica più complessa. I prezzi sono infatti inserii all’interno di un downtrend particolarmente intenso e faticano a recuperare il crollo causato dal Coronavirus. Al momento però, è da evidenziare come le quotazioni stiano cercando di superare l’ostacolo firnito dalla linea di tendenza che unisce i minimi di gennaio 2017 e di ottobre 2018.

Un superamento di tale resistenza permetterebbe ai prezzi di tentare un recupero del livello di concentrazione di offerta a 14,12 euro, lasciato in eredità dai lows del 2013. Al contrario, un indebolimento al di sotto dei 10,65 euro verrebbe visto negativamente, con i corsi che potrebbero tornare verso i minimi annuali. Veniamo infine a Iberdrola. Graficamente il titolo ha una conformazione simile a Enel, potenziale doppio massimo incluso.

Per i corsi la chiave è rappresentata dal superamento di 11,425 euro, ostacolo di lunghissimo periodo ereditato dalla zona dei massimi del 2007. La tendenza è tuttavia fortemente orientata al rialzo e la posizione della Barriera è ben al di sotto di due importanti livelli: il primo è la linea di tendenza ottenuta collegando i top di febbraio 2011 a quelli di giugno 2017, il secondo dalla trendline che unisce i lows di luglio 2012 e giugno 2016.





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